Le infrastrutture digitali sono diventate il pilastro su cui si fonda la competitività e la trasformazione economica del nostro Paese. In un’epoca in cui la connettività è essenziale, l’Italia si trova di fronte a una sfida cruciale: quella di potenziare significativamente la propria rete. Questo obiettivo richiede l’installazione di migliaia di nuove torri per sostenere la crescita della capacità, estendere la copertura 5G e raggiungere in modo più capillare territori e infrastrutture di trasporto.
La visione di Emilia Trudu durante la Euronext Sustainability Week
Emilia Trudu, Chief Financial Officer di INWIT, ha condiviso questa visione durante la Euronext Sustainability Week in corso a Milano. L’evento, che mette al centro il rapporto tra infrastrutture, investimenti e regole, ha visto Trudu sottolineare l’importanza delle infrastrutture digitali come spina dorsale fisica dell’economia digitale europea.
“Abilitando la connettività attraverso modelli condivisi e multi-operatore, le nostre infrastrutture colmano il divario digitale, favoriscono l’inclusione economica e garantiscono pari accesso a salute, istruzione e servizi pubblici essenziali per le comunità di tutta Italia”, ha dichiarato Trudu. Questo approccio non solo riduce il divario digitale, ma promuove anche l’inclusione economica e l’accesso equo ai servizi essenziali.
La necessità di nuove torri e la densificazione della rete
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la dimensione dell’infrastruttura necessaria per accompagnare l’evoluzione delle reti italiane. Secondo le analisi di INWIT, il Paese avrebbe bisogno di installare tra 7mila e 12mila nuove torri. Questo incremento è indispensabile per garantire capacità nelle aree urbane, estendere la copertura 5G nelle zone extraurbane e coprire i principali corridoi di trasporto.
“Le nostre analisi evidenziano la necessità in Italia di installare tra le 7.000 e le 12.000 nuove torri. Un incremento indispensabile per garantire capacità nelle aree urbane, estendere la copertura 5G nelle zone extraurbane e coprire i principali corridoi di trasporto”, ha proseguito Trudu. Inoltre, il potenziamento indoor tramite sistemi DAS (Distributed Antenna System) è un altro aspetto cruciale per migliorare la connettività.
Spettro e infrastrutture: la partita delle regole
Il messaggio di INWIT chiama direttamente in causa anche le politiche di gestione dello spettro. Nella visione espressa da Trudu, frequenze e infrastrutture fisiche non possono essere considerate separatamente. La disponibilità dello spettro radio genera connettività basandosi sulla infrastruttura passiva costituita dalla rete capillare di torri distribuite sul territorio.
“Risulta quindi fondamentale un quadro normativo che vincoli i rinnovi delle licenze di spettro alla effettiva accessibilità ad infrastrutture passive nonché a precisi e stringenti impegni di investimento in termini di densificazione rispetto alla rete esistente a beneficio di tutta l’industria”, ha affermato Trudu. Questo approccio punta a fare degli investimenti infrastrutturali una condizione strutturale per lo sviluppo dell’intero ecosistema delle telecomunicazioni.
Il modello delle infrastrutture condivise
In questo scenario, INWIT rivendica il ruolo del modello delle tower company neutrali e indipendenti, basato sulla condivisione delle infrastrutture passive tra più operatori. La logica è evitare la moltiplicazione di infrastrutture parallele, concentrando invece gli investimenti sulla realizzazione e sull’ammodernamento di asset utilizzabili da più soggetti.
“Il modello industriale di un’infrastruttura passiva condivisa gestita da operatori neutrali ed indipendenti come INWIT garantisce ottimizzazione industriale e finanziaria, evitando inutili duplicazioni e frammentazioni degli investimenti ed ottimizzazione del costo del capitale per l’intero ecosistema”, ha concluso Trudu. La certezza normativa, di mercato e legale, unita alla visibilità e rispetto degli accordi vincolanti di lungo termine, è un prerequisito fondamentale per sostenere gli ingenti investimenti di cui il settore ha bisogno per supportare la trasformazione digitale del Paese.
Il nodo, Una combinazione che, nella prospettiva indicata da INWIT, può consentire di indirizzare il capitale verso nuovi siti e maggiore copertura, limitando al tempo stesso duplicazioni infrastrutturali e frammentazione degli investimenti.



