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30 Giugno 2026

Come l’AI e il liquid cooling ridefiniscono il mercato globale dei data center

La domanda di potenza di calcolo trainata dall’AI spinge investimenti record nei data center: dalla crescita della spesa globale ai numeri italiani, fino alle tecnologie di liquid cooling progettate per garantire continuità e sicurezza.

Come l’AI e il liquid cooling ridefiniscono il mercato globale dei data center

La rivoluzione digitale in corso, alimentata dall’espansione dell’intelligenza artificiale del cloud computing e dei servizi digitali, sta rimodellando l’infrastruttura IT mondiale. I data center si trovano ora al centro di questa trasformazione: non solo devono aumentare la capacità di calcolo, ma anche risolvere sfide tecniche legate all’affidabilità e al raffreddamento dei sistemi.

Le proiezioni di mercato mostrano una traiettoria netta: la spesa mondiale per apparecchiature e infrastrutture per i data center è stata di 290 miliardi di dollari nel 2026 e è attesa oltre i 1.000 miliardi entro il 2030 con un aumento superiore al 250%. Questi numeri fotografano una domanda crescente di capacità compute e di soluzioni ingegneristiche.

Allocazione degli investimenti e impatto della domanda di AI

La distribuzione del capitale per i data center evidenzia che oltre il 70% della spesa viene assorbita da server, reti e sistemi di storage: componenti che costituiscono il cuore operativo dell’infrastruttura. Solo una parte più limitata, circa il 12% è dedicata a sistemi di impianto quali alimentazione e raffreddamento. Tuttavia, l’aumento della densità di calcolo e la diffusione delle applicazioni di intelligenza artificiale generativa e di High Performance Computing stanno spostando l’attenzione verso soluzioni termiche avanzate.

Il mercato dei server, in particolare, è destinato a un’espansione significativa: da 204 miliardi di dollari nel 2026 a 987 miliardi entro il 2030 un’evoluzione che riflette la necessità di capacità computazionale superiore per sostenere progetti di GenAI e servizi hyperscale.

Il ruolo del capitale immobiliare

La spinta agli investimenti si riverbera anche sul real estate: i data center hanno raggiunto quote rilevanti nella raccolta fondi globale, arrivando a costituire il 37% della raccolta fondi nel 2026 equivalenti a circa 82 miliardi di dollari. Questo dato sottolinea come il settore non sia più solo tecnologico ma anche strategico dal punto di vista degli investimenti immobiliari.

Le sfide tecnologiche: gestione termica e soluzioni a liquido

Con server sempre più energivori, la gestione del calore diventa critica per preservare efficienza ed affidabilità. In questo contesto, le tecnologie di liquid cooling emergono come leva essenziale per le infrastrutture ad alta densità di calcolo: permettono trasferimenti termici più efficaci rispetto ai sistemi tradizionali ad aria e riducono il rischio di interruzioni operative.

La prevenzione delle perdite e la continuità del servizio sono requisiti fondamentali nelle architetture che impiegano direttamente il refrigerante su componenti sensibili. Per rispondere a queste esigenze, sono state sviluppate soluzioni di connessione e distribuzione del liquido progettate per assicurare affidabilità e sicurezza operativa.

Prodotti e standard per il thermal management

Nell’ambito delle soluzioni tecniche, alcune linee progettuali sono conformi alle specifiche dell’Open Compute Project per il liquid cooling. Tra le famiglie di prodotto citate figurano connettori rapidi e sistemi modulari pensati per applicazioni direct-to-chip e per la distribuzione tra unità di raffreddamento e rack, con meccanismi che attivano il flusso solo dopo l’accoppiamento completo e multipli dispositivi di sicurezza per limitare il rischio di fuoriuscite.

Il caso italiano e la visione industriale

L’Italia sta emergendo come hub rilevante per i data center nell’area del Mediterraneo: il mercato nazionale è stimato crescere da 7,5 miliardi di dollari nel 2026 a 8,5 miliardi nel 2026 per avvicinarsi poi a circa 15 miliardi entro il 2031 con un tasso annuale composto previsto del 12,1% tra il 2026 e il 2031. Anche la capacità di carico IT riflette questa dinamica, passando da 1,08 mila megawatt nel 2026 a 4,09 mila megawatt entro il 2030 con un CAGR del 30,5%.

Questa crescita è trainata dall’espansione del cloud hyperscale, dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione e dalla domanda di potenza di calcolo per applicazioni AI. In questo panorama, aziende italiane con esperienza storica nel settore della meccanica e della connessione idraulica stanno riconfigurando le proprie offerte per rispondere alle esigenze del mercato: in particolare, una società fondata nel 1951 ha lanciato una divisione dedicata al thermal management.

Dichiarazioni e prospettive

Nel commentare le trasformazioni in atto, Nicola Salvaggio, Business Development Director for Thermal Management di Faster, ha affermato: “Serve un salto quantico nell’ingegnerizzazione degli impianti” e ha aggiunto che “L’AI ridefinisce i requisiti tecnologici dei data center“. Queste parole sintetizzano la necessità di ripensare componenti, processi e standard per sostenere infrastrutture sempre più critiche.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.