L’estate del 2026 sta portando con sé un’ondata di rincari energetici che sta mettendo in difficoltà le micro e piccole imprese italiane. Le tensioni internazionali nel Golfo Persico e le preoccupazioni per la sicurezza delle rotte di approvvigionamento stanno facendo schizzare i prezzi dell’energia, con un incremento dell’11% negli ultimi quattro mesi, quasi il doppio rispetto alla media europea.
In questo contesto, le imprese stanno cercando di fare fronte alla situazione con soluzioni innovative e investimenti mirati. Scopriamo insieme le strategie adottate e i nuovi incentivi disponibili per affrontare questa crisi energetica.
L’impatto dei rincari energetici sulle PMI
L’aumento dei prezzi dell’energia sta avendo un impatto significativo sui margini aziendali e sulla competitività delle micro e piccole imprese. Giuseppe Nocentini, vicepresidente di Confartigianato Imprese Arezzo, sottolinea che energia elettrica e gas sono costi essenziali per le imprese e che ogni aumento incide direttamente sui bilanci aziendali.
Tra le imprese più colpite ci sono quelle energivore, come la storica tipografia Grafiche Badiali di Francesco Fumagalli, che ha visto un aumento delle bollette del 40%. Tuttavia, l’azienda ha saputo anticipare i tempi installando un impianto fotovoltaico già nel 2012, che oggi copre circa il 50% dei consumi.
Le strategie adottate dalle imprese
Per affrontare i rincari energetici, molte imprese stanno adottando Strategie innovative. La tipografia Grafiche Badiali, ad esempio, sta valutando un intervento di revamping per aumentare la produzione di energia del 30% e migliorare ulteriormente l’autonomia dell’impresa. Inoltre, l’azienda ha intrapreso un percorso di rendicontazione sulla sostenibilità con il report redatto attraverso ConfESG.
Altre imprese, come Sicurgas di Andrea Del Toro, stanno riducendo gli orari di accensione degli impianti e attivando sistemi di domotica per mantenere le temperature a una certa soglia. Del Toro sottolinea che gli aumenti incidono sui margini e che è necessario un ripensamento degli spostamenti, soprattutto per quanto riguarda il costo del carburante.
I nuovi incentivi per le energie rinnovabili
Per sostenere le imprese in questa fase difficile, il Governo ha approvato il DL Infrastrutture, che prevede un incremento della dotazione finanziaria di alcuni investimenti del PNRR, tra cui l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili delle PMI. Confartigianato sostiene le proposte presentate a livello nazionale sul DL Infrastrutture affinché si pensi a incentivi per soluzioni di produzione energetica alternativa a misura delle necessità delle imprese.
In particolare, sono stati stanziati 246 milioni di euro aggiuntivi per la promozione delle energie rinnovabili per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e l’autoconsumo, e 31,65 milioni di euro per il sostegno all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI. Questi fondi sono gestiti dal GSE e da Invitalia e prevedono contributi a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili.
Le incognite aperte
Non mancano tuttavia elementi di attenzione che richiedono un monitoraggio costante. Qualora la Commissione europea non dovesse approvare la proposta italiana di riprogrammazione del PNRR, le amministrazioni dovranno adeguare gli atti già posti in essere, compreso l’eventuale recupero delle risorse già trasferite. Inoltre, il provvedimento incrementa la dotazione delle misure energetiche senza individuare contestualmente quali altri interventi saranno definanziati o ridimensionati per effetto della riprogrammazione.
Confartigianato continua a seguire con particolare attenzione l’evoluzione dei mercati energetici attraverso il Consorzio Multienergia, che supporta le imprese nell’analisi delle forniture e nell’individuazione delle soluzioni più vantaggiose. Nocentini invita tutte le aziende a verificare con attenzione le proprie bollette e le condizioni contrattuali applicate dai fornitori, valutando con prudenza le proposte commerciali che arrivano telefonicamente o tramite e-mail.


