Il traffico dati in Italia sta crescendo a ritmo sostenuto, spinto da streaming, cloud, data center e dall’arrivo di nuovi sistemi di cavi sottomarini. Per far fronte a questa domanda, Open Fiber ha lanciato nel 2025 il progetto Backbone 2.0 una vera e propria spina dorsale della rete nazionale, pensata per trasportare grandi volumi di informazioni su lunghe distanze.
Stato di avanzamento del progetto Backbone 2.0
Il piano prevede più di 3.200 km di nuove fibre ottiche lungo il territorio. Al 23 settembre 2026, l’azienda ha già posato oltre 2.000 km coprendo le principali direttrici tra le città più importanti. Le prime linee operative sono state messe in funzione già nel 2025, e l’obiettivo è completare l’intera dorsale entro il primo semestre . Questa capacità aggiuntiva non rappresenta solo più bandwidth ma anche un incremento della resilienza grazie a percorsi alternativi.
Rotte già operative
Le sei direttrici attualmente attive collegano:
- Genova-Roma (via Sestri Levante, La Spezia, Livorno, Follonica, Grosseto e Tuscania)
- Milano-Genova
- Milano-Bologna (attraverso Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena)
- Bologna-Roma (via Firenze, Arezzo e Viterbo)
- Milano-Padova (attraverso Bergamo e Vicenza)
- Padova-Bologna
Le tratte coprono sia l’area settentrionale che quella centrale del Paese, garantendo una connessione diretta e ad alta capacità tra i principali poli economici.
Perché una nuova dorsale è fondamentale per l’economia digitale
La crescita dei data center e l’introduzione di cavi sottomarini che approdano sulle coste italiane richiedono una rete in grado di gestire volumi di traffico molto più elevati rispetto al passato. Backbone 2.0 risponde a queste esigenze creando percorsi multipli che riducono i colli di bottiglia e migliorano la latency. Inoltre, la particolare architettura consente l’implementazione di servizi con latency garantita e una gestione dinamica dei percorsi, caratteristiche sempre più richieste da applicazioni critiche come l’industria 4.0 e le piattaforme di trading ad alta frequenza.
La visione di Open Fiber e le prospettive future
Andrea Lazzaroli, Head of Business Marketing di Open Fiber, ha dichiarato: «La crescita dei volumi di dati e lo sviluppo di nuovi servizi e data center stanno trasformando le esigenze delle reti di telecomunicazioni. Non basta aumentare la banda disponibile: servono infrastrutture con maggiore capacità, più flessibili e diversificate». Il progetto prevede anche l’offerta di fibra spenta su tratte a lunga distanza, permettendo a clienti enterprise di gestire direttamente la connettività in base alle proprie necessità.
Le ultime tappe previste includono la realizzazione della direttrice adriatica Bologna-Bari che attraverserà Ancona, e la tratta Genova-Torino. Una volta completate, la rete supererà i 3.200 km totali, offrendo una copertura capillare e una flessibilità senza precedenti per supportare l’intera catena di valore digitale, dal data center nazionale fino al “ultimo miglio” della fibra verso imprese e cittadini.



