Salta al contenuto
10 Giugno 2026

Artemis III: il ruolo cruciale di Luca Parmitano e dell’Europa nello spazio

Luca Parmitano, astronauta italiano dell'ESA, sarà il pilota della missione Artemis III. La missione, prevista per il 2027, testerà in orbita terrestre bassa le capacità di rendez-vous e docking tra la navetta Orion e i sistemi di allunaggio commerciali di Blue Origin e SpaceX.

Artemis III: il ruolo cruciale di Luca Parmitano e dell'Europa nello spazio

La missione Artemis III della NASA rappresenta un passo fondamentale non solo per il programma lunare, ma anche per la collaborazione transatlantica nello spazio. Con la nomina di Luca Parmitano come pilota, l’Europa si posiziona al centro di questa avventura spaziale, dimostrando il suo peso crescente nelle architetture spaziali abitate di nuova generazione.

Annunciato il 9 giugno 2026, l’equipaggio di Artemis III, previsto per il 2027, include il comandante Randy Bresnik e gli astronauti NASA Frank Rubio e Andre Douglas. Bob Hines è stato designato come membro di riserva. Questa missione, sebbene non preveda un allunaggio, è cruciale per testare le capacità di rendez-vous e docking tra la navetta Orion e i sistemi di allunaggio commerciali sviluppati da Blue Origin e SpaceX.

Il ruolo strategico di Luca Parmitano

La scelta di Parmitano non è solo simbolica. Come pilota, sarà responsabile di manovre complesse, procedure di avvicinamento e integrazione tra sistemi, oltre alla gestione di fasi ad alta pressione. Il suo profilo, costruito tra aviazione militare, test flight e lunga permanenza nello spazio, lo rende un elemento chiave per la missione. Ha trascorso 366 giorni in orbita in due missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale, effettuando sei attività extraveicolari per oltre 30 ore complessive, e ha ricoperto il ruolo di comandante della Stazione.

Dopo il rientro, Parmitano ha lavorato come collegamento ESA al Johnson Space Center della NASA a Houston, acquisendo esperienza in supporto operativo, addestramento e interfaccia con gli equipaggi. La sua assegnazione a Artemis III è un riconoscimento dell’esperienza europea nel volo umano. Parmitano ha definito la missione “un sogno” per un pilota collaudatore, sottolineando l’importanza di ogni fase per validare procedure e interfacce cruciali per il ritorno umano sulla Luna.

La missione in orbita terrestre bassa

Artemis III segna un cambiamento nella logica dei programmi spaziali abitati. Prima di raggiungere la superficie lunare, la missione testerà in orbita terrestre bassa le capacità di rendez-vous e docking. La NASA utilizzerà il razzo SLS per lanciare Orion dal Kennedy Space Centercon quattro astronauti a bordo.

Una volta completati i controlli del veicolo, Orion dovrà incontrare e agganciare versioni di test dei lander commerciali. Secondo la NASA, la missione potrebbe coinvolgere uno o entrambi i sistemi in sviluppo da Blue Origin e SpaceX. La sequenza prevista è ambiziosa: il lander pathfinder di Blue Origin sarà lanciato per primo e attenderà in orbita. Orion raggiungerà il veicolo e resterà agganciata per circa due giorni, permettendo prove e dimostrazioni. Successivamente, toccherà al pathfinder Starship di SpaceX, con una fase di collegamento e check-out di circa un giorno.

La durata complessiva della missione dovrebbe essere di circa due settimane, ma potrebbe variare in base alle finestre di lancio, alle manovre e alle operazioni di docking. Il rientro avverrà con ammaraggio nell’Oceano Pacifico e recupero da parte della NASA e della Marina statunitense.

Il contributo europeo a Orion

Il contributo europeo non si limita alla presenza di Parmitano. L’ESA fornirà anche il terzo European Service Module (Esm-3), componente essenziale per Orion. Questo modulo fornisce potenza, propulsione, controllo termico, aria e acqua per l’equipaggio, rendendolo una componente abilitante per le fasi operative del volo.

La filiera industriale coinvolta dà alla missione una chiara dimensione di space economy. Secondo l’ESA, il programma coinvolge contributi da 13 Stati membri20 principali contractor e oltre 100 fornitori. La struttura del modulo è prodotta da Thales Alenia Space a Torino, mentre l’assemblaggio finale è affidato ad Airbus a Brema. L’Esm-3 è già negli Stati Uniti, dopo essere partito da Brema nell’agosto 2026 a bordo della nave Canopée e aver completato test acustici nel settembre 2026.

Per l’Italia, il valore è duplice: c’è il profilo dell’astronauta Parmitano e la partecipazione industriale con Torino nella catena produttiva di Orion. In un mercato spaziale sempre più competitivo, questi ruoli consolidano competenze difficili da replicare.

Blue Origin e SpaceX: la prova dei lander commerciali

Uno degli elementi più rilevanti di Artemis III riguarda il ruolo dei lander commerciali. Blue Origin sviluppa una versione abitata del lander Blue Moon, mentre SpaceX lavora alla versione lunare di Starship. Entrambi i sistemi sono essenziali per le future missioni sulla superficie lunare.

Il test in orbita terrestre serve a verificare interfacce, software, comunicazioni, propulsione e procedure tra veicoli diversi. È una sfida tecnica e organizzativa, poiché la NASA dovrà coordinare lanci multipli, finestre operative e integrazione tra architetture sviluppate da soggetti distinti. Il successo di Artemis III darà indicazioni decisive sulla maturità del modello ibrido, dove la NASA mantiene il ruolo di architetto e integratore, mentre l’industria privata sviluppa componenti centrali.

Artemis IV, prevista per il 2028, sarà la prima missione con equipaggio destinata al Polo Sud lunare. Artemis III è dunque una missione ponte, che prepara il sistema per raggiungere questo obiettivo strategico. Il Polo Sud lunare è centrale nella competizione spaziale dei prossimi anni, concentrando interesse scientifico, logistico e industriale.

In questo quadro, la missione di Parmitano assume un significato più ampio. Il pilota europeo contribuirà a validare le operazioni che permetteranno agli equipaggi futuri di raggiungere la superficie lunare, abilitando una nuova fase per la presenza europea nello spazio.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.