Il settore degli hyperscaler entra nel 2026 con un mix di opportunità e sfide. Da un lato, la domanda di servizi cloudpubblicità digitale e AI spinge i ricavi a nuovi massimi. Dall’altro, la corsa agli investimenti sta mettendo sotto pressione la liquidità disponibile, portando il free cash flow ai livelli più bassi dal 2011.
Il nuovo Hyperscale Market Tracker di Mtn Consultingrelativo al primo trimestre 2026, offre uno spaccato dettagliato della situazione attuale. I ricavi trimestrali del settore hanno raggiunto 789,7 miliardi di dollaricon un aumento del 17,4% su base annua. Su base annualizzata, i ricavi valgono 3.136 miliardi di dollaricon una crescita del 14,9%. Tuttavia, il capex annualizzato è salito a 592,1 miliardi di dollaricon un incremento del 70,4% anno su anno.
Crescita disomogenea tra i giganti della tecnologia
Nel primo trimestre 2026, i principali hyperscaler hanno registrato performance diverse. Meta ha visto una crescita dei ricavi del 33%trainata dai sistemi di AI per il ranking, il targeting e le raccomandazioni. Alphabet è cresciuta del 21,8%grazie all’accelerazione di GcpYouTube e le prime adozioni enterprise di Gemini. Microsoft ha superato la media di settore con un aumento dell’18,3%.
Tuttavia, non tutti i player hanno mostrato la stessa vitalità. Coreweave e Nebius hanno registrato tassi di crescita elevati, rispettivamente del 116% e del 684%ma restano casi particolari per scala e presenza geografica. Sul fronte opposto, Xiaomi ha registrato un calo del 6,4%mentre Baidu e Alibaba hanno cresciuto meno del mercato. La debolezza macroeconomica cinese, la pressione competitiva nell’e-commerce e le difficoltà dei modelli pubblicitari tradizionali pesano sulle performance.
Investimenti record e cambiamenti strutturali
La vera novità del 2026 riguarda gli investimenti. Il capex annualizzato degli hyperscaler ha raggiunto 592,1 miliardi di dollaricon un’intensità di capitale che ha superato il 18,9% dei ricavi. Questo segna un passaggio significativo per un settore nato su economie software e margini elevati.
Secondo Mtn Consultingil settore si sta muovendo da un modello centrato sul codice a uno guidato dall’hardware. Nel primo trimestre 2026, la spesa in ricerca e sviluppo si è fermata al 13% dei ricavi, mentre il capitale fisico domina la fase. Data center, GPUreti ottiche, energia e chip proprietari diventano il cuore industriale della competizione.
La crescita degli asset netti materiali, pari al 51,9% anno su anno, supera nettamente quella dell’occupazione, salita del 6,3%. Ogni dipendente gestisce quindi una base di capitale sempre più ampia, segnale di automazione ma anche di rigidità crescente nei bilanci.
La sfida dell’AI e le risorse critiche
La dinamica descritta dal tracker non è solo economica, ma anche competitiva. Ogni grande piattaforma teme di apparire meno impegnata delle rivali nella costruzione di infrastrutture AI. Ridurre gli investimenti significherebbe ammettere un rallentamento strategico e lasciare spazio ai concorrenti.
Il backlog combinato di MicrosoftGoogle CloudAws e Oracle supera i 2.000 miliardi di dollari nel primo trimestre 2026. Tuttavia, una parte di questa domanda riflette anche meccanismi di finanziamento circolare e impegni di lungo periodo ancora da monetizzare.
La corsa all’AI sta spostando l’attenzione dalla sola capacità di calcolo alle risorse che rendono possibile il calcolo. Fibra ed energia sono ormai vincoli strategici. Non rappresentano più semplici voci operative, ma fattori che determinano tempi, localizzazione e dimensione dei nuovi data center.
Meta e Amazon hanno siglato contratti miliardari con Corning per la fibra ottica. Nvidia ha investito 500 milioni di dollari in Corning per ampliare la produzione ottica negli Stati Uniti. Google ha impegnato 20 miliardi di dollari in nuovi progetti di energia pulita destinati ai futuri data center.
Microsoft ha dovuto abbandonare un progetto in Kenya per insufficiente capacità energetica locale. Questi casi mostrano un cambio di priorità. Una parte crescente dei capitali non va più solo ai fornitori di GPU. Si dirige verso utility, sviluppatori energetici, reti ottiche e infrastrutture fisiche.
La dipendenza da Nvidia resta alta, ma gli hyperscaler lavorano per ridurla. Amazon ha portato Trainium a un run rate annuale di 20 miliardi di dollari. Google procede con le Tpumentre Meta lavora su chip sviluppati con Broadcom.
La maturazione del silicio proprietario può cambiare la distribuzione del valore nella filiera AI. Nel breve periodo gli investimenti restano elevati. Nel medio termine, però, la quota di capex destinata ai fornitori esterni potrebbe diminuire.
Il capitolo cinese è uno dei più rilevanti per gli scenari di mercato. Huawei sta preparando Ascend 910Datteso a metà 2026, con benchmark potenzialmente vicini o superiori a Nvidia H100. DeepSeek ha addestrato il modello V4-Pro su silicio Huawei. Baidu opera un cluster da 30mila chip basato interamente su processori domestici.
Per gli hyperscaler Usa, il tema è delicato. Se i modelli cinesi dimostrano prestazioni competitive con livelli di investimento inferiori, la narrativa dell’investimento massiccio come unica strada possibile si indebolisce.
Mtn Consulting costruisce tre scenari per il capex hyperscale. Lo scenario alto prevede circa 892 miliardi di dollari nel 2026, 920 miliardi nel 2027 e 883 miliardi nel 2028. Lo scenario centrale indica 683 miliardi nel 2026, 678 miliardi nel 2027 e 654 miliardi nel 2028. Lo scenario basso immagina 604 miliardi nel 2026, con una discesa a 498 miliardi nel 2027 e 457 miliardi nel 2028.
La divergenza tra utile netto e free cash flow è il nodo finanziario più evidente. Il margine netto del 22,5% mostra che gli hyperscaler restano macchine redditizie. Ma l’11,3% di margine Fcf segnala che la liquidità viene assorbita dalla costruzione di infrastrutture.
La crescita regionale conferma la spinta internazionale degli hyperscaler. Le Americhe hanno generato 359,8 miliardi di dollari nel trimestre, pari al 45,6% del totale. L’Asia-Pacifico ha contribuito con 258,7 miliardimentre l’Europa ha raggiunto 145,7 miliardi. Medio Oriente e Africa valgono 25,6 miliardi.
Europa e Mea sono le aree in crescita più rapida, con aumenti rispettivamente del 21,8% e del 21%. Il dato europeo riflette la domanda delle industrie regolamentate, la migrazione cloud legata alla compliance e le iniziative di AI sovrana.


