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17 Giugno 2026

Fiere e strategie per la pelle e le calzature: cosa cambia per l’export nel 2026

Giornate di manifestazioni e interventi istituzionali stanno ridefinendo il ruolo delle fiere nella strategia di export, mentre i dati del primo trimestre 2026 mostrano cali produttivi e segnali differenziati per tessile, abbigliamento, pelle e calzature

Fiere e strategie per la pelle e le calzature: cosa cambia per l’export nel 2026

Nei mesi recenti il sistema moda ha attraversato una fase di verifica: fiere di settore, summit internazionali e comunicazioni istituzionali hanno fatto da sfondo a ragionamenti strategici su exportsourcing e sostenibilità della filiera, con particolare attenzione alla pelle e al comparto calzaturiero.

Le manifestazioni fieristiche hanno svolto una duplice funzione: banco di prova per collezioni e tecnologie e luogo di confronto per politiche pubbliche orientate a sostenere le imprese. Nei fatti, la scena ha visto la contemporanea chiusura di appuntamenti centrali per la calzatura e l’avvio di rassegne dedicate al menswear e al design, confermando il ruolo delle piazze fisiche nella costruzione degli ordini e delle relazioni commerciali internazionali.

Pitti Immagine Uomo ed Expo Riva Schuh: numeri, ruoli e messaggi

La rassegna fiorentina dedicata al menswear, arrivata alla sua centodecima edizione, è stata interpretata come un test sulle tendenze e sulle nuove tecnologie applicate al settore. Sul fronte opposto, la manifestazione di Riva del Garda dedicata a scarpe, borse e accessori ha chiuso una sessione che ha riunito oltre mille espositori provenienti da 44 Paesi, sottolineando la vocazione internazionale e il carattere di marketplace professionale della città trentina.

Riva del Garda come hub di sourcing e relazioni

La geografia degli espositori a Riva evidenzia l’importanza del sourcing globale circa il 62,63% delle presenze proviene da paesi extra UE, con la Cina che rappresenta la quota più ampia a livello espositivo (34,46%), mentre l’Italia copre circa il 17% delle presenze. Questo mix mette in luce la compresenza di catene produttive orientate al volume e di produzioni italiane focalizzate sul valore unitario e sulla qualità percepita, creando un osservatorio sulle tensioni tra costo, qualità e tempi di consegna.

Intervento istituzionale e strumenti per l’internazionalizzazione

Un messaggio istituzionale rivolto alla fiera ha spostato la percezione dell’evento da semplice appuntamento B2B a componente della strategia di export nazionale. L’argomentazione chiave è che fiere come Expo Riva Schuh e Gardabags funzionano come infrastrutture commerciali: non si tratta solo di mostrare prodotti, ma di misurare la domanda, stringere accordi e stimolare ordini con mesi di anticipo rispetto alla stagione di vendita.

Nel quadro delle politiche richiamate rientrano strumenti già avviati a livello nazionale: il Tavolo Moda, istituito nel 2026, agisce come sede di confronto tra filiera, associazioni e istituzioni. Tra le misure citate figurano mini contratti di sviluppo da 100 milioni di euro, la proroga del credito d’imposta per design e campionari e l’avanzamento del dossier EPR per il tessile, misure pensate per sostenere investimenti in innovazione, certificazioni e transizione digitale.

Qualità dei buyer e sostegno istituzionale

Il lavoro delle agenzie per la promozione commerciale ha portato a Riva operatori selezionati: per l’edizione recente sono stati presenti oltre 200 buyer provenienti da più di 50 Paesi, affiancati da giornalisti internazionali. Per una fiera B2B la qualità del buyer è cruciale: un operatore qualificato può decidere assortimenti o aprire canali distributivi con tempi di decisione molto più rapidi rispetto a trattative avviate a distanza.

Dati produttivi e segnali economici: primi tre mesi del 2026

I numeri del settore raccontano un quadro misto nel 2026. Nel primo trimestre la produzione di tessile, abbigliamento e pelli è diminuita del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, migliorando rispetto al calo del 5,5% registrato nel 2026 ma rimanendo in controtendenza rispetto alla manifattura generale, che ha segnato una lieve crescita. Anche l’export del comparto ha registrato una flessione del 2,2% nei tre mesi considerati, sebbene a marzo si sia visto un incremento del 3% su base annua.

Analizzando i sottosettori, il tessile ha affrontato la battuta d’arresto più marcata (-10,3%), mentre l’abbigliamento ha registrato una diminuzione più contenuta (-4,3%). In controtendenza risultano le produzioni di pelli e calzature che hanno evidenziato una timida crescita dell’1,0%, segnale di una diversa dinamica competitiva e di mercato.

Tra i fattori esterni che hanno influenzato le esportazioni si segnalano l’impatto combinato di nuovi dazi e della svalutazione del dollaro: tra agosto 2026 e marzo 2026 le esportazioni verso gli Stati Uniti sono scese del 2,3% su base annua dopo una fase favorevole nei mesi precedenti. Inoltre, il costo del credito rimane un tema sensibile: ad aprile 2026 il tasso bancario medio si manteneva più alto di 202 punti base rispetto a giugno 2026, condizionando la propensione agli investimenti delle imprese.

Le giornate fieristiche e le iniziative istituzionali hanno

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.