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16 Maggio 2026

Servizio web per l’integrazione del CUP: guida pratica per cessionari e committenti

Una guida chiara sul nuovo servizio web dell'Agenzia delle Entrate per consultare, integrare e correggere il CUP nelle fatture elettroniche relative a incentivi pubblici.

Servizio web per l'integrazione del CUP: guida pratica per cessionari e committenti

Negli ultimi anni la gestione delle fatture connesse a incentivi pubblici ha richiesto strumenti più semplici per mantenere la conformità normativa. Con il provvedimento 563301/2026 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio web nell’area riservata che permette al cessionario, al committente o a un intermediario delegato di inserire o correggere il CUP collegato alle fatture elettroniche, evitando procedure manuali più complesse.

Questa novità si inserisce in un quadro normativo già definito: l’articolo 5 del decreto-legge n. 13 del 2026, comma 6, impone dal 1° giugno 2026 che le fatture relative a beni e servizi finanziati con incentivi pubblici riportino il CUP previsto dall’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3. In risposta a omissioni o errori frequenti, il nuovo servizio digitale punta a migliorare tracciabilità e rendicontazione.

Ambito e regole di applicazione

Il servizio è pensato per le fatture con data operazione successiva al 31 maggio 2026 e consente di associare al documento uno o più CUP, oppure di rimuoverli in caso di errore. Il CUP è composto da 15 caratteri alfanumerici e può essere collegato all’intera fattura o a singole righe di dettaglio, a seconda della struttura dell’agevolazione o della presenza di progetti multipli finanziati. Questa flessibilità è fondamentale per tenere conto di scenari in cui un’unica fattura copre più interventi o capitoli di spesa.

Casi pratici e vincoli normativi

Quando il CUP manca o è errato, la prassi precedente prevedeva l’emissione di una nota di credito e la riemissione della fattura corretta. Va ricordato che il diritto della Pubblica Amministrazione a rifiutare una fattura per assenza del CUP è disciplinato dall’articolo 1, comma 132, della legge n. 190/2014, che lascia alle PA 15 giorni per notificare il rifiuto. La nuova funzionalità digitale non toglie tale facoltà, ma offre agli acquirenti la possibilità di intervenire rapidamente per regolarizzare i documenti senza ricorrere subito a note di credito.

Funzionamento del servizio web

L’accesso avviene tramite il portale Fatture e Corrispettivi, nella sezione dedicata alla consultazione delle fatture elettroniche e degli altri dati IVA, utilizzando la funzione Integrazione CUP presente nella voce Comunicazioni. All’interno dell’area riservata il cessionario o il committente trovano l’elenco dei CUP associati alle fatture ricevute e possono integrare o correggere i codici in tempo reale, con piena tracciabilità degli interventi effettuati dal sistema.

Ruolo dell’identificativo SDI e modalità di ricerca

Per individuare la fattura da integrare è necessario inserire l’identificativo SDI, il codice univoco generato dal Sistema di Interscambio al momento della ricezione della fattura. L’identificativo SDI compare nelle ricevute di consegna e nelle notifiche di accettazione o scarto, e consente di selezionare con precisione il documento interessato evitando errori. Questa logica assicura che le integrazioni rimangano collegate alla fattura originale e siano facilmente verificabili in sede di controllo.

Intermediari, responsabilità e alternative operative

Oltre al cessionario e al committente, il servizio può essere utilizzato da un intermediario abilitato ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del DPR 22 luglio 1998, n. 322, con delega alla «Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici» prevista dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 375356 del 2 ottobre 2026 e successive modificazioni. Resta valida, tuttavia, la possibilità per il ricevente di integrare il documento applicando un timbro digitale o altre evidenze informatiche, secondo la prassi richiamata dalla Risoluzione n. 52/E del 2010, in quei casi in cui si preferisca non utilizzare la funzione online.

In sintesi, il provvedimento 563301 del 10 dicembre 2026 e la nuova funzione nell’area Fatture e Corrispettivi rappresentano uno strumento operativo pensato per ridurre le inefficienze legate alla gestione del CUP, migliorare la conformità alle normative sul riconoscimento degli incentivi pubblici e semplificare la vita degli operatori coinvolti nella fatturazione elettronica.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.