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24 Settembre 2026

Allarme CIA su droni Gerbera lanciati da navi mercantili

La CIA segnala una possibile offensiva russa con droni miniaturizzati lanciati dal mare contro porti e aeroporti del Mediterraneo, scatenando un acceso dibattito a Bruxelles e a Roma.

Allarme CIA su droni Gerbera lanciati da navi mercantili

Un rapporto di intelligence americana ha messo in guardia i governi europei su un ipotetico piano russo che prevede l’impiego di droni di piccole dimensioni, noti con il nome in codice Gerbera. Il documento, trasmesso a diversi Cancelli, evidenzia la possibilità di far volare questi velivoli da container imbarcati su navi mercantili, raggiungendo obiettivi costieri a centinaia di chilometri dalla costa mediterranea.

Il profilo tecnico del drone Gerbera e il suo impiego dal mare

Il Gerbera è un aeromobile leggero, lungo circa due metri e dal peso di circa 18 chili. Nonostante le dimensioni ridotte, è dotato di una notevole autonomia di circa 600 chilometri e può mantenere una velocità media vicina ai 160 km/h. Il carico utile previsto è di quattro-cinque chili di esplosivo, sufficiente a provocare incendi o a danneggiare infrastrutture sensibili come porti o aeroporti. La sua capacità di essere trasportato all’interno di un container lo rende particolarmente adatto a essere clandestinamente imbarcato su navi mercantili da cui può essere lanciato a una distanza compresa tra 200 e 300 chilometri dalla costa, con un tempo di volo stimato tra un’ora e un quarto e due ore.

Caratteristiche operative

Grazie al peso contenuto, una singola imbarcazione può trasportare più unità, riducendo i costi di impiego rispetto a droni più grandi. L’autonomia di 600 km consente di operare da zone di mare aperto, rendendo difficile la rilevazione preventiva da parte delle forze di difesa costiera. L’obiettivo dichiarato, secondo le analisi, sarebbe più simbolico che di distruzione massiva: chiudere temporaneamente un porto, incendiare una pista di atterraggio o creare un’incidente che attiri l’attenzione internazionale, dimostrando la capacità russa di penetrare qualsiasi zona marittima.

Dichiarazioni e reazioni dei leader europei

Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato, subito dopo il Consiglio di Difesa del 16 settembre, tutti i leader dei partiti e i candidati alla presidenza del 2027 per discutere la questione. Macron ha sottolineato la serietà del documento, definendolo “molto dettagliato e credibile”. In Italia, il ministero della Difesa Guido Crosetto ha risposto sulla piattaforma X affermando che l’allarme “non serve a nessuno e non trova alcuna conferma”, aggiungendo che “non serve a nessuno ulteriore benzina sul fuoco”.

Reazioni delle istituzioni europee

Il portavoce dell’Unione Europea, Thomas Regnier ha ricordato che lo spazio aereo europeo è costantemente messo alla prova, con “diversi attacchi ibridi in corso” che colpiscono vari Stati membri. Ha precisato che la gestione di tali minacce spetta alle autorità nazionali, ma che Bruxelles dispone di una “lunga esperienza di azioni di sostegno” in caso di necessità. Il ministro della difesa danese Jeppe Brus ha avvertito di un “ulteriore aggravamento di attacchi ibridi” da parte della Russia e ha indicato che, sebbene un’invasione su un paese NATO sia “improbabile”, non può essere esclusa.

Analisi strategiche

L’analista britannico Keir Giles dell’Accademia di Difesa del Regno Unito, ha osservato che la Russia non punta necessariamente ai paesi più “in linea di attacco”, ma a “quel punto più debole dell’Europa”. Il segretario generale della NATO, Mark Rutte ha già avvertito più volte che un drone russo impiegherebbe solo dieci minuti in più per raggiungere Madrid rispetto a Varsavia, indicando che l’intero continente è potenzialmente esposto dopo l’invasione dell’Ucraina del 2022.

Gli episodi precedenti e la vulnerabilità del bacino mediterraneo

Il concetto di lanciare droni da piattaforme marittime non è nuovo per Mosca. All’inizio dell’anno è stato individuato un velivolo di ricognizione partito da una nave russa nello Stretto di Öresund. Inoltre, 19 droni privi di munizioni sono stati avvistati nello spazio aereo della Polonia e il tentato attacco all’aeroporto tedesco di Lipsia/Halle ha visto un drone carico di esplosivi avvicinarsi a un aereo di trasporto ucraino. Recentemente, una stazione di Starlink in Polonia è stata incendiata, con gli investigatori che sospettano un coinvolgimento russo, mentre droni sono stati individuati nello spazio aereo della Romania e della Moldova, con uno di essi che è esploso.

L’insieme di questi episodi dimostra una vulnerabilità crescente lungo il Mediterraneo dove le rotte commerciali sono intense e la presenza di numerose basi logistiche rende la regione un bersaglio attraente per operazioni di attacco simbolico. La prossima stagione elettorale in Francia, Spagna e Italia (2027) aggiunge una dimensione politica al rischio, poiché un eventuale incidente potrebbe influenzare la percezione della sicurezza nazionale e le dinamiche di voto.

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.