Nel tentativo di dare continuità alla ripresa delle esportazioni, la Camera di commercio dell’Emilia ha annunciato la versione autunnale di InBuyer 2026. Si tratta di una serie di incontri virtuali che mettono in contatto le imprese locali con buyer internazionali interessati a nuove forniture. Il Ventennio scorso, le esportazioni della provincia di Piacenza hanno registrato un balzo del +17,0% nel primo trimestre del 2026, dopo una contrazione del 4,5% alla fine del 2025.
Calendario e settori di interesse di InBuyer 2026
Il ciclo prevede sei appuntamenti tematici, tutti gratuiti e supportati da un Help Desk dedicato. Dal 22 al 24 settembre si apre con il focus Food – Bio, Veg & Healthy rivolto a produttori di alimenti biologici e linee vegetariane. Seguono gli incontri del 7-8 ottobre per Fashion and Accessories del 21-22 ottobre per Furniture due giornate (8 e 29 ottobre) su Packaging poi dal 10 al 12 novembre Wine & Spirits 2 – Bio & Veg e, infine, dal 24 al 26 novembre, il settore Turismo. Le aziende devono registrarsi sulla piattaforma InBuyer, compilare un profilo in inglese e creare una “vetrina virtuale”; una settimana prima di ogni evento è possibile scegliere i buyer con i quali avviare colloqui individuali.
Il sostegno finanziario dietro l’iniziativa
Il Vicepresidente Vicario Filippo Cella ha sottolineato che, oltre al valore aggiunto di questi incontri, la Camera ha già stanziato un milione di euro tramite un bando dedicato all’internazionalizzazione. L’obiettivo è garantire una crescita stabile, evitando fluttuazioni stagionali e favorendo la creazione di relazioni commerciali durature.
Indagine sulla maxi frode del riso biologico a Pavia
Nel frattempo, la Procura di Pavia ha avviato un’inchiesta su una presunta maxi frode nel mercato del riso biologico. Sono stati identificati diciassette soggetti tra i quali quattordici aziende risicole e persino il sindaco di Sartirana, Paolo Pietro Gianni Ghiselli. Tra gli imputati vi sono nomi come Mauro Maregatti, i fratelli Isidoro e Bruno Daniele Sempio, e altre personalità provenienti da Candia Lomellina, Mede, Gropello Cairoli, Torre Beretti e Lomello.
Modalità della truffa e impatto economico
Secondo le accuse, per anni i coinvolti avrebbero commercializzato riso coltivato con fitofarmaci e fertilizzanti vietati spacciandolo per biologico. Il sistema avrebbe generato un doppio guadagno: prezzi più alti per i consumatori e l’accesso a contributi comunitari destinati alle coltivazioni biologiche. Le stime degli inquirenti indicano un profitto illecito superiore a 10 milioni di euro. Il giudice d’indagine Maria Cristina Lapi ha accolto la richiesta di sequestro preventivo di una somma pari al presunto profitto illecito.
Le indagini hanno incluso perquisizioni in abitazioni e aziende, analisi di documenti contabili, intercettazioni telefoniche e, soprattutto, analisi di laboratorio su campioni di piantine di riso. I risultati hanno confermato la presenza di sostanze chimiche non autorizzate nella produzione dichiarata biologica. La Procura ha precisato, però, che la stragrande maggioranza delle aziende agricole locali non risulta coinvolta e mantiene la qualità e la correttezza dei propri prodotti.
Riflessioni per le imprese del territorio
Il connubio tra opportunità di export e rischi di frode evidenzia l’importanza di un controllo rigoroso su certificazioni e pratiche commerciali. Mentre InBuyer 2026 offre alle imprese emiliane un canale per ampliare i mercati esteri, la vicenda del riso biologico ricorda che la reputazione di un intero settore può essere minata da pochi attori scorretti. Le autorità locali, i centri di assistenza e le piattaforme B2B si trovano quindi a dover garantire trasparenza, sicurezza e competitività per tutti gli operatori economici della regione.



