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18 Giugno 2026

Divieto di telemarketing nelle telecomunicazioni: la maggioranza presenta emendamenti soppressivi

Il governo sembra fare un passo indietro sul divieto di telemarketing aggressivo per le telecomunicazioni. Scopri perché e quali sono le reazioni.

Divieto di telemarketing nelle telecomunicazioni: la maggioranza presenta emendamenti soppressivi

Il telemarketing aggressivo è un fenomeno che affligge molti italiani, costantemente bombardati da chiamate commerciali indesiderate. Recentemente, si era parlato di un’estensione del divieto di telemarketing anche alle telecomunicazioni ma ora la situazione sembra essere cambiata. La maggioranza ha infatti annunciato la presentazione di quattro emendamenti soppressivi al decreto Carburanti ter, attualmente all’esame della Camera.

La maggioranza presenta emendamenti soppressivi

La maggioranza ha deciso di presentare emendamenti soppressivi per eliminare l’estensione del divieto di telemarketing aggressivo, introdotto nel decreto Bollette, anche alle telecomunicazioni. Questo provvedimento era stato approvato il 10 giugno come emendamento al decreto Accise ter in Commissione Finanze al Senato. Tuttavia, gli emendamenti in questione sono stati considerati “esorbitanti”, cioè fuori contesto rispetto al tema centrale del decreto.

La maggioranza aveva già provato ad inserire la misura nel precedente decreto Accise, ma era stata ritirata per estraneità di materia. Dopo alcune interlocuzioni con gli uffici legislativi del Quirinale, la maggioranza ha deciso di procedere con i soppressivi. Il provvedimento tornerà

Le reazioni dell’opposizione e dei consumatori

Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, ha commentato: “Si tratta di una correzione necessaria che conferma l’importanza del ruolo di garanzia esercitato dal Quirinale e della rigorosa osservanza dei principi costituzionali che disciplinano la decretazione d’urgenza. Tuttavia, questa vicenda mette in evidenza un problema più generale: la maggioranza continua a trasformare sistematicamente i decreti legge in provvedimenti omnibus.”

Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari europei della Camera, ha parlato di “Metodo sbagliato nel merito e nel metodo, che produce soltanto confusione e ritardi. Non ci sono più alibi. Chiediamo al governo di agire con la massima urgenza e rapidità per mettere finalmente fine a questo fenomeno insopportabile.”

Le associazioni dei consumatori si esprimono

Federconsumatori ha dichiarato: “Che il Governo torni indietro, dopo aver illuso i cittadini esasperati dalle chiamate moleste di telemarketing, sarebbe inaccettabile. Le telefonate commerciali indesiderate spesso generano pratiche commerciali scorrette, abusi, contratti non richiesti, specialmente a danno di soggetti vulnerabili.”

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha aggiunto: “Giù le mani dalla stretta sul telemarketing nel settore della telefonia. Nessun passo indietro deve essere fatto sul sacrosanto giro di vite dato al Senato, nel dl accise, contro le telefonate selvagge.”

L’iter del provvedimento e le asimmetrie competitive

L’emendamento, i cui primi firmatari erano i senatori della Lega Massimo Garavaglia e Giorgio Maria Bergesio, era stato descritto come “un segnale importante a tutela dei cittadini, spesso bersaglio di telefonate invasive e ingannevoli”. Tuttavia, la misura aveva incontrato un largo consenso anche tra le associazioni dei consumatori e nel mondo degli operatori Tlc.

A maggio, i senatori del Partito Democratico Cristina Tajani, Antonio Nicita e Antonio Misiani avevano presentato un’interrogazione al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, chiedendo al governo di intervenire per correggere gli effetti del decreto Bollette sulla vendita telefonica di servizi energetici. Secondo i firmatari, la norma nella sua forma originaria produceva un effetto distorsivo nel mercato delle offerte multiutility.

Le compagnie di telecomunicazioni che offrono anche servizi energetici non possono contattare i propri clienti telefonia o connettività per proporre loro luce e gas. Gli operatori energetici, al contrario, mantengono la possibilità di fare cross selling verso i propri clienti energia per offrire servizi di connettività e telecomunicazione. Da qui l’evidenza di un’asimmetria competitiva: soggetti che competono sugli stessi clienti, spesso attraverso canali commerciali analoghi e con pacchetti convergenti, vengono sottoposti a regole diverse.

La stretta colpisce il canale di acquisizione degli operatori che arrivano all’energia da altri settori, mentre lascia intatto il vantaggio degli incumbent energetici che dispongono già di una base clienti luce e gas. La questione, spiegavano i senatori nell’interrogazione, non riguarda la necessità di contrastare le pratiche aggressive, ma il modo in cui il divieto viene applicato.

Autore

Martina Marchesi

Martina Marchesi ha guidato la squadra che ha coperto il piano urbanistico di Firenze, sostenendo una linea editoriale basata sull'analisi documentale. Vicedirettrice, porta un dettaglio personale riconoscibile: una mappa manoscritta dei rioni fiorentini nella sua agenda.