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21 Giugno 2026

Alfa Romeo, Maserati e Stellantis: cosa cambia dopo le audizioni e le trattative industriali

Dalle dichiarazioni di Antonio Filosa in Parlamento alle conseguenze sugli stabilimenti di Cassino, Modena e Pomigliano: una panoramica sulle trattative industriali, i numeri delle flotte e gli scenari di prodotto per Alfa Romeo e Maserati

Alfa Romeo, Maserati e Stellantis: cosa cambia dopo le audizioni e le trattative industriali

Le recenti audizioni e gli annunci pubblici del management di Stellantis hanno rimesso in discussione programmi di prodotto e timetable produttive, con ricadute dirette su Alfa RomeoMaserati e sugli stabilimenti italiani. L’amministratore delegato ha confermato discussioni con due potenziali partner per lo sviluppo del marchio Tridente, ha ribadito che Maserati non è in vendita e ha fissato alcune scadenze industriali che condizionano le linee di produzione di Cassino, Modena e Pomigliano.

Nel frattempo la divisione fleet del gruppo ha tracciato l’importanza del canale B2B: nel 2026 Stellantis ha immatricolato oltre 1.300.000 veicoli in Europa nel settore flotte e rental, con una quota di vendite complessive del gruppo sempre più legata a questi canali. Questi elementi formano lo sfondo di decisioni che riguardano piattaforme, motorizzazioni e possibili alleanze tecnologiche.

Le trattative per Maserati e l’effetto sugli impianti di Cassino e Modena

Durante l’audizione alla Camera dei Deputati del 17 giugno 2026, Antonio Filosa ha confermato che Stellantis sta negoziando con due partner in grado di offrire tecnologia e capacità di sviluppo per il marchio Maserati. Il manager ha precisato che la casa del Tridente non è in vendita e che gli stabilimenti italiani, in particolare Cassino e Modenanon saranno ceduti. Tuttavia, potenziali accordi di cooperazione e sviluppo potrebbero vedere la presenza di terze parti all’interno di linee produttive o progetti condivisi.

Questa scelta è rilevante perché le future generazioni di modelli di fascia alta richiedono investimenti significativi in piattaforme e propulsione: se Maserati dovesse essere sviluppata con il contributo di un partner esterno, è plausibile che alcune soluzioni tecniche vengano condivise con Alfa Romeomodificando piani di lancio e progetti già avviati.

Impatto sui modelli Alfa Romeo Giulia e Stelvio

Le attuali Giulia e Stelvio, prossime alla fine del loro ciclo produttivo, erano originariamente programmate su una piattaforma elettrica dedicata. Le nuove esigenze di mercato e la decisione di offrire un portafoglio multi-energia (termico, ibrido, elettrico) hanno complicato la transizione, poiché alcune piattaforme previste non erano progettate per ibridizzazione e il gruppo non disponeva di soluzioni ibride ad alte prestazioni immediatamente disponibili per il segmento sportivo premium.

Se Maserati adotterà tecnologie o architetture nate da una collaborazione esterna, la condivisione di componenti, piattaforme o sistemi di propulsione con Alfa Romeo potrebbe diventare la strada più efficiente per ammortizzare gli investimenti.

Piani produttivi e obiettivi di capacità: Pomigliano ed E-Car

Oltre al dossier Maserati, il management ha illustrato la strategia per aumentare l’utilizzo degli impianti europei dal 60% attuale a un target dell’80% entro il 2030. Tra le iniziative concrete figura il progetto delle cosiddette E-Carvetture elettriche di piccole dimensioni destinate alla produzione a Pomigliano, con un prezzo indicativo intorno ai 15.000 euro. Anche questo programma è pensato in partnership, con una struttura proprietaria che prevede per le joint-venture una quota del 51% per Stellantis.

Filosa ha dichiarato che l’accordo per le E-Car è in fase avanzata e che Pomigliano potrebbe ospitare almeno due modelli iniziali, con l’obiettivo di arrivare a tre. La pianificazione produttiva di questi modelli è prevista per partire nel 2028, con l’intento di alleggerire la pressione sugli stabilimenti e aumentare i volumi distribuiti tra più siti industriali.

Numeri e sostenibilità industriale

La spinta verso partnership esterne rientra nella strategia di contenere costi e accelerare lo sviluppo tecnologico: Maserati ha registrato nell’ultimo anno consegne inferiori alle 8.000 unità e una perdita operativa significativa, evidenziando la necessità di ridefinire il modello di business del marchio. Parallelamente, il gruppo ha annunciato un piano di investimenti complessivi che destinerà una parte rilevante delle risorse al Vecchio Continente.

Nel breve termine, la situazione rimane incerta: Filosa ha annunciato che il piano industriale dedicato a Maserati verrà presentato con un capital markets day programmato per dicembre; fino ad allora molte scelte strategiche dipenderanno dall’esito delle trattative con i partner e dalla decisione su come integrare nuovi sviluppi tecnologici nei modelli previsti.

Per ora, le attuali Giulia e Stelvio resteranno in listino per un periodo più lungo e riceveranno iniziative commerciali e nuove serie speciali per mantenere interesse e volumi, mentre il gruppo define il percorso per le future generazioni di vetture e per l’assetto produttivo italiano.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.