La settimana che va dal 29 giugno al 3 luglio 2026 mette sotto i riflettori i movimenti del mercato del lavoro statunitense e le rilevazioni dei PMI per l’Eurozona, con un calendario fitto di appuntamenti istituzionali. Oltre alle letture macro, l’agenda include interventi di esponenti della Banca centrale europea e la chiusura di Wall Street per il giorno dell’Indipendenza, che quest’anno cade di sabato.
Dati del lavoro Usa: NFP, tasso di disoccupazione e salario orario
Il momento clou della settimana arriva giovedì 2 luglio, con la pubblicazione dei Non-Farm Payrolls (NFP) del tasso di disoccupazione e del salario orario medio relativi a giugno. Le stime di consenso indicano una creazione netta di occupazione intorno a 115mila posti, un tasso di disoccupazione stabile al 4,3% e una crescita annua del salario medio del 3,5%. Questi numeri si confrontano con i precedenti 172mila nuovi posti e una crescita salariale al 3,4%.
Accanto ai NFP, nella stessa giornata saranno rese note le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione settimanali, attese in lieve aumento a circa 220mila unità rispetto alle 215mila precedenti. Gli operatori guarderanno con attenzione a queste letture: un mercato del lavoro ancora solido può influenzare le aspettative sul percorso dei tassi della Federal Reserve e condizionare la volatilità dei mercati finanziari.
Agenda macro e indicatori chiave: Europa e Stati Uniti
La settimana propone una sequenza di pubblicazioni distribuite tra fine giugno e inizio luglio. Martedì 30 giugno è prevista la pubblicazione della fiducia dei consumatori elaborata dal Conference Board, con una stima in aumento da 93,1 a 94,3 punti. Sempre martedì arriverà il dato sulle aperture di posti di lavoro JOLTS atteso in calo da 7,618 a circa 7,275 milioni.
Mercoledì 1° luglio si attendono i dati finali sugli S&P Global PMI manifatturiero dell’Eurozona (previsto stabile a 51,3 punti) e l’inflazione preliminare di giugno per la zona euro: il tasso headline è stimato in flessione dal 3,2% al 3,0% mentre l’indice core dovrebbe rimanere stabile al 2,6%. Per gli Stati Uniti, il report ADP sull’occupazione privata è previsto in lieve calo (da 122mila a 118mila), e l’ISM manifatturiero potrebbe registrare una piccola discesa (da 54 a 53,8 punti).
PMI composito dell’Eurozona e dinamiche settoriali
I dati dei PMI relativi a giugno mostrano segnali di stabilizzazione per l’area: l’indice composito destagionalizzato è salito a 50 punti dopo il 48,5 di maggio, segnando la prima uscita dal territorio di contrazione dall’inizio della primavera. La tenuta è stata guidata dalla ripresa del settore manifatturiero che ha compensato un terziario ancora in calo ma meno intenso rispetto al mese precedente (49,4 punti per i servizi).
La dinamica è stata trainata soprattutto da alcune economie periferiche, con Italia, Spagna e Irlanda che hanno contribuito maggiormente alla stabilizzazione, mentre economie più grandi come Germania e Francia restano in territorio negativo ma con contrazioni più contenute. Un elemento da segnalare è il rallentamento dell’inflazione dei costi nel terziario, che ha mostrato la diminuzione più marcata nelle serie storiche recenti, e un aumento degli ordini che però è rimasto debole, con una flessione dei nuovi ordini per il quarto mese consecutivo.
Forum della BCE a Sintra e interventi dei vertici
Nel corso della settimana si terrà a Sintra l’appuntamento annuale legato alla BCE che attirerà l’attenzione dei mercati per i discorsi e i commenti dei membri della banca centrale. Il calendario dei relatori include interventi distribuiti tra lunedì e venerdì: tra gli interventi programmati sono previsti vari esponenti della Bce con letture concentrate in diversi giorni della settimana e una serie di dichiarazioni che gli operatori seguiranno per cogliere segnali su politica monetaria e prospettive di inflazione.
Va inoltre considerato che venerdì 3 luglio Wall Street resterà chiusa a causa del Giorno dell’Indipendenza (caduto di sabato), con possibili effetti sulla liquidità e sui volumi delle ultime sedute della settimana in Europa.
Implicazioni per mercati e operatori
Complessivamente, la combinazione di dati occupazionali Usa letture PMI dell’Eurozona e gli interventi istituzionali crea una finestra di volatilità potenziale per i mercati azionari e obbligazionari. Un NFP più solido delle attese potrebbe rafforzare il dollaro e spingere al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato Usa, mentre segnali di stabilità nella crescita europea potrebbero alleggerire le pressioni sulla politica monetaria della Bce. Per gli investitori sarà cruciale monitorare la qualità dei dati oltre ai numeri grezzi: variazioni nei salari medi, nella partecipazione al mercato del lavoro e nella componente core dell’inflazione possono modificare rapidamente le attese sui tassi.



