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La recente offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Poste Italiane su Tim ha attirato l’attenzione sia dei mercati che degli organismi di vigilanza. In audizione alla Camera, il presidente di Agcom, Giacomo Lasorella, ha spiegato come, alla luce della separazione dell’infrastruttura di rete, l’operazione non generi al momento impatti regolatori di rilievo. Questo chiarimento arriva mentre il tema viene esaminato anche nel contesto del contratto di programma per il servizio universale di Poste per il periodo 2026-2031, mostrando la sovrapposizione tra questioni societarie e funzioni pubbliche.
La posizione ufficiale di Agcom e il nuovo quadro di riferimento
Durante l’audizione in Commissione Trasporti, Lasorella ha ricordato che l’Autorità ha già completato una nuova analisi di mercato che incorpora la separazione della rete risultante dallo scorporo dell’infrastruttura da Tim. Secondo la valutazione, l’opas promossa da Poste Italiane non modifica in modo sostanziale il quadro regolatorio: vi sono effetti marginali legati all’integrazione di Poste Mobile con la rete di Tim e alla coincidenza dei soci, ma nulla che implichi cambi di regime immediati. Agcom però ribadisce l’importanza del monitoraggio costante per cogliere eventuali sviluppi.
Monitoraggio e interlocuzioni con la nuova proprietà
Pur non ravvisando oggi impatti regolatori sensibili, Agcom ha confermato l’intenzione di mantenere un ruolo attivo di vigilanza e di avviare interlocuzioni con la nuova compagine che dovesse consolidarsi in seguito all’offerta. L’Autorità ha precisato che il confronto sarà utile per affrontare questioni di competenza regolatoria e per valutare eventuali ripercussioni sull’accesso alla rete, sulla concorrenza e sulla tutela dei consumatori. Tale approccio pragmatico riflette la necessità di bilanciare stabilità normativa e tutela del mercato.
Le motivazioni e le proiezioni di Poste Italiane
L’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ha difeso l’operazione parlando in audizione alla Camera: secondo Del Fante l’intervento è stato accolto positivamente dai mercati e mira a creare sinergie tra una realtà storica del retail e una corporate fondamentale per il sistema produttivo nazionale. L’operazione è stata definita come un primo passo di consolidamento importante per il settore delle telecomunicazioni mobili, con l’obiettivo di accompagnare il Paese nella fase di trasformazione digitale e infrastrutturale.
Struttura dell’offerta e valore economico
Lo scorso marzo il consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha dato via libera al lancio di un’ offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Telecom Italia, finalizzata all’acquisizione dell’intero capitale sociale e alla successiva revoca dalla quotazione su Euronext Milan. Il corrispettivo indicato per l’operazione è di circa 10,8 miliardi di euro. Nell’ottica dell’azienda, la fusione dovrebbe dar vita a un unico gruppo con competenze avanzate in servizi finanziari, logistici, telecomunicazioni e digitali.
L’aggiornamento regolatorio: delibere e obblighi a carico di FiberCop
Con la delibera n. 58/26/CONS, Agcom ha approvato l’analisi dei mercati dell’accesso alla rete fissa ai sensi dell’art. 89 del Codice delle comunicazioni elettroniche, tenendo conto che la separazione strutturale della rete di accesso di Tim è divenuta operativa il 1° luglio 2026. A valle di questa operazione, FiberCop non mantiene legami partecipativi con Tim ed è ora titolare dell’infrastruttura di accesso primaria e secondaria su rame e fibra, operando esclusivamente nel mercato all’ingrosso.
Regole applicate e alleggerimento degli obblighi
Nell’aggiornamento Agcom ha riformulato la regolamentazione dei mercati relativi ai servizi di accesso locale all’ingrosso e ai servizi di capacità dedicata all’ingrosso (mercati 1 e 2 della raccomandazione n. 2026/2245/UE), sostituendo i precedenti vincoli della delibera n. 114/24/CONS. L’Autorità ha qualificato FiberCop come operatore wholesale only ai sensi dell’articolo 91 del Codice, imponendo obblighi di accesso, non discriminazione e di applicazione di prezzi equi e ragionevoli, pur alleggerendo alcuni oneri regolatori previgenti per adeguare il quadro al nuovo assetto.
In sintesi, l’attuale valutazione di Agcom segnala che l’operazione tra Poste Italiane e Tim non comporta, allo stato, modifiche normative immediate di rilievo, ma la situazione resta sottoposta a osservazione. Le autorità manterranno il dialogo con le parti interessate per garantire che eventuali sviluppi futuri siano affrontati con strumenti regolatori adeguati, tutelando la concorrenza e la qualità dei servizi offerti ai cittadini e alle imprese.

