Scaleway sbarca a Milano con una cloud region per imprese e istituzioni

Scaleway lancia la sua cloud region a Milano: tre availability zone, servizi per startup e grandi aziende, certificazioni per la PA e un focus sull'indipendenza tecnologica europea

Scaleway, la piattaforma europea di public cloud e intelligenza artificiale del gruppo Iliad, ha avviato la propria presenza operativa in Italia con l’apertura di una prima availability zone a Milano. Questo passo rientra in una strategia europea più ampia che già comprende region in Francia, Polonia e Paesi Bassi, e che prevede altre aperture nel Nord Europa. L’obiettivo dichiarato è offrire alle imprese italiane una alternativa europea agli hyperscaler extra-UE, garantendo conformità alle regole e alle priorità della UE.

Nell’immediato, la nuova infrastruttura mira a ridurre la latenza per le organizzazioni locali e a migliorare la resilienza dei carichi di lavoro mission-critical. Per sostenere lo sviluppo commerciale e tecnico, Scaleway ha anche costituito una filiale a Milano e si sta concentrando su partnership con attori regionali, fornitori e startup. A livello strategico, l’iniziativa si inserisce nel più ampio investimento del gruppo per potenziare la capacità di calcolo per l’AI e l’ecosistema cloud europeo.

La nuova region a Milano

La cloud region italiana è concepita con l’architettura standard di Scaleway: tre availability zone distribuite su data center distinti per garantire alta disponibilità e ridondanza nativa. La prima zona è già operativa in un data center a Settimo Milanese, mentre le altre due saranno completate a Basiglio e in un altro sito a Milano nei prossimi mesi. Questa configurazione è pensata per supportare sia sperimentazioni di startup sia applicazioni aziendali che richiedono continuità di servizio e isolamento dei guasti.

Tre availability zone per la resilienza

Ogni availability zone funziona come un’unità indipendente che contribuisce a un modello di distribuzione dei carichi resiliente: in caso di problemi locali, le istanze possono continuare a operare su zone alternative senza interruzioni significative. Per le organizzazioni che adottano architetture cloud-native, questo si traduce in migliori SLA, tempi di risposta ridotti e maggiore affidabilità complessiva. Inoltre, la collocazione fisica in Italia contribuisce a migliorare le performance per gli utenti locali e a rispettare vincoli normativi sui dati.

Servizi, certificazioni e target di clientela

L’offerta di Scaleway è pensata per aziende di ogni dimensione: dalle startup che cercano flessibilità ai grandi clienti che necessitano di infrastrutture hyperscale. Tra i punti chiave c’è la volontà di ottenere la certificazione ACN (Agenzia per la cybersicurezza nazionale) di livello 1, indispensabile per partecipare a progetti della pubblica amministrazione. Questo elemento rafforza la proposta verso enti pubblici e imprese che devono rispettare requisiti di sicurezza e compliance, offrendo un percorso per integrare servizi cloud in ambito istituzionale.

Strumenti per sviluppatori e soluzioni Ai

Oltre all’infrastruttura, Scaleway propone servizi che semplificano l’adozione dell’AI, come il Model as a Service, che permette di utilizzare modelli avanzati senza occuparsi della complessità infrastrutturale. La piattaforma collabora con partner tecnologici come Mistral AI e Hugging Face per garantire accesso rapido ai modelli open source e all’avanguardia. Questo approccio agevola chi deve addestrare o distribuire modelli su larga scala, riducendo la barriera tecnica all’ingresso per progetti di machine learning e inferenza.

Impatto sulla sovranità digitale e sull’ecosistema europeo

L’espansione di Scaleway in Italia è anche un tassello della più ampia discussione sulla sovranità digitale: l’Europa sta cercando soluzioni per ridurre la dipendenza dagli operatori extra-UE e aumentare la capacità industriale interna. Scaleway dichiara di operare interamente sotto giurisdizione UE, con il 100% dei team di ricerca e sviluppo basati in Europa e gran parte dei fornitori infrastrutturali europei, offrendo quindi un’alternativa che preserva la localizzazione dei dati e la tutela normativa.

Il tema è rilevante anche per le dinamiche di investimento e innovazione: se da un lato l’Europa produce una quota significativa della ricerca sull’AI, la trasformazione di risultati accademici in capacità industriale e brevetti resta una sfida. In questo contesto, la presenza di cloud region europee e locali può agevolare la crescita di ecosistemi tecnologici nazionali, facilitando il trasferimento tecnologico dalle università alle startup e alle imprese.

Scritto da Max Torriani

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