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Il cloud computing sta attraversando una fase di trasformazione estremamente rilevante. Il tradizionale approccio centralizzato, che ha caratterizzato la digitalizzazione degli ultimi anni, sta cedendo il passo a un sistema federato e distribuito. Secondo il rapporto di Klecha & Co, il mercato globale del cloud e dell’edge computing è destinato a superare i 1,5 trilioni di dollari entro il 2030, un notevole incremento rispetto ai 675 miliardi previsti.
Questa crescita non si limita a un aumento dei volumi e dei ricavi, ma segna un cambiamento nella logica economica e competitiva. Elementi come la prossimità dei dati, la latenza e l’accesso a risorse GPU stanno diventando fattori chiave nella scelta delle soluzioni cloud. La capacità di gestire in modo intelligente carichi di lavoro distribuiti emerge come un importante punto di differenziazione.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’evoluzione del cloud
Il rapporto di Klecha & Co. evidenzia come l’avvento dell’intelligenza artificiale stia accelerando il declino del modello monolitico di cloud. Le infrastrutture si stanno evolvendo verso un ecosistema multi-tier: gli hyperscaler continuano a svolgere un ruolo cruciale per l’addestramento dei modelli e la conservazione a lungo termine dei dati, mentre i cloud sovrani si occupano di settori fortemente regolamentati, e i nodi edge si concentrano sull’inferenza e sull’analisi a bassa latenza nelle vicinanze delle fonti di dati.
Strategia e competitività nella nuova architettura
Questa trasformazione non è solo di natura tecnica, ma anche strategica. La capacità di orchestrare carichi di lavoro distribuiti diventa il vero vantaggio competitivo. Entro il 2027, si prevede che quasi la metà dei carichi di lavoro aziendali sarà gestita in mesh ibride governate da sistemi di intelligenza artificiale, portando a vantaggi sia in termini di costi che di performance. La latenza, infatti, sta diventando una vera e propria variabile economica, influenzando i ricavi, la qualità del servizio e il consumo energetico.
Implicazioni normative e di mercato
La visione di un cloud senza confini sta incontrando delle sfide normative. In Europa, leggi come il GDPR e iniziative come Gaia-X stanno promuovendo la creazione di piattaforme di cloud sovrano, mentre anche Stati Uniti, Asia e Medio Oriente stanno implementando programmi nazionali in risposta a queste esigenze. La frammentazione non è vista come un ostacolo, ma come un nuovo paradigma in cui la compliance diventa parte integrante dell’architettura. Le aziende globali devono ora sviluppare strategie che rispettino le normative locali per ridurre i rischi e trasformare la conformità in un vantaggio competitivo.
Il futuro della sovranità digitale
Il rapporto suggerisce che la geografia economica si trasformerà, con regioni e nazioni che possiedono una forte sovranità digitale e accesso a energia sostenibile che diventeranno hub strategici nell’economia digitale multipolare.
Il super-ciclo di investimenti e nuovi modelli di business
L’intelligenza artificiale richiede investimenti costanti. Gli hyperscaler stanno affrontando un rolling CapEx senza precedenti, dovendo rinnovare le flotte GPU ogni due-tre anni e ridefinire i data center per migliorare densità energetica e raffreddamento. Tuttavia, i ritorni sugli investimenti stanno diminuendo, creando spazio per nuovi operatori specializzati. Si stanno facendo strada i neocloud, piattaforme agili focalizzate su addestramento e inferenza, che offrono trasparenza nei prezzi e tempi di provisioning rapidi.
La finanziarizzazione dell’infrastruttura cloud
Parallelamente, l’infrastruttura di calcolo sta diventando un asset finanziario. Fondi infrastrutturali e private equity stanno investendo in campus ad alta densità, mentre le metriche di valutazione si spostano dai ricavi alle ore GPU e ai megawatt contrattualizzati. Il calcolo sta diventando una nuova classe di asset infrastrutturale.
Il futuro del cloud in Italia e oltre
In Italia, la domanda di cloud sovrano è in crescita, in particolare nei settori regolamentati. Le aziende stanno iniziando a spostare i carichi di lavoro sensibili alla latenza verso piattaforme edge, il valore complessivo del mercato cloud italiano ha superato gli 8 miliardi di euro, sostenuto da investimenti pubblici e privati. Tuttavia, permangono delle criticità legate alla disponibilità energetica e ai processi autorizzativi, ma il Paese si colloca in un contesto europeo ad alta crescita, strategico per la sovranità digitale e l’intelligenza artificiale.
Il cloud non scompare, ma si evolve. Da un’infrastruttura monolitica diventa un continuum distribuito e federato. La leadership nel settore si misurerà sulla capacità di orchestrare le complessità e integrare hyperscaler, cloud sovrani ed edge in un sistema coerente e sostenibile. La creazione di valore, come sottolinea Klecha, si sposterà dal possesso delle risorse all’intelligenza nell’orchestrazione.

