La Relazione annuale 2026 sull’parità di accesso alla rete FiberCop è stata presentata il 19 maggio 2026 alle ore 11:00 nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del settore. L’evento ha tracciato un quadro complessivo delle attività del 2026, mettendo a fuoco temi che vanno dalla copertura in fibra alla regolazione, fino alla sicurezza delle reti.
Da un lato sono emersi dati tecnici e proposte operative; dall’altro sono state chiarite le funzioni di controllo e monitoraggio dell’Organo di Vigilanza. Interventi di figure come Massimo Sarmi, Lucia Albano, Federico Eichberg e Giacomo Lasorella hanno sottolineato il nesso tra infrastrutture, politica pubblica e investimenti privati.
L’assetto infrastrutturale e i numeri chiave
Secondo Massimo Sarmi, la configurazione attuale rende il sistema italiano «unicum in Europa» per quanto riguarda la parte di infrastruttura di rete fissa. Nel dettaglio, è stato ricordato che oggi oltre il 77% delle unità abitative è collegato in fibra, un salto significativo rispetto a due anni fa. Questo progresso è stato attribuito sia agli investimenti privati sia alle misure pubbliche come il Pnrr e il Fondo di connettività nazionale, che hanno supportato la diffusione della rete.
Copertura e obiettivi europei
La relazione ha richiamato la necessità di rispettare i target comunitari, pur sottolineando il ruolo delle autorità nazionali nell’adattare le scadenze e le politiche ai contesti locali. Sarmi ha inoltre illustrato una proposta di revisione tariffaria presentata all’Autorità, pensata per favorire la transizione verso le tecnologie più avanzate e offrire una visibilità di medio periodo agli operatori per definire le proprie offerte commerciali.
Regole, separazione della rete e il modello wholesale-only
Il passaggio a un modello di operatore wholesale-only è stato al centro del dibattito regolatorio. Come spiegato da Antonio Martusciello, il nuovo quadro trae fondamento dal Codice Europeo delle comunicazioni elettroniche e punta a stimolare reti ad alta capacità, innovazione e tutela dei consumatori. Il modello wholesale-only mira a massimizzare l’utilizzo della rete offrendo condizioni neutre e attrattive per favorire la concorrenza al dettaglio.
Da governance statica a governance adattiva
Il cambiamento di paradigma implica, secondo Martusciello, il passaggio da una governance statica a una governance adattiva, caratterizzata da criteri dinamici e fasi regolatorie più rapide. Tra le misure pratiche, l’Autorità ha riconosciuto a FiberCop la qualifica di operatore wholesale-only, con conseguente alleggerimento di alcuni obblighi regolatori ma mantenendo principi di non discriminazione e l’applicazione di prezzi equi e ragionevoli.
Implicazioni operative e presidio sulla qualità
Il ruolo dell’Organo di Vigilanza è stato ridefinito come presidio tecnico essenziale per garantire non discriminazione e qualità nel mercato wholesale. L’OdV continuerà a supportare Agcom nella vigilanza sugli obblighi derivanti dal Master Service Agreement tra FiberCop e Tim, aggiornando KPI e meccanismi di sblocco coerenti con la natura wholesale della rete. Nel 2026 l’attività dell’Organo si è concentrata sul monitoraggio tecnico, la verifica dei livelli di servizio e la collaborazione istituzionale.
Spegnimento della rete in rame e transizione tecnologica
Il presidente di Agcom, Giacomo Lasorella, ha annunciato l’avvio di una ricognizione sul processo di spegnimento delle centrali in rame, in linea con gli obiettivi europei. Questo passaggio comporta impatti operativi e normativi per gli operatori e richiede misure di accompagnamento per evitare disagi agli utenti, in particolare nelle aree meno servite.
I temi della sicurezza, degli investimenti e della coesione
La sottosegretaria Lucia Albano ha ribadito che la crescita della rete in fibra è anche una sfida territoriale e sociale: la connettività è considerata un fattore di coesione e cittadinanza. Dal canto suo, Federico Eichberg ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle reti come abilitatore di opportunità, citando dossier strategici come lo scorporo della rete e l’adeguamento dei limiti di emissioni elettromagnetiche. È allo studio anche un possibile Ddl dedicato alla sicurezza delle reti e alla cybersicurezza, per accompagnare l’evoluzione con strumenti regolatori adeguati.
In sintesi, la presentazione della Relazione annuale 2026 ha messo in luce un sistema in piena trasformazione: più connesso, più regolato e chiamato a bilanciare investimenti privati, interventi pubblici e tutela degli utenti. La sfida per i prossimi anni sarà accompagnare questa transizione con regole chiare e strumenti efficaci, in modo che la modernizzazione della rete non lasci indietro nessuno.