Regole pratiche per il marketing alimentare rivolto ai minori

Una guida operativa che spiega a imprese, agenzie e vigilanza come applicare le restrizioni sul marketing di prodotti alimentari indirizzati ai bambini

Il documento pubblicato dal Norwegian Directorate of Health nasce per offrire indicazioni pratiche sull’applicazione di una normativa che limita il marketing di alimenti poco salutari rivolto ai minori. Questa guida è pensata come riferimento operativo per imprese del settore alimentare, agenzie di comunicazione, piattaforme digitali e creator, ma anche per le autorità di controllo e per chi desidera segnalare possibili violazioni.

Piuttosto che vietare la vendita, la circolare specifica come deve essere valutata e regolata ogni forma di promozione commerciale: dalla pubblicità tradizionale alle sponsorizzazioni, dal product placement alle attività sui social e nei videogiochi. L’obiettivo è chiarire in che modo interpretare contenuti, contesto e tecniche persuasive per determinare se una comunicazione è soggetta a restrizioni.

Perché è un intervento di salute pubblica

La misura si inserisce in una strategia più ampia di tutela della salute: le abitudini alimentari si consolidano durante l’infanzia e un’esposizione ripetuta a messaggi promozionali a favore di prodotti ricchi di zuccheri, grassi o sale può orientare le scelte verso diete meno equilibrate. Limitare il marketing rivolto ai bambini è dunque pensato come uno strumento per ridurre fattori di rischio associati alle MNT (malattie non trasmissibili), come sovrappeso, diabete di tipo 2 e patologie cardiovascolari.

Obiettivi e meccanismi della regolazione

Il testo offre una definizione operativa di marketing che comprende qualsiasi azione comunicativa con finalità promozionali: annunci, sponsorizzazioni, concorsi, collaborazioni con influencer e contenuti integrati nei giochi digitali. La distinzione cruciale è tra comunicazioni rivolte ai minori e quelle che non lo sono: per stabilirlo si valutano elementi come il linguaggio, le immagini, la presenza di personaggi attraenti per i bambini, e l’uso di meccaniche promozionali come premi o gadget.

Cosa vieta e cosa limita la circolare

La normativa non colpisce la commercializzazione dei prodotti, ma impone limiti alle modalità di promozione quando risultano specificamente progettate per attrarre i minori. Sono richiamate esplicitamente piattaforme online, influencer, gaming e attività interactive: elementi che rendono una campagna particolarmente efficace con il pubblico infantile vengono considerati criteri di valutazione per l’applicabilità del divieto.

Esempi pratici di comunicazioni vietate o rischiose

Tra i casi segnalati come problematici figurano l’uso di mascotte o personaggi cartooneschi, concorsi che incentivano la partecipazione dei bambini, packaging pensato per essere attraente per i più piccoli e campagne rivolte agli adulti ma che promuovono il prodotto come ideale per i bambini. Anche la promozione su canali destinati a un pubblico generale può rientrare nel divieto se il contenuto presenta elementi fortemente orientati all’infanzia.

Cooperazione europea e ruolo dell’Italia

La norma norvegese si colloca in un quadro di azioni coordinate a livello europeo, coerente con le raccomandazioni dell’OMS e con la Joint Action JA PreventNCD. Questo programma, coordinato dalla Norvegia, coinvolge 25 Paesi e mira a ridurre l’impatto delle malattie croniche affrontando i fattori di rischio modificabili tramite interventi condivisi e armonizzati.

Contributo dell’Istituto Superiore di Sanità

L’ISS partecipa alla Joint Action con diversi centri e dipartimenti: CNaPPS, GLOB, SANV, DAMSA, il Servizio STAT e il MACA. In particolare, SANV e MACA guidano la subtask 5.3.3 (WP5) dedicata a regolamentazione e tassazione e focalizzata sulla riduzione delle porzioni, mentre l’ISS è coinvolto nelle attività di armonizzazione del Nutrient Profile Model (subtask 5.3.1) e nelle iniziative per la riformulazione e l’etichettatura (subtask 5.3.2 e task 5.5).

Protezione dell’infanzia e allattamento

Inoltre, il CNaPPS coordina con la Norvegia il Task 6.5 “Baby-Friendly Community and Health Services” (WP6), che promuove pratiche e pilota interventi per sostenere l’allattamento e i servizi di cura nella comunità. L’attenzione ai determinanti commerciali della salute è vista come parte integrante dello sviluppo infantile ottimale e della riduzione delle disuguaglianze nei primi 1000 giorni di vita.

Scritto da Marco TechExpert

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