Longarone Fiere Dolomiti ha concluso l’assemblea dei soci con l’approvazione unanime del piano strategico 2027-2030. Dopo un periodo di difficoltà, l’azienda ha definito una rotta di crescita basata su cinque azioni concrete, finalizzate a raggiungere un fatturato superiore a 10 milioni di euro entro il 2030. Il nuovo assetto prevede l’ampliamento del calendario fieristico, l’arricchimento del capitale sociale e la trasformazione della fiera in una boutique premium che capitalizzi sulla propria identità territoriale, la Dolomiticità.
Le cinque mosse per rilanciare Longarone Fiere
La prima azione consiste nel ricollocamento degli appuntamenti storici – Agrimont, Caccia e Pesca, Arredamont e Horeca – che rimarranno nel programma ma con un profilo più ampio, meno ancorato al territorio locale e più orientato a posizionare Longarone come hub di riferimento per ciascun settore. La seconda mossa prevede l’allargamento del calendario con l’introduzione di sei nuovi eventi che copriranno sport e outdoor, energia e infrastrutture alpine, enogastronomia di montagna, ospitalità alpina, antiquariato e militaria. L’obiettivo è quello di mantenere la fiera attiva per tutti i dodici mesi dell’anno.
Sviluppo del polo congressuale
Il terzo pilastro riguarda il polo congressuale considerato l’asset con il maggior margine di sviluppo. Longarone Fiere intende aumentare sia il numero sia la qualità degli incontri, trasformando gli spazi in una sede permanente per congressi, workshop e iniziative business-to-business, integrando così l’offerta fieristica con una attività di networking permanente.
Rafforzamento patrimoniale e nuova governance
Per sostenere queste iniziative è stato stabilito il rafforzamento patrimoniale della società. Gli azionisti attuali saranno chiamati a partecipare a un aumento di capitale compreso tra 830 mila e 850 mila euro, a seconda dello scenario adottato. Parallelamente, l’azienda sta aprendo la porta a nuovi soci: diversi imprenditori hanno già manifestato interesse, così come il Consorzio Bim, che mette a disposizione risorse di supporto per tutto l’arco dolomitico. La quinta mossa prevede la riorganizzazione della governance: è prevista l’assunzione di un direttore generale e di un direttore marketing figure finora assenti nell’organico, per guidare la trasformazione verso il segmento boutique.
Finanziamento, scenari di investimento e la nuova Mig
Il piano finanziario contempla due scenari: quello prudente richiede 1,58 milioni di euro di investimenti per adeguare i padiglioni alle normative antincendio, mentre quello di crescita prevede 3,35 milioni di euro per includere anche l’ammodernamento degli spazi e l’espansione del polo congressuale. Le risorse saranno coperte dalle entrate generate dagli eventi, da un supporto più consistente del sistema bancario e dall’aumento di capitale appena descritto. Un elemento di rilievo è la rielaborazione della Mostra Internazionale del Gelato (Mig) che sarà rilanciata con il format “Mig – Beyond G”. Questo nuovo nome segna il passaggio da una semplice rassegna a una piattaforma internazionale di cultura, innovazione e business, conferendo a Longarone un ruolo di riferimento nel settore del gelato artigianale.
L’intero progetto, definito dolomitico per la sua radicazione territoriale, punta a trasformare Longarone Fiere da una piccola realtà locale a un punto di snodo per imprese, istituzioni e visitatori dell’intero arco alpino. Il presidente della Provincia, Marco Staunovo Polacco, ha sottolineato che la fiera non deve inseguire la scala, ma consolidare il proprio vantaggio di senso, diventando un elemento imprescindibile per l’economia dolomitica.



