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2 Agosto 2026

Interruzioni Internet nel 2026: l’impatto di tifoni, terremoti e blocchi governativi

Nel secondo trimestre del 2026, eventi naturali e decisioni politiche hanno causato significative interruzioni di Internet in diverse parti del mondo, evidenziando la fragilità delle infrastrutture digitali.

Interruzioni Internet nel 2026: l'impatto di tifoni, terremoti e blocchi governativi

La resilienza di Internet non si limita alla capacità di una piattaforma di gestire picchi di traffico o respingere attacchi informatici. Dipende anche dalla stabilità delle reti elettriche, dall’integrità dei cavi in fibra ottica e dalle decisioni governative. Questo è il quadro emerso dal report trimestrale di Cloudflare Radar, che ha analizzato le principali interruzioni della connettività nel secondo trimestre del 2026.

Tifoni, terremoti, blackout nazionali, conflitti, errori tecnici e shutdown amministrativi hanno avuto effetti immediati sul traffico Internet, trasformando fenomeni fisici e politici in disservizi digitali misurabili.

Calamità naturali e blackout elettrici: l’impatto su Guam, Venezuela e Tanzania

Il super tifone Sinlaku, la tempesta più potente della stagione dei tifoni del Pacifico del 2026, ha attraversato le Isole Marianne a metà aprile, passando appena a nord di Guam. Sebbene l’isola sia stata risparmiata da un impatto diretto, la tempesta ha portato venti con forza di tempesta tropicale, provocando un blackout elettrico in tutta Guam e compromettendo i sistemi idrici. Tra il 13 e il 14 aprile, il traffico proveniente dal territorio è sceso fino all’80% al di sotto dei livelli previsti.

Due mesi dopo, il 24 giugno, due forti terremoti hanno colpito il Venezuela settentrionale a distanza di circa un minuto l’uno dall’altro, a Yumare e San Felipe, seguiti da una scossa di assestamento nei pressi della costa, al largo di Caracas. Il primo sisma, di magnitudo 7,5, si è verificato all’incirca alle 22:04 UTC (18:04 ora locale). L’impatto immediato di questi eventi è ben visibile su Radar, che mostra un drastico calo dei byte HTTP trasferiti in concomitanza con i terremoti.

Dall’altra parte dell’Atlantico, solo pochi giorni dopo, un blackout elettrico in Tanzania il 27 giugno ha causato un netto calo del traffico HTTP durato almeno cinque ore. Sebbene la causa fosse diversa rispetto al blackout legato alle elezioni nell’, la telemetria risultante e l’impatto sugli utenti sono stati quasi identici: una drastica perdita di connettività che ha reso impossibile per i residenti comunicare con i propri cari o accedere a notizie di rilevanza critica.

Governi e geopolitica: l’influenza sulla connettività in Iran, Emirati Arabi Uniti e Sudan

A partire dal 26 maggio, Radar ha iniziato a rilevare i segnali del ripristino di Internet precedentemente annunciato dall’Iran, che ha segnato la conclusione provvisoria di un’interruzione di 88 giorni che aveva lasciato il Paese quasi del tutto offline dal suo inizio, avvenuto il 28 febbraio. Il 27 maggio, Radar ha segnalato che il traffico era stato ripristinato al 40% dei livelli precedenti all’interruzione, una riapertura parziale coerente con le notizie secondo cui l’accesso veniva riattivato in modo selettivo anziché simultaneo.

Nel frattempo, il traffico HTTP verso me-central-1, una regione cloud AWS situata negli Emirati Arabi Uniti, è rimasto basso, in linea con i report di servizio di AWS del 30 aprile, secondo cui la regione ‘ha subito danni a seguito del conflitto in Medio Oriente e non è attualmente in grado di supportare in modo affidabile le applicazioni dei clienti’. Questo aggiornamento segue i report del 3 marzo, secondo cui le strutture sia negli EAU che in Bahrein ‘hanno subito impatti fisici alle infrastrutture a causa di attacchi con droni’.

Nel secondo trimestre del 2026 si sono verificati anche tre blocchi della rete ordinati dal governo in Iraq (il 2 giugno, l’11 giugno e il 28 giugno) così come 10 in Sudan tra il 13 e il 23 aprile, tutti imposti per prevenire frodi durante gli esami nazionali. Le interruzioni in Sudan hanno seguito un ritmo costante, ciascuna con una durata di circa 3 ore e mezza, dalle 11:45 alle 15:15 UTC (dalle 13:45 alle 17:15 ora locale), in concomitanza con la finestra temporale degli esami. In Iraq le interruzioni sono state più brevi, di circa 90 minuti ciascuna, e allo stesso modo pianificate negli orari di svolgimento degli esami.

Vulnerabilità infrastrutturali: l’impatto su Germania e Saint Lucia

Il 5 maggio, un rollover delle chiavi DNSSEC presso DENIC, il registro del dominio.de in Germania, ha iniziato a generare firme non valide. Questi rollover delle chiavi consistono nella sostituzione periodica delle chiavi di crittografia utilizzate per firmare i record DNS di una zona; si tratta di un’operazione di manutenzione di routine ma fondamentale, poiché i resolver che effettuano la convalida DNSSEC considerano attendibili solo le risposte le cui firme corrispondono alle chiavi attualmente pubblicate.

Nei Caraibi, un guasto infrastrutturale ha causato un analogo calo della disponibilità. Il 21 giugno, il traffico di richieste HTTP della rete Karib Cable è sceso fino a quasi azzerarsi intorno alle 21:00 UTC (17:00 ora locale), rimanendo piatto per la maggior parte della giornata prima di tornare ai livelli previsti verso le 17:00 UTC del 22 giugno (13:00 ora locale). Secondo quanto riferito, l’interruzione è stata causata dal taglio di una fibra ottica nei pressi dell’isola, un rischio familiare per le reti caraibiche che dipendono da un numero limitato di percorsi terrestri e sottomarini per raggiungere il resto di Internet.

Nel secondo trimestre del 2026 si sono verificate interruzioni di Internet dovute a un’ampia gamma di cause, tra cui condizioni meteorologiche estreme, un terremoto, blackout elettrici, blocchi della rete ordinati dai governi, danni alle infrastrutture cloud, tagli dei cavi ed errate configurazioni DNSSEC. Come dimostrano questi eventi, Internet dipende da un insieme complesso di sistemi interconnessi, e un guasto in uno qualsiasi di essi può comportare una perdita di connettività.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.