Come Trento riorganizza i servizi digitali per cittadini e imprese

Una bussola strategica e una mappa operativa per trasformare l’amministrazione comunale in un sistema digitale efficiente, efficace ed economico

La trasformazione digitale del Comune di Trento è passata da interventi puntuali a una strategia organica che mette insieme governance, infrastrutture, dati, sicurezza e servizi rivolti a cittadini e imprese. L’approccio adottato non si limita a un aggiornamento tecnologico: è un ripensamento dell’architettura dei servizi con l’obiettivo di ridurre la complessità e il costo della gestione pubblica.

Il nuovo percorso si fonda su due strumenti complementari: il Piano Triennale per la Transizione Digitale 2026-2028, che definisce la direzione strategica, e l’Agenda Digitale, concepita come foglio di marcia operativo co‑costruito con le strutture interne. Questi documenti mirano a trasformare la tecnologia in un motore di valore per la comunità, non in un costo accessorio.

Perché era necessaria un’inversione di rotta

L’analisi dello stato di maturità digitale ha evidenziato una flessione rispetto al passato, visibile anche nella posizione nell’iCity Rank (da 3° posto nel 2026 a 15° posto nel 2026). La diagnosi ha attribuito questa tendenza a un approccio basato su obiettivi isolati e scadenze frammentate, che ha generato un debito tecnico consistente: molte soluzioni sartoriali sviluppate internamente faticano a dialogare tra loro e con piattaforme esterne.

Il modello Triple E e le priorità

Per invertire la rotta si è scelto il modello Triple E, che orienta l’azione verso tre risultati attesi: efficacia nella risposta ai cittadini, efficienza nei processi interni ed economia nella gestione delle risorse pubbliche. Per centrare questi obiettivi il Comune punta a superare i silos informativi e ad adottare soluzioni interoperabili by design.

Il Piano Triennale 2026-2028: struttura e strumenti

Il Piano Triennale si è sviluppato in linea con le indicazioni dell’AGID e integra le aree tecnologiche e organizzative tipiche del Piano triennale per l’informatica nella PA: servizi, piattaforme, dati e IA, infrastrutture, sicurezza, organizzazione e competenze. Al centro resta la figura del Responsabile per la Transizione Digitale (RTD), previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD, art. 17), che funge da perno della trasformazione.

Linee d’azione e indicatori

Per ogni componente il Piano definisce obiettivi e precise Linee d’azione, accompagnate da indicatori misurabili — ad esempio le ore di formazione per dipendente o la percentuale di migrazione al cloud — per trasformare il Piano in uno strumento di governance dinamica. L’idea è verificare costantemente l’impatto degli interventi rispetto alle priorità previste nel PIAO.

L’Agenda Digitale: la mappa operativa

L’Agenda Digitale è il risultato di consultazioni strutturate con l’RTD, la Direzione Generale e le unità organizzative, che hanno filtrato oltre 100 richieste di fabbisogno in base a fattibilità e priorità. Ne è derivata un’architettura attiva di 77 progetti per il triennio, pensata per favorire l’interoperabilità e ridurre il time to value delle soluzioni implementate.

Progetti principali e numeri

Tra gli interventi previsti si segnalano: 24 progetti su software gestionali per il back‑office (inclusa l’integrazione dei pagamenti e la migrazione dai sistemi interni a soluzioni di mercato per IMIS, SUAP e SUE), 15 progetti di digitalizzazione istruttoria per eliminare l’uso dispersivo di fogli elettronici, 21 iniziative volte a migliorare l’esperienza cittadino con ricerche semantiche e chatbot basati su IA generativa, e 4 progetti trasversali su infrastruttura e sicurezza per completare la migrazione al cloud e la messa in sicurezza dei servizi.

Servizi al cittadino e inclusione

Obiettivi concreti includono l’aumento dei procedimenti digitalizzati end‑to‑end da 57 a 100 e la gestione di oltre 25.000 istanze digitali l’anno entro il 2027 (rispetto alle 17.682 del 2026). I nuovi servizi rispettano i principi Once only e cyber security by design, con particolare attenzione all’accessibilità e al supporto territoriale per ridurre il digital divide.

Competenze, IA e sovranità digitale

Il capitale umano è considerato il vero fulcro del cambiamento: l’Ufficio transizione digitale (UTD) evolve dal tradizionale CED in una struttura multidisciplinare che coniuga operatività ICT, innovazione e change management. Già nel 2026 oltre 1.100 dipendenti hanno seguito un percorso obbligatorio sulla cybersicurezza, mentre sono stati avviati laboratori su data governance e piani formativi sull’IA con la collaborazione della Fondazione HIT.

Sul fronte dell’Intelligenza Artificiale l’Amministrazione ha adottato un approccio che privilegia la sovranità digitale: uso di modelli linguistici open source ospitati su infrastruttura proprietaria e tecniche di Retrieval-Augmented Generation (RAG) per assicurare risposte basate esclusivamente su dati certificati dal Comune, riducendo il rischio di lock-in verso grandi fornitori.

Resilienza finanziaria

Il percorso è sostenuto da risorse straordinarie pari a 4.202.831 euro provenienti da PNRR, contributi statali e progetti UE. La strategia finanziaria prevede il passaggio da una logica CapEx a una prevalenza di OpEx, con servizi SaaS e canoni cloud per garantire la sostenibilità post‑PNRR e mitigare il rischio del cosiddetto funding cliff.

In sintesi, l’equilibrio tra la bussola strategica del Piano Triennale e la mappa operativa dell’Agenda Digitale punta a trasformare la tecnologia in un’infrastruttura silenziosa che restituisce tempo ed energie ai cittadini: un punto di partenza per un miglioramento continuo centrato sul valore sociale.

Scritto da Sarah Finance

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