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La questione degli incentivi fiscali per coloro che investono nelle startup sta assumendo una rilevanza sempre maggiore nel panorama economico italiano. Secondo Carlo Tassi, presidente di IAG (Italian Angels for Growth), non si tratta solo di incentivare chi già investe, ma piuttosto di ridurre le incertezze e inviare un messaggio chiaro sulla volontà dell’Italia di sostenere un ecosistema imprenditoriale che risulta ancora fragile.
La sospensione degli incentivi, avvenuta all’inizio del 2026, ha colpito in particolare i business angel, investitori privati che hanno visto diminuire i vantaggi fiscali derivanti dai loro investimenti in startup e piccole e medie imprese innovative. Sebbene la scadenza fosse prevedibile, le conseguenze di questo blocco si stanno già facendo sentire, specialmente nelle fasi di avvio, dove il capitale privato rappresenta una leva fondamentale.
La sospensione degli incentivi: cause e conseguenze
Il blocco degli incentivi non è avvenuto per una decisione casuale, ma è il risultato di una scadenza programmata. L’incentivo fiscale era in vigore fino al 31 e il suo rinnovo richiede approvazione da parte dell’Unione Europea. Tuttavia, la Commissione europea ha richiesto ulteriori chiarimenti al governo italiano riguardo alcuni investimenti agevolati, poiché si sospetta che possano riguardare startup controllate da grandi aziende, il che potrebbe violare le normative sugli aiuti di Stato.
Rischi per l’ecosistema delle startup
La situazione ha portato a un dibattito acceso: a oltre un decennio dall’introduzione degli incentivi, è lecito chiedersi se siano ancora necessari. Tassi sottolinea come la fragilità dell’ecosistema imprenditoriale italiano richieda un supporto costante. La mancanza di certezze ha già portato a un congelamento di molte decisioni di investimento, creando un clima di attesa che potrebbe rallentare la raccolta di capitali nei prossimi mesi.
Il ruolo fondamentale dei business angel
In Italia, la distanza rispetto ad altri ecosistemi europei è palpabile. Mentre in paesi con un venture capital più sviluppato le risorse per le startup sono più abbondanti, nel nostro paese gli investimenti nelle fasi iniziali dipendono principalmente dai business angel. Questi investitori, che spesso agiscono da privati, ricoprono un ruolo cruciale nell’accompagnare le nuove imprese nei momenti più rischiosi.
Secondo dati di settore, il business angel investing in Italia genera centinaia di milioni di euro all’anno, con un forte focus sulle fasi seed ed early stage. L’assenza di incentivi in questo contesto rischia di avere un impatto devastante, specialmente per le startup che si trovano a dover affrontare rischi elevati senza alcun supporto governativo.
Perché gli incentivi sono più necessari oggi
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il supporto governativo è oggi più cruciale che in passato. Nonostante l’ecosistema abbia iniziato a strutturarsi, con l’emergere di nuovi fondi e competenze, è in questa fase di crescita che il sostegno al capitale privato diventa fondamentale. Tassi osserva che dieci anni fa investire in startup era un’operazione ad alto rischio, mentre oggi ci sono maggiori possibilità di successo, rendendo necessario il supporto degli investitori.
Il messaggio politico e le prospettive future
Il problema principale non è solo la mancanza temporanea degli incentivi, ma il messaggio che questa incertezza invia agli investitori. Tassi sottolinea che l’effetto negativo è per lo più psicologico; senza certezze sul ritorno degli incentivi, molti potrebbero decidere di investire in startup all’estero o, peggio, restare in attesa senza agire.
Le associazioni del settore, come InnovUp e ItalianTechAlliance, stanno pressando per un rinnovo tempestivo degli incentivi. Mentre il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta lavorando per chiarire la situazione con la Commissione europea, è cruciale che il governo italiano sviluppi una strategia chiara e coerente per l’innovazione, simile a quanto fatto in Francia. Solo così si potrà garantire un futuro promettente per le startup italiane.

