Una giovane startup italiana ha ottenuto un finanziamento significativo per trasformare la modalità con cui i cittadini si avvicinano alla donazione di sangue e plasma. Ema Healthattraverso la piattaforma digitale Rossoha chiuso un round seed da 3 milioni di euro che serviranno per ampliare l’offerta sul territorio nazionale e consolidare l’integrazione tecnologica con i centri trasfusionali in Italia.
Il progetto nasce con l’ambizione di collegare in modo più efficiente i donatori e le strutture, sfruttando strumenti digitali e componenti di intelligenza artificiale per accompagnare l’utente dall’informazione alla prenotazione. L’operazione di finanziamento vede protagonisti soggetti sia privati sia istituzionali, con l’obiettivo dichiarato di accelerare la transizione digitale del settore.
Composizione del round e partner istituzionali
Il seed da 3 milioni di euro è stato guidato da 360 Capital tramite il fondo 360 Digitalycon il supporto di CDP Venture Capital attraverso il veicolo Digital Transition Fund – PNRR. Tra gli altri investitori figurano Angelini InvestmentsH-FARM (collegata a Riccardo Donadon), Fintech PartnersStudio NecchioCiapa Rosso e un gruppo di imprenditori e manager italiani.
La presenza del Digital Transition Fund – PNRR indica un coinvolgimento pubblico-privato finalizzato a favorire la modernizzazione digitale in ambiti strategici. Il capitale raccolto riflette la fiducia degli investitori nella capacità di Rosso di offrire un servizio utile al sistema sanitario e di scalare l’offerta su scala nazionale.
Funzionalità di Rosso e numeri del sistema trasfusionale
Rosso è concepita come un ecosistema digitale che accompagna il donatore in tutte le fasi: dalla ricerca del centro più vicino alla prenotazione, fino alla gestione delle comunicazioni relative all’iter. La piattaforma non si limita a un semplice calendario di appuntamenti, ma punta a integrare strumenti di pianificazione per le strutture trasfusionali e funzionalità pensate per avvicinare fasce anagrafiche più giovani.
Dati verificati sul sistema donazioni in Italia
I numeri ufficiali mostrano uno scenario solido ma con sfide demografiche: nel periodo più recente sono stati registrati 1,67 milioni di donatori e circa 3 milioni di donazioni. Questi valori testimoniano l’importanza del volontariato nella filiera trasfusionale italiana e spiegano perché la digitalizzazione sia considerata una leva strategica per garantire la sostenibilità del sistema.
Dal punto di vista operativo, Rosso è nata nel 2026 e, in pochi anni, ha già avviato collaborazioni con numerose strutture e aziende per promuovere la cultura della donazione tra i dipendenti. Le sedi operative dell’organizzazione sono localizzate a Milano e Luccapunti di riferimento per lo sviluppo tecnologico e la sperimentazione del servizio.
Il team e il valore generazionale della proposta
A guidare Ema Health sono Chiara Schettino e Filippo Toni. La loro storia imprenditoriale, con un fondatore tra i più giovani ad aver chiuso un round di questa portata, è parte integrante del racconto di Rosso: un progetto che mette in primo piano il talento giovanile e la capacità di dialogare con nuove modalità di comunicazione digitale.
Il finanziamento sarà impiegato soprattutto per aumentare la base di donatori raggiunti, digitalizzare un numero maggiore di centri trasfusionali e rafforzare il team con competenze tecniche e operative. L’architettura della piattaforma è stata pensata con attenzione alla privacy e alla protezione dei dati sanitari, elementi fondamentali per la fiducia degli utenti e delle istituzioni coinvolte.
Con questo round, Rosso si propone come un punto di riferimento tecnologico per il sistema sangue ed emoderivati in Italia, con l’ambizione di estendere in futuro il modello anche oltre i confini nazionali.



