Il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova la gestione delle centrali idroelettriche italiane. Periodi di siccità prolungata riducono il valore di ogni metro cubo d’acqua, mentre le piogge intense aumentano l’erosione dei pendii montuosi, facendo accumulare sedimenti nei bacini. In questo scenario, A2A ha deciso di intervenire con una soluzione tecnologica mai vista prima nel Paese.
Il Progetto Teti: un robot subacqueo per la pulizia senza svuotare gli invasi
In collaborazione con la società francese Watertracks A2A sta sperimentando alla diga di Cancano in Valtellina, il robot subacqueo denominato Teti. La particolarità di questo apparecchio è la capacità di rimuovere i sedimenti direttamente dal fondo dell’invaso, evitando il tradizionale svuotamento che interrompe la produzione di energia e limita l’uso dell’acqua per altri settori.
Come funziona la tecnologia di Teti
Il veicolo è dotato di cingoli che gli consentono di muoversi sul fondale a circa 80 metri di profondità. Due frese rotanti laterali disgregano il materiale accumulato, che viene immediatamente aspirato da una pompa e depositato in una zona dedicata del bacino, lontano dalle prese d’acqua. Un insieme di sensori avanzati trasmette in tempo reale a una control room i dati relativi a portata, concentrazione dei detriti e consumo energetico, rendendo l’intervento monitorabile e ottimizzabile da remoto.
Prime evidenze: più di 10.000 m³ di sedimenti rimossi
Durante la fase pilota, il robot ha già eliminato oltre 10.000 metri cubi di materiale sedimentario dal bacino di Cancano. Questo risultato dimostra l’efficacia della soluzione fin dalle prime settimane di utilizzo, confermando che è possibile mantenere l’invaso operativo senza le lunghe interruzioni tipiche della fluitazione tradizionale.
Impatto ambientale e operativo
Il metodo proposto riduce drasticamente l’intorbidamento dell’acqua, preservando la fauna lacustre e limitando gli impatti paesaggistici, poiché l’operazione avviene sommersa e in aree contenute. Inoltre, l’intero sistema è alimentato esclusivamente da energia elettrica, garantendo un basso impatto ecologico rispetto alle tecniche di scarico per gravità.
Prospettive di sviluppo e possibili applicazioni future
Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A, ha sottolineato che la sperimentazione conclusa con successo a Cancano è solo il primo passo: “Intendiamo estendere il Progetto Teti a tutti i nostri impianti e, perché no, a ulteriori bacini presenti sul territorio nazionale”. Oltre alla pulizia, la società sta valutando la creazione di una filiera per il riutilizzo dei sedimenti trasformandoli in risorse secondo i principi dell’economia circolare.
Con la crescita di A2A Life Ventures il veicolo d’innovazione dell’azienda, A2A si propone di offrire strumenti concreti che rafforzino la competitività del Paese, mostrando come la robotica possa diventare un alleato fondamentale nella tutela di una risorsa strategica come l’acqua.



