Il Ministero dell’Industria e dell’Information Technology (Miit) ha indicato un percorso che riconfigura il ruolo delle telco in Cina: non più solo trasporto dati, ma piattaforme che integrano calcolomodelli e servizi verticali. Nel piano triennale per il periodo 2026-2028 l’obiettivo dichiarato è raggiungere una prima fase di intelligenza autonoma di alto livello nelle reti di informazione e comunicazione, promuovendo applicazioni operative e strumenti di gestione intelligente.
La strategia definisce target concreti e misurabili: sviluppare oltre 30 scenari applicativi ad alto valore, creare agenti specializzati e garantire nelle aree metropolitane una copertura di almeno il 75% per l’accesso alla potenza di calcolo con latenza di un millisecondo. Queste metriche collegano l’investimento infrastrutturale a risultati industriali. La visione considera rete, calcolo e dati come elementi di un’unica infrastruttura digitale nazionale.
Obiettivi tecnici specifici del piano Miit per il periodo 2026-2028
Tra i punti centrali vi è la trasformazione delle reti in sistemi sempre più autonomi, con funzioni di pianificazione intelligentegenerazione automatica dei progetti di rete e gestione predittiva delle risorse. Il piano sottolinea la necessità di ridurre l’intervento manuale nelle operazioni di rete per aumentare la resilienza e l’efficienza operativa. L’intento è che le reti possano riconfigurarsi dinamicamente in funzione della domanda, prevenire anomalie e distribuire risorse dove necessario.
Target di latenza e distribuzione del calcolo
Un indicatore chiave è la copertura metropolitana per l’accesso alla potenza di calcolo con latenza di un millisecondo. Per raggiungere questo standard il piano promuove una distribuzione capillare delle capacità computazionali, cioè edge computingindispensabile per applicazioni come visione artificiale e robotica industriale. L’accesso a calcolo a bassa latenza diventa il fattore che separa le sperimentazioni dai servizi industriali operativi.
Infrastrutture, numeri e tecnologie richiamate
Nel documento ministeriale la strategia collega la convergenza AI-rete a tecnologie come 5G-A, 6G, nuove reti ottiche e IPv6+. La Cina dispone già di una base infrastrutturale estesa: sono stati superati i 5 milioni di siti radio 5G e sono in uso trasmissioni a 400 Gbps su dorsali geografiche. Sul fronte del calcolo, la capacità indicata in formato Fp16 raggiunge i 1.882 Eflops. Questi numeri vengono richiamati per motivare la transizione dalla ricerca all’industrializzazione delle soluzioni integrate.
Integrazione di rete, sensing e calcolo
Il piano individua la traiettoria verso reti che combinino comunicazione, sensing e intelligenza distribuita, mettendo l’accento sulle architetture che favoriscono l’orchestrazione tra livelli cloud ed edge. Diventano cruciali gli standard architetturali e le filiere che consentono di implementare piattaforme in grado di servire settori come manifattura, sanità, mobilità e pubblica amministrazione.
Agenti intelligenti, dati e governance
Il documento prevede lo sviluppo di agenti intelligenti specializzati per coordinare operazioni di rete, supportare manutenzione e ottimizzare consumi. Il Miit sottolinea la ricerca su collaborazione tra modelli di taglia diversa e su sistemi multi-agente, con l’obiettivo di combinare modelli piccoli in edge per decisioni rapide e modelli più grandi in cloud per analisi complesse. Questa architettura distribuita è considerata più adatta per applicazioni operative.
Dataset settoriali come infrastruttura parallela
Parallelamente alla strategia delle telecomunicazioni, è stata indicata la promozione di dataset settoriali di alta qualità entro il 2028. La disponibilità di dati validati per manufattura, energia, trasporti e altri settori è vista come condizione necessaria: senza dataset affidabili gli agenti rischierebbero di produrre automazioni fragili. Perciò, dati, calcolo e rete vengono pensati come tre componenti integrate di un’unica infrastruttura digitale nazionale.
Sicurezza, filiera e impatto per gli operatori
Il piano mette al centro anche la governance e la sicurezza: reti più programmabili e agenti autonomi aumentano la superficie di rischio e richiedono controlli, standard e certificazioni adeguate. L’iniziativa individua compiti operativi in aree che comprendono l’aggiornamento intelligente dell’industria delle comunicazioni e il rafforzamento delle basi per lo sviluppo dell’AI. Per le telco il passaggio implica investimenti in software, sensori, piattaforme di orchestrazione e nuove competenze lungo l’intera filiera.
La prospettiva è che la connettività si trasformi in offerta integrata di calcolo, sicurezza, dati e modelli, con potenziali ricavi derivanti da servizi verticali. Tuttavia, il successo dipenderà dalla capacità degli operatori di dimostrare valore misurabile alle imprese e di innovare i modelli commerciali oltre la semplice vendita di banda.


