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29 Ottobre 2026

Acceleratore FoodSeed investe 1,75 milioni in sette realtà innovative

Sette realtà agritech ottengono finanza e mentoring per trasformare la ricerca in soluzioni industriali sostenibili.

Acceleratore FoodSeed investe 1,75 milioni in sette realtà innovative

La quarta edizione di FoodSeed si è conclusa al Demo Day di Verona, dove la Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital SGR ha presentato la nuova cohort di 2026. Il programma, co-finanziato da Fondazione Cariverona, UniCredit ed Eatable Adventures, è dedicato a start-up che vogliono rendere più efficiente e sostenibile l’intera filiera agroalimentare, dalla produzione alla conservazione.

Un investimento record e una crescita costante dell’ecosistema FoodSeed

Per l’edizione 2026 l’importo di investimento iniziale è stato innalzato a 250 mila euro per startup, contro i 170 mila delle precedenti ondate. Il capitale proviene da un fondo di 15 milioni di euro destinato alla rete, con la possibilità di follow-on fino a 500 mila euro per i progetti più promettenti. Dall’avvio del programma, 713 progetti sono stati valutati, 28 startup accelerate e le prime 21 hanno raccolto più di 20 milioni di euro in finanziamenti successivi, con oltre 60 accordi commerciali industriali. La selezione di quest’anno ha coinvolto 225 candidature, un record storico, di cui il 49 % provenienti dall’estero, e il 38 % con almeno una fondatrice donna, a dimostrazione di una crescente inclusività.

Alberto Barbari di Eatable Adventures ha commentato: «Le sette startup selezionate dimostrano come la ricerca scientifica possa tradursi in soluzioni industriali. La collaborazione con ITAIH garantisce una continuità strategica tra incubazione e accelerazione.» Stefano Molino di CDP Venture Capital SGR ha aggiunto: «FoodSeed ha generato un impatto tangibile nell’evoluzione dell’AgriFoodTech italiano, con segnali positivi anche sull’incremento della partecipazione femminile.»

Le sette startup della cohort 2026

Agrisky – Roma

L’azienda sviluppa AGRI-EYE, uno scanner robotico autonomo su binario dotato di intelligenza artificiale. Il sistema monitorizza la salute delle piante 24 ore su 24, calcolando indici NDVI e identificando stress idrico o patologie con un’accuratezza del 99,4 % prima che i sintomi siano visibili.

Altered Materials – Torino

Spin-off del Politecnico e dell’Università di Torino, produce nanocapsule biodegradabili per biopesticidi naturali, garantendo un rilascio mirato del principio attivo e prevenendo la dispersione nell’ambiente, senza microplastiche.

Anostra – L’Aquila

La start-up ha brevettato una piattaforma hardware-software plug & play per la guida autonoma di veicoli agricoli, operativa sia in campo aperto sia in serra senza la necessità di reti RTK o stazioni di riferimento.

Looops – Bolzano

Looops produce ingredienti funzionali mediante fermentazione di sottoprodotti agroalimentari. Il suo ingrediente BITELOOP, estratto dal riso spezzato, riduce il contenuto di zucchero negli alimenti di circa il 30 % mantenendo gusto e consistenza.

Migma – USA

Questa piattaforma coniuga chimica molecolare e intelligenza artificiale per progettare antiossidanti personalizzati, eliminando la necessità di additivi sintetici e accorciando i tempi di test da anni a poche settimane.

MooNitoring – USA / Veneto

Il data-analytics hub per allevamenti lattiero-caseari integra dati sanitari, produttivi e gestionali, fornendo metriche trasparenti per allevatori, assicuratori e operatori del settore agrifinance.

NewOil Technologies – Torino

Spin-off torinese che trasforma oli vegetali in oleogel clean-label, consentendo di ridurre fino all’80 % i grassi saturi in prodotti da forno, gelati e spalmabili, senza ricorrere a additivi (codici E).

Con cinque realtà italiane e due fondate negli Stati Uniti, il programma conferma la capacità di FoodSeed di attrarre talenti internazionali e di alimentare l’innovazione nella filiera alimentare, offrendo capitale, mentoring e accesso a una rete di partner industriali.

Autore

Martina Marchesi

Martina Marchesi ha guidato la squadra che ha coperto il piano urbanistico di Firenze, sostenendo una linea editoriale basata sull'analisi documentale. Vicedirettrice, porta un dettaglio personale riconoscibile: una mappa manoscritta dei rioni fiorentini nella sua agenda.