Udine si è ritagliata il ruolo di fulcro nazionale per la promozione del turismo culturale e delle eccellenze agroalimentari durante la XIV Borsa Internazionale Mirabilia, ospitata presso Udine Esposizioni. L’evento, con aperture e sessioni dedicate il 16 e il 17 giugno 2026, ha richiamato nella città friulana oltre 500 operatori tra buyer internazionali, seller e rappresentanti istituzionali, trasformando il territorio in un laboratorio dove memoria, identità e innovazione dialogano.
Il programma ha puntato a convertire la bellezza e la tradizione in opportunità commerciali concrete, privilegiando il confronto diretto: più di 2.500 incontri B2B sono stati realizzati in 48 ore nel padiglione 6, con appuntamenti specifici per il Food e il Turismo. A guidare i lavori sono state riflessioni sul valore del digitale applicato all’accoglienza e sulla necessità di raccontare i luoghi senza banalizzarne l’autenticità.
Convegno inaugurale e il punto sul digitale per il patrimonio
Il convegno di apertura, condotto dalla giornalista Tessa Gelisio, ha messo al centro il rapporto tra intelligenza artificiale e siti di valore storico come leve di promozione internazionale. È emerso che l’AI può assumere il ruolo di pre-narrazioneoffrire contesti, percorsi personalizzati e suggestioni utili prima della visita, senza sostituire l’esperienza in loco. In questo ambito sono intervenuti rappresentanti di istituzioni culturali e parchi che hanno sottolineato l’urgenza di dotarsi di strumenti digitali per intercettare il pubblico internazionale e le nuove generazioni.
Esperienze digitali per Aquileia e le aree naturalistiche
Per siti come Aquileia e alcune aree naturalistiche regionali, la tecnologia è stata descritta come indispensabile per comunicare efficacemente all’estero e per valorizzare percorsi meno noti. Tra gli interventi, è emersa la necessità di mappare le risorse locali e rendere i contenuti riconoscibili nei nuovi ambienti digitali: un’azione che richiede competenze tecniche ma anche una solida base umanistica per non impoverire la narrazione del patrimonio.
Numeri, incontri e ricadute economiche per il territorio
La dimensione operativa della Borsa è stata significativa: quasi 500 delegati tra vertici camerali, buyer internazionali e seller hanno partecipato alla manifestazione, generando un indotto tangibile per il comparto dell’ospitalità che ha registrato presenze diffuse oltre il capoluogo. Per molte imprese è stata l’occasione di aprire canali commerciali verso mercati consolidati come Stati Uniti, Canada e paesi europei e verso realtà più lontane quali Brasile, Giappone e Corea del Sud.
I numeri economici citati durante i panel hanno richiamato l’attenzione sull’importanza del settore: l’export nazionale è stato ricordato con valori complessivi che confermano il peso strategico dell’agroalimentare come motore di reputazione e fatturato sul mercato globale. Una reputazione che può tradursi in valore aggiunto se accompagnata da una narrazione chiara e da strategie di posizionamento orientate alla qualità.
Feedback degli operatori e casi concreti
Molte imprese presenti hanno sottolineato la qualità dei contatti: produttori storici di salumi, pasticceri artigianali e operatori alberghieri hanno raccontato di buyer realmente interessati, disposti ad ascoltare la storia dietro il prodotto. Per alcuni artigiani e nuovi partecipanti, l’appuntamento è servito per entrare in contatto con nicchie di mercato e delegazioni in cerca di specifiche eccellenze regionali, dimostrando che una narrazione efficace può aprire scenari commerciali rilevanti.
Nel corso dell’evento sono stati inoltre posti accenti sul ruolo culturale della cucina italiana come patrimonio immateriale e sulla possibilità di usarne il riconoscimento internazionale come leva per incrementare export e posizionamento sui segmenti premium dei mercati esteri.
Mirabilia 2026 ha quindi confermato la formula che mette insieme patrimonioagroalimentareartigianato e tecnologia in vista di un obiettivo condiviso: trasformare la qualità del sistema territoriale in concrete opportunità di mercato, con ricadute sul piano economico e turistico per il Friuli-Venezia Giulia e oltre.



