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12 Giugno 2026

Come il Politecnico di Torino misura l’affidabilità dell’intelligenza artificiale per le auto

Il Politecnico di Torino ha vinto il Best Paper Award per una metodologia che quantifica i rischi dei soft errors nell'AI di bordo

Come il Politecnico di Torino misura l'affidabilità dell'intelligenza artificiale per le auto

La diffusione delle funzioni avanzate di assistenza alla guida rende la affidabilità dell’Intelligenza artificiale un requisito imprescindibile per l’industria automotive. Non basta che i modelli vedano e decidano: devono farlo con continuità e in condizioni difficili, riducendo il rischio che errori temporanei compromettano il comportamento del veicolo. In questo contesto il Politecnico di Torino ha sviluppato e validato una metodologia che affronta proprio la misura dei rischi legati all’hardware e al software di bordo, ottenendo un riconoscimento internazionale che evidenzia l’urgenza del tema.

Il lavoro premiato, intitolato Estimating the Impact of Soft Errors on AI-based Perception in Automotive, è stato insignito del Best Paper Award alla conferenza IEEE LATS 2026. La ricerca è stata condotta all’interno del Centro CARS (Center for Automotive Research and Sustainable Mobility) e mette insieme competenze di elettronica, automazione, ingegneria e intelligenza artificiale per offrire uno strumento pratico ai progettisti.

TIARA: un metodo in due passaggi per la valutazione della resilienza

La metodologia denominata TIARA (Two-step IntegrAted Reliability Assessment) nasce con l’obiettivo di quantificare e prevenire gli effetti dei soft errors sui sistemi di percezione automotive. Il principio è semplice nella sua idea e sofisticato nell’implementazione: combinare una fase preliminare a basso costo computazionale con una successiva analisi di dettaglio solo sui punti critici. In questo modo è possibile bilanciare l’esigenza di precisione con quella di sostenibilità computazionale, offrendo ai team di progetto una panoramica rapida delle vulnerabilità seguita da prove mirate dove conta davvero.

Fase 1: analisi rapida e selezione dei punti critici

La prima fase di TIARA è pensata come un filtro che identifica i componenti e le condizioni più sensibili all’insorgenza di malfunzionamenti. Attraverso tecniche di fault injection semplificata e metriche aggregate, i ricercatori eseguono un esame statistico delle reti e dei moduli di percezione per evidenziare hotspot vulnerabili. L’obiettivo è isolare scenari che meritano investigazioni approfondite senza dover replicare in modo esaustivo tutte le possibili combinazioni di guasto, riducendo così tempi e costi nelle prime fasi di sviluppo.

Fase 2: simulazioni ad alta fedeltà sui casi critici

Una volta individuati i punti caldi, la seconda fase impiega simulazioni ad alta fedeltà e campagne di test mirate per quantificare l’impatto reale dei soft errors sul comportamento del sistema. Qui entrano in gioco modelli realistici del sensore e del software di percezione, scenari di traffico complessi e metriche di sicurezza che traducono malfunzionamenti in conseguenze operative, come ritardi di reazione o peggioramenti della traiettoria. Questo approccio gerarchico permette di ottenere stime accurate senza l’onere di simulazioni globali continue.

Validazione sul campo: il caso del Lane Centering Assistance

Per dimostrare l’efficacia di TIARA il team ha applicato la metodologia a un sistema di Lane Centering Assistance basato su modelli di visione. Attraverso milioni di simulazioni i ricercatori hanno esplorato scenari di guida diversi, mostrando che anche errori hardware rari possono produrre effetti rilevanti sulla percezione della corsia e sulle decisioni di sterzata, soprattutto in condizioni complesse come incroci, segnaletica non uniforme o forti variazioni di illuminazione. Tra gli effetti osservati figurano ritardi nella rilevazione della linea, falsi allarmi e deviazioni di traiettoria che, accumulandosi, possono aumentare il rischio di incidenti.

Implicazioni per l’industria, le norme e il team che ha firmato lo studio

Il riconoscimento ottenuto al IEEE LATS 2026 sottolinea come l’affidabilità delle AI non sia più un tema confinato ai laboratori: è diventata una necessità industriale e normativa. Standard più rigidi richiedono oggi alle case auto di dimostrare non solo performance medie, ma anche resilienza a guasti temporanei. Il lavoro nasce dall’integrazione di competenze diverse e porta la firma di Shailesh Sudhakara Hegde (Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale – DIMEAS), Dinesh Cyril Selvaraj (già al Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni – DET), Josie E. Rodriguez Condia (DAUIN), Nicola Amati (DIMEAS), Carla Fabiana Chiasserini (DET), Francesco Paolo Deflorio (DIATI) e Matteo Sonza Reorda (DAUIN). Durante la cerimonia erano presenti, tra gli altri, Matteo Sonza Reorda, Leticia Bolzani Pohels e Josie E. Rodriguez Condia.

In conclusione, TIARA rappresenta un tassello pratico per chi progetta sistemi di guida assistita: fornisce una strategia per anticipare e mitigare i rischi legati ai soft errors, facilita la conformità alle future regole e rafforza il ruolo del Centro CARS e del Politecnico di Torino nella ricerca per una mobilità autonoma più sicura e verificabile.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.