Il governo ha presentato una versione rivista del decreto legislativo sulla riforma Irpef che è stata aggiornata dopo circa quindici mesi di stallo e sottoposta a nuovo esame a livello nazionale, con effetti diretti su Regioni e Comuni. Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2026.
La misura interessa la ripartizione dei flussi fiscali tra Stato e autonomie e mira a sostituire alcuni trasferimenti statali con meccanismi di compartecipazione al gettito Irpef. La novità è centrale per gli equilibri di finanza territoriale e per la gestione di servizi locali quali il trasporto e il diritto allo studio.
Modifiche principali nel decreto rivisto
La nuova proposta amplia la base della Irpef regionalizzata includendo voci di spesa finora gestite con trasferimenti specifici. Tra le introduzioni previste vi sono la quota non sanitaria della compartecipazione Iva, quantificata in circa 424 milioni di euro annui, un fondo per la fornitura gratuita dei libri di testo da 110 milioni annui e un fondo unico per il diritto allo studio da 34 milioni annui. Il testo prevede inoltre il mantenimento di un fondo destinato al trasporto pubblico locale (Tpl) in forma stabile, con la possibilità di monitorare e rivedere le aliquote di compartecipazione entro ottobre 2028.
Reazioni di Regioni e Comuni
Le Regioni hanno espresso perplessità sulla staticità delle risorse assegnate, evidenziando che la dotazione non si adegua automaticamente all’aumento dell’imponibile nel tempo. I territori hanno segnalato il rischio che la cristallizzazione del fondo Tpl riduca le capacità operative dei Comuni, che attualmente gestiscono molte componenti del servizio locale. I Comuni hanno inoltre lamentato la mancanza di una quota Irpef riservata direttamente ai municipi, a differenza delle Regioni e delle Province.
Iter legislativo e prospettive
Secondo la legge delega, se il confronto in Conferenza Unificata non giunge a intesa entro 30 giorni il governo potrà comunque approvare il testo in Consiglio dei Ministri e inviarlo alle commissioni parlamentari competenti. È stata proposta l’istituzione di un Tavolo tecnico per la fiscalizzazione dei trasferimenti, misura che però resta al momento disattivata e accolta con scetticismo dagli enti locali.
Implicazioni macroeconomiche e valutazioni internazionali
Il contesto macroeconomico internazionale e le indicazioni degli organismi di vigilanza richiedono attenzione. La manovra si inserisce in una fase di crescita moderata dell’economia nazionale e in uno scenario caratterizzato da livelli elevati di debito pubblico. Le raccomandazioni di politica economica suggeriscono di accompagnare i cambiamenti strutturali nella fiscalità con misure di consolidamento e di efficienza nella spesa pubblica, per preservare gli equilibri di finanza pubblica e limitare impatti sui servizi locali.
Il governo ha annunciato un monitoraggio delle nuove regole e la possibile revisione delle aliquote entro il 2028; intanto il dibattito tra Stato, Regioni e Comuni continua ad animare le fasi successive dell’iter legislativo.



