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31 Luglio 2026

Autonomia spaziale europea: Italia e Francia uniscono le forze

Adolfo Urso e Philippe Baptiste si incontrano al Centro Spaziale del Fucino per discutere della cooperazione spaziale tra Italia e Francia.

Autonomia spaziale europea: Italia e Francia uniscono le forze

In un momento cruciale per la sovranità europea nello spazio Italia e Francia stanno rafforzando la loro collaborazione. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro francese dell’Istruzione superiore, della ricerca e dello spazio, Philippe Baptiste, si sono incontrati al Centro Spaziale del Fucino di Telespazio, parte del Gruppo Leonardo, in provincia dell’Aquila.

La visita, avvenuta alla presenza del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, è stata organizzata da Leonardo e Telespazio presso l’hub abruzzese. Questo incontro rappresenta un passo significativo verso la garanzia dell’autonomia strategica europea nelle tecnologie spaziali.

L’importanza del Centro Spaziale del Fucino

Il Centro Spaziale del Fucino è un’eccellenza europea nella gestione delle costellazioni satellitari, tra cui Galileo e Cosmo-SkyMed. Questo centro, gestito con grande competenza da Telespazio, azienda italo-francese del Gruppo Leonardo, rappresenta una testimonianza concreta dell’intesa tra Italia e Francia.

Adolfo Urso ha sottolineato che “la visita di oggi conferma l’importanza del rapporto tra Italia e Francia per garantire l’autonomia strategica europea sullo spazio, come dagli impegni sottoscritti al vertice bilaterale di governo di Antibes”. Ha inoltre evidenziato che “le sfide della nuova economia dello spazio richiedono visione, capacità industriale e una sempre maggiore integrazione tra i nostri sistemi”.

Philippe Baptiste ha ribadito l’importanza di un’Europa sovrana nello spazio, in grado di controllare le sue infrastrutture critiche, le sue costellazioni e i suoi lanciatori. “Lo spazio è oggi al centro della nostra sovranità europea e le relazioni italo-francesi ne sono uno dei pilastri più solidi”, ha dichiarato Baptiste.

La cooperazione italo-francese nei principali dossier spaziali

Durante la giornata, i ministri Urso e Baptiste hanno tenuto un incontro bilaterale per fare il punto sui principali dossier di cooperazione nel settore spaziale. Questo è stato il sesto confronto tra i due ministri nel 2026, a conferma dell’intensità del dialogo tra le parti alla vigilia del Summit di Parigi del 9 e 10 settembre.

Nel corso del confronto è emerso il comune impegno dei due Paesi a una partecipazione sempre più attiva al programma Iris2 attraverso il pieno coinvolgimento dei rispettivi ecosistemi industriali nazionali. Il Centro di Controllo del Fucino è stato valorizzato come nodo strategico dell’architettura Iris2, consolidando il ruolo industriale italiano nella gestione operativa della costellazione.

Il ministro Urso ha richiamato l’importanza strategica del settore dei lanciatori e della continuità delle forniture necessarie al programma Vega-C sottolineando il valore della filiera industriale italiana e il ruolo di una cooperazione europea sempre più integrata.

L’intesa di Antibes sui satelliti

A fine giugno, i ministri Urso e Baptiste si sono fermati ad Antibes per firmare un’intesa che aggiorna il documento sottoscritto a marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questa dichiarazione guarda a tre snodi principali: Iris2, i lanciatori e il progetto Bromo.

Iris2 rappresenta la terza grande infrastruttura spaziale dell’Unione europea, dopo Galileo e Copernicus. La Commissione europea ha firmato il contratto di concessione con il consorzio SpaceRise per una costellazione multi-orbita. Il sistema dovrà combinare satelliti in orbita bassa e media, con servizi operativi attesi all’inizio del prossimo decennio.

Il progetto Bromo è un’alleanza industriale promossa da Thales, Airbus e Leonardo. L’obiettivo è integrare satelliti, sistemi spaziali e servizi, escludendo i lanciatori. La nuova entità dovrebbe riunire competenze oggi distribuite tra Airbus Defence and Space, Thales Alenia Space, Telespazio e altre attività collegate.

La cooperazione tra Italia e Francia è parte di una rete più ampia di collaborazioni spaziali. La più strategica resta quella con gli Stati Uniti, con la firma di uno Statement of Intent con la Nasa sulla cooperazione per la superficie lunare. Cresce anche il fronte asiatico, con collaborazioni con il Giappone e gli Emirati Arabi Uniti.

L’Italia arriva a questa fase con una posizione non marginale. La filiera nazionale copre segmenti diversi: satelliti, lanciatori, servizi a valore aggiunto, osservazione della Terra, telecomunicazioni, navigazione e infrastrutture lunari. Questa pluralità è un punto di forza, ma può diventare un limite nei mercati spaziali emergenti.

La space economy non è più un settore separato. Entra nelle telecomunicazioni, nella cybersicurezza, nella difesa, nell’agricoltura di precisione, nella gestione climatica e nella logistica. I dati satellitari alimentano decisioni pubbliche e modelli di business privati. Le comunicazioni sicure diventano infrastruttura per governi e imprese critiche.

La collaborazione con la Francia ha un valore che supera il singolo accordo. Serve a posizionare l’Italia dentro le decisioni europee che definiranno standard, risorse e priorità. Il rischio, altrimenti, è restare fornitori qualificati ma non determinanti nella governance dei grandi programmi.

Autore

Martina Marchesi

Martina Marchesi ha guidato la squadra che ha coperto il piano urbanistico di Firenze, sostenendo una linea editoriale basata sull'analisi documentale. Vicedirettrice, porta un dettaglio personale riconoscibile: una mappa manoscritta dei rioni fiorentini nella sua agenda.