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22 Settembre 2026

Festival Nutrimente e ExportReady: innovazione tra tavola e mercato globale

Il Nutrimente Festival porta la scienza nei piatti di Benedetto, mentre ExportReady rende visibili online i prodotti agroalimentari italiani nel mondo.

Festival Nutrimente e ExportReady: innovazione tra tavola e mercato globale

Il Nutrimente Festival torna a San Benedetto per la sua quarta edizione, proponendo una serie di laboratori che collegano cibo, salute e sostenibilità. Contemporaneamente, la startup Tuduu lancia ExportReady uno strumento digitale pensato per eliminare le barriere linguistiche che frenano l’export del made in Italy agroalimentare.

Programma e protagonisti del Nutrimente Festival a Benedetto

Il venerdì 25 settembre, il Mercato Ittico si trasforma in un vero e proprio laboratorio didattico per alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Dalle 9.30 alle 12.30, i giovani esploreranno temi come le microplastiche, la Dieta Mediterranea gli insetti capaci di degradare la plastica e il ciclo dell’acqua, con visite sensoriali al Museo del Mare.

Attività per giovani e per il pubblico

Nel pomeriggio, dalle 16 alle 18.30, il mercato riapre al pubblico con stand dedicati a microplasticheAnisakisBlue Economy e nutrigenomica. Alle 18, si terrà lo spettacolo “Racconti e fotografie della ricerca Unicam”, seguito da un buffet curato dall’Alberghiero Buscemi con prodotti Coop Alleanza 3.0. Parallelamente, presso la sede Unicam, studenti delle scuole superiori e cittadini potranno cimentarsi in laboratori su nutrigeneticametabolismo della caffeina OGM e la relazione tra alimentazione e struttura degli organi.

Obiettivi e dichiarazioni istituzionali

L’assessore Luigi Anelli sottolinea che “Nutrimente è ormai un punto di riferimento nell’incontro tra scienza e cibo” e che l’evento favorisce la sinergia tra commercio, cultura e turismo, creando nuove opportunità per la città. I responsabili di Coop Alleanza 3.0 e di Labilia ribadiscono l’importanza di rendere la ricerca comprensibile e concreta affinché i cittadini capiscano da dove proviene il cibo e come le filiere si evolvono.

ExportReady: la risposta digitale alle difficoltà di export agroalimentare

Il settore agroalimentare italiano ha raggiunto 73 miliardi di euro di export nel 2025, ma solo il 20 % delle vendite online B2C proviene da mercati esteri. L’analisi di ExportReady mostra che il 95 % degli e-commerce del comparto è disponibile esclusivamente in italiano, impedendo a potenziali acquirenti stranieri di trovare i prodotti tramite ricerche nella propria lingua.

Le barriere linguistiche come ostacolo al mercato globale

Secondo dati dell’Unione Europea, l’81 % degli utenti preferisce navigare in lingua madre, anche quando cerca prodotti stranieri. Perciò, la mancanza di contenuti ottimizzati per la ricerca in altre lingue penalizza l’intercettazione di potenziali clienti, sia nel B2B che nel B2C. Traduzioni automatiche su una pagina già visitata non bastano: occorre posizionare i cataloghi in più lingue fin dal momento della ricerca.

Come funziona la piattaforma ExportReady

ExportReady si integra con l’infrastruttura digitale esistente, creando URL nativi per 20 lingue diverse e ottimizzandoli per SEO e GEO targeting. Ogni pagina include analisi nutrizionali, suggerimenti di ricette e informazioni su esigenze alimentari, aumentando la probabilità di comparire in ricerche legate a alimentazione e cucina. Per il B2B, la piattaforma offre uno spazio in cui gli acquirenti inviano richieste di preventivo, che vengono generate direttamente nella lingua del cliente, semplificando il processo commerciale.

Marco Buscemi, CCO di ExportReady, afferma che la soluzione permette alle PMI di andare online in 2-4 settimane, aprendo canali di vendita diretta B2C in mercati finora inesplorati e facilitando le trattative B2B internazionali.

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.