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6 Giugno 2026

Forum PA 2026: Lutech Talks su sovranità digitale, IA e sicurezza

Giuseppe Di Franco, CEO di Lutech, illustra come l'Italia può trasformare la sovranità digitale in un vantaggio concreto per PA, imprese e cittadini.

Forum PA 2026: Lutech Talks su sovranità digitale, IA e sicurezza

La sovranità digitale non è più un concetto astratto, ma una necessità concreta per l’Italia. Il 10 giugno, durante il Forum PALutech organizza i Lutech Talks per discutere di cybersecurityintelligenza artificiale e tecnologie quantistiche. Giuseppe Di Franco, CEO di Lutech, spiega come trasformare questo concetto in una leva operativa per il Paese.

In un’epoca in cui i dati e le infrastrutture digitali sono fondamentali, la sovranità digitale rappresenta la capacità di un Paese di controllare le proprie scelte tecnologiche, gestire i dati in modo sicuro e rafforzare le infrastrutture critiche. Questo è essenziale per la sicurezza dei servizi pubblici, l’efficienza della pubblica amministrazione e la competitività delle imprese.

L’importanza delle infrastrutture digitali

Di Franco sottolinea che la sovranità digitale non può restare una formula generale. È necessario renderla operativa, traducendola nella capacità di controllare le scelte tecnologiche, gestire i dati in modo sicuro e rafforzare le infrastrutture. Gli investimenti nelle reti, nei data center e nelle infrastrutture cloud sono essenziali, ma non sufficienti.

“Il punto focale è capire come queste infrastrutture vengono utilizzate, con quali architetture, con quali modelli di governo e con quale capacità di integrazione”, afferma Di Franco. La sovranità digitale riguarda la possibilità di trasformare queste risorse in servizi, decisioni e processi realmente controllabili. Nei settori strategici, dalla pubblica amministrazione alle infrastrutture critiche, significa costruire un equilibrio tra sicurezza, efficienza e autonomia.

Intelligenza artificiale e fiducia

L’intelligenza artificiale può essere una leva straordinaria, ma deve essere governata. È essenziale capire dove viene applicata, con quali obiettivi, su quali dati, con quali responsabilità e con quali meccanismi di controllo. Nella pubblica amministrazione e nei servizi pubblici, questo aspetto è ancora più importante perché le decisioni hanno effetti diretti su cittadini, imprese e territori.

Di Franco evidenzia che l’AI deve essere inserita in un percorso di trasformazione più ampio, in cui l’organizzazione sa cosa vuole ottenere, quali processi vuole cambiare e come intende misurare i risultati. Le architetture sono fondamentali nel rapporto tra AI e sovranità digitale. “L’intelligenza artificiale è stata spesso confusa esclusivamente con l’adozione di software”, spiega Di Franco. “Il vantaggio competitivo e la capacità di controllo si spostano verso chi costruisce architetture di cui l’organizzazione diventa proprietaria e responsabile.”

Competenze e collaborazione

La priorità per rafforzare le infrastrutture critiche nazionali e governare l’innovazione è investire sulle competenze e sul know-how. In Europa e in Italia ci siamo concentrati molto sui dati, sui data center e sulle reti, ma è necessario accompagnare questi investimenti con la capacità di usarli davvero per trasformare imprese, pubblica amministrazione e servizi.

“Il tema delle competenze è stato messo troppo in secondo piano”, afferma Di Franco. “Possiamo avere infrastrutture avanzate, regole ambiziose e tecnologie molto potenti, ma se mancano le persone in grado di progettare, gestire e orientare questi strumenti, il rischio è che il cambiamento resti parziale.” La sovranità digitale si costruisce anche preparando le nuove generazioni a governare le tecnologie, non solo a utilizzarle.

La collaborazione tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca è fondamentale per rafforzare le infrastrutture critiche nazionali e governare l’innovazione nell’interesse del servizio pubblico e della produttività. Investire nelle competenze e nel know-how è la chiave per trasformare la sovranità digitale in una realtà operativa per l’Italia.

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.