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Negli ultimi anni sono aumentati gli sforzi per colmare il divario di genere nei settori STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Il panorama racconta storie diverse: grandi programmi filantropici che finanziano formazione specialistica, bandi mirati per donne provenienti da paesi a basso e medio reddito e ricerche che mettono a confronto politiche nazionali e risultati sul lavoro. In questo testo esaminiamo alcune delle principali iniziative e riferimenti statistici per comprendere chi sta investendo e dove emergono i progressi.
Borse di studio internazionali e programmi filantropici
Organizzazioni pubbliche e private hanno lanciato interventi destinati a sostenere le donne nelle professioni scientifiche. Ad esempio, è aperta la possibilità di candidatura a borse britanniche da £40.000 rivolte a 90 donne provenienti da LMIC (paesi a basso e medio reddito): si tratta di un’opportunità che combina finanziamento e formazione avanzata per favorire l’accesso a percorsi STEM di alto livello.
Merck Foundation: numeri e ambiti di intervento
La Merck Foundation, braccio filantropico di Merck KGaA, ha consolidato un programma di borse che interessa ampiamente il settore sanitario e della ricerca. Dal loro resoconto risultano oltre 2.500 borse di studio erogate a professionisti sanitari in 52 paesi, lungo 44 specialità mediche considerate critiche o sottoservite, e quasi 1.200 borse rivolte a laureate in medicina. Questo impegno è stato ribadito in occasione della celebrazione della International Day of Girls and Women in Science del 12 febbraio 2026, quando la loro CEO, la dott.ssa Rasha Kelej, ha richiamato l’attenzione sul ruolo della formazione nel promuovere leadership femminile in ambito scientifico.
Premi e riconoscimenti per ricercatrici
Oltre al finanziamento diretto alla formazione, esistono iniziative pensate per valorizzare la ricerca femminile. La Merck Foundation ogni anno assegna i MARS Awards per premiare le migliori ricercatrici africane e i giovani ricercatori, con l’obiettivo di aumentare la capacità di ricerca e la visibilità di studi rilevanti per la salute e lo sviluppo. Finora sono state celebrate più di 90 vincitrici, e la chiamata alle candidature per il 2026 è già stata lanciata, favorendo un circolo virtuoso tra ricerca, applicazione clinica e promozione delle carriere scientifiche femminili.
Educating Linda e le iniziative per l’istruzione delle ragazze
Un altro asse strategico della Merck Foundation è il programma Educating Linda, attivato insieme a prime dame africane per fornire borse annuali a ragazze scolastiche svantaggiate. L’azione combina sostegno economico e campagne di sensibilizzazione, incluse storie per bambini, animazioni e canzoni che promuovono l’importanza dell’istruzione femminile. A oggi il progetto ha sostenuto oltre 1.200 borse in 19 paesi, contribuendo a ridurre le barriere che impediscono alle ragazze di completare gli studi.
Classifiche nazionali e indicatori di partecipazione
Le politiche e i programmi producono risultati misurabili: analisi comparative europee forniscono una fotografia utile per capire dove le donne entrano, rimangono e avanzano nelle carriere STEM. Uno studio condotto da un istituto di ingegneria ha valutato indicatori come la quota femminile nel lavoro ICT, la percentuale di laureate STEM e il divario salariale di genere, per costruire una classifica nazionale.
Paesi virtuosi e criticità rilevate
Dall’indagine emerge che la Svezia guida la graduatoria europea con un punteggio di 9,06/10, grazie a tassi elevati di presenza femminile nella scienza e nella tecnologia e a un’occupazione femminile in ambito STEM superiore alla media europea. Al contrario, paesi come l’Ungheria mostrano forti lacune nella rappresentanza nelle aree tecniche (ad esempio ICT e ingegneria) e presentano un significativo gender pay gap. Nel netto si vede come le politiche di istruzione, le opportunità di carriera e i programmi di sostegno finanziario incidano in modo diverso sui risultati nazionali.
Un dato interessante riguarda il Regno Unito, che nella graduatoria citata risulta posizionato in basso (28°) con un divario retributivo piuttosto ampio; allo stesso tempo alcuni paesi emergenti, come la Lettonia, mostrano una quota significativa di donne nel settore tech (circa 26,8% della forza lavoro ICT), segnalando che i progressi non sono unicamente legati al livello di sviluppo economico.
Complessivamente, la combinazione tra borse di studio mirate, premi che potenziano la visibilità delle ricercatrici e analisi comparative nazionali sembra offrire la strategia più efficace per aumentare la partecipazione femminile nei settori STEM. Occorre però un approccio integrato che connetta formazione, sostegno economico, politiche aziendali e cultura pubblica per tradurre i numeri in cambiamenti stabili.

