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25 Settembre 2026

Macfrut 2027 svela il kiwi come simbolo e il Cile partner d’onore

Macfrut 2027 a Torino apre con un nuovo design, il kiwi protagonista e il Cile al centro di una strategia di internazionalizzazione.

Macfrut 2027 svela il kiwi come simbolo e il Cile partner d'onore

Il Macfrut 2027 è stato svelato durante la manifestazione Terra Madre a Torino, confermando la città piemontese come punto di riferimento per l’innovazione agroalimentare. La scelta di Torino non è casuale: il Piemonte sarà la regione partner e il Cile il paese d’onore, con il kiwi designato come prodotto simbolo dell’edizione. L’evento, organizzato da Cesena Fiera, si propone di anticipare le tendenze del settore grazie a un nuovo layout espositivo che accoglie tre manifestazioni in un’unica piattaforma multisettoriale.

Macfrut 2027: un layout rivoluzionario e tre eventi integrati

Il nuovo design dei padiglioni favorisce l’incontro tra produzione, tecnologia e ricerca creando un sistema di relazioni tra imprese, istituzioni e buyer internazionali. Oltre al tradizionale Macfrut a Torino si svolgeranno contemporaneamente Growtech Europe dedicato al pre-raccolta, e Fieravicola l’unica fiera internazionale interamente focalizzata sulla filiera avicola. Il cambiamento più visibile è la brand identity, presentata in anteprima a Torino, che non è un semplice restyling ma il riflesso di un percorso di crescita che ridefinisce la visione della manifestazione.

Brand identity e Mediterranean Stone Fruit

La nuova identità grafica sottolinea l’impegno verso la qualità delle relazioni e l’innovazione, mentre la conferma del Mediterranean Stone Fruit sulla coltura delle drupacee aggiunge un ulteriore tassello al mosaico tematico. L’edizione prevede inoltre l’anteprima di Macfrut N.E.X.T. un evento esclusivo riservato a espositori, produttori, buyer e decisori nazionali e internazionali, in programma per il 19 aprile.

Il kiwi protagonista e il Cile al centro della strategia

Il kiwi è stato scelto come simbolo della ventiquattresima edizione. L’Italia, con circa 400.000 tonnellate annue, è il principale produttore europeo e occupa il terzo posto a livello mondiale, dietro a Cina e Nuova Zelanda. La produzione si concentra in cinque regioni: Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Veneto e Piemonte. Nel 2025 il volume dell’export italiano di kiwi è cresciuto del 19,8% e il valore del 26,4%, superando i 700 milioni di euro. I principali mercati di destinazione sono la Germania, la Spagna, il Belgio, la Francia e gli Stati Uniti.

Il Cile come partner strategico

Il Cile sarà il paese d’onore dell’evento, grazie alla sua rilevanza globale nella frutticoltura, in particolare per ciliegie, frutta a guscio e kiwi. Tra il 2020 e il 2025 la superficie coltivata a ciliegio è più che raddoppiata, passando da 39.600 a quasi 77.800 ettari, supportata da investimenti in varietà innovative. Nel 2025 le esportazioni cilene hanno raggiunto gli 8,5 miliardi di dollari, con una crescita del 16% rispetto all’anno precedente, trainate soprattutto dalle ciliegie destinate al mercato cinese. Il Cile, inoltre, è un importante acquirente di tecnologie, macchinari e soluzioni per la pre- e post-raccolta italiani.

Sostegno istituzionale e prospettive di internazionalizzazione

Il ruolo di ICE è centrale nella strategia di internazionalizzazione della filiera ortofrutticola italiana. Il direttore generale Lorenzo Galanti ha dichiarato che Macfrut rappresenta una piattaforma strategica per valorizzare prodotti, tecnologie e competenze made in Italy sui mercati esteri. L’obiettivo per il 2027 è rafforzare la qualità degli incontri tra buyer e imprese, facilitando l’accesso a nuovi mercati in Europa, Nord Africa, Medio Oriente e India. L’evento prevede una campagna di incoming per i buyer, coordinata con ICE, che punta a creare connessioni dirette tra le aziende italiane e gli acquirenti internazionali, consolidando il ruolo di Macfrut come punto di riferimento globale per l’agribusiness.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.