Quando si parla di intelligenza artificialeIoTdigital twin o calcolo quantistico spesso ci si concentra solo sugli aspetti più visibili. Tuttavia, dietro ogni applicazione avanzata e ogni servizio digitale che utilizziamo quotidianamente, c’è un complesso lavoro infrastrutturale che ne consente il funzionamento e ne determina le prestazioni.
Questa consapevolezza è al centro del nuovo paper di Anitec-Assinform“Le infrastrutture digitali come fattore abilitante per l’evoluzione delle tecnologie avanzate”, presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e realizzato dal Gruppo di Lavoro Infrastrutture e Radiocomunicazioni con il contributo dei Gruppi di Lavoro Intelligenza Artificiale e Sostenibilità.
L’importanza strategica delle infrastrutture digitali
Le infrastrutture digitali moderne, come data centerreti di nuova generazionesistemi di sicurezza evoluti e architetture distribuite sono fondamentali per il funzionamento delle tecnologie avanzate. Ad esempio, l’intelligenza artificiale generativa richiede potenza di calcolo elevata, capacità di archiviazione dati ad alte prestazioni, reti velocissime e sicurezza lungo tutta la catena, il tutto con la massima efficienza energetica possibile.
La diffusione dei modelli di AI sta cambiando i flussi di traffico delle reti, con un aumento delle applicazioni di generazione di immagini e video e servizi robotici che richiedono capacità di trasmissione dati crescenti in entrambe le direzioni. Lo stesso vale per l’IoT le tecnologie immersive, i digital twin, la blockchain e il quantum computing. In tutti questi ambiti, il limite non è mai nel potenziale della tecnologia in sé, ma nella disponibilità di infrastrutture adeguate.
L’Italia e le infrastrutture digitali: opportunità e sfide
L’Italia non parte da zero. Negli ultimi anni, il Paese ha registrato progressi tangibili nella diffusione della fibra ottica, nell’espansione delle reti ad altissima capacità e nella crescita dei nodi edge sul territorio. Nonostante le tempistiche amministrative dilatate e le incertezze regolatorie persistenti, l’Italia si sta affermando come una delle nuove frontiere dei data center in Europa, con investimenti stimati tra 22 e 25 miliardi di euro nei prossimi 3-5 anni e una spesa per la costruzione di nuove server farm attesa in crescita del 30% nel solo 2026.
La posizione geografica dell’Italia, al centro del Mediterraneo, la rende uno snodo strategico per le infrastrutture di rete sottomarina. Questa collocazione, se accompagnata da investimenti coerenti in data center, cavi sottomarini, punti di approdo e capacità di calcolo, può tradursi in un vero e proprio vantaggio competitivo. L’Italia ha le carte in regola per proporsi come hub infrastrutturale digitale nel contesto internazionale.
Le sette priorità per una strategia nazionale sulle infrastrutture digitali
Per sfruttare appieno queste opportunità, le infrastrutture digitali devono essere riconosciute come una priorità nazionale. Il paper di Anitec-Assinform individua sette direttrici di intervento:
Continuità operativa per servizi digitali essenziali
La prima direttrice riguarda la continuità operativa delle infrastrutture e dei servizi digitali in situazioni di emergenza. È necessario sviluppare un framework nazionale che identifichi gli ambiti digitali essenziali, rafforzi il coordinamento tra attori pubblici e privati e promuova un modello infrastrutturale più distribuito sul territorio.
Appalti pubblici orientati a resilienza e qualità
La seconda direttrice riguarda gli appalti pubblici: è necessario superare una logica orientata esclusivamente al costo per integrare criteri legati alla resilienza, alla continuità operativa e alla qualità infrastrutturale nel medio-lungo periodo.
Capacità di calcolo e AI Factory per i distretti produttivi
Un terzo asse riguarda il rafforzamento della capacità di calcolo e dell’ecosistema AI, favorendo l’accesso diffuso alle risorse computazionali attraverso una rete capillare di AI Factory coordinate con i distretti produttivi territoriali.
Regole più semplici per le reti infrastrutturali
La quarta proposta riguarda la semplificazione e l’armonizzazione del quadro normativo nel dominio delle reti infrastrutturali, riducendo la complessità procedurale e garantendo certezza nei tempi autorizzativi.
Investimenti in data center tra autorizzazioni, energia e fisco
Il quinto fronte è quello delle misure a sostegno degli investimenti in data center, dove i vincoli principali restano tre: la complessità degli iter autorizzativi, il costo dell’energia e l’incertezza del quadro fiscale.
Competenze tecniche per fibra, 5G, cloud ed edge
La sesta direttrice riguarda lo sviluppo del capitale umano per le infrastrutture digitali. Le reti fisiche che sostengono il digitale richiedono competenze specialistiche oggi in forte sofferenza, con oltre il 60% delle aziende che fatica a trovare personale tecnico adeguato.
Calcolo quantistico e sicurezza delle reti nazionali
Infine, la settima direttrice riguarda le infrastrutture quantistiche e la loro integrazione nel sistema nazionale del calcolo avanzato. Occorre favorire l’integrazione tra i computer quantistici e le infrastrutture di calcolo tradizionali.
Investire nelle infrastrutture digitali non significa soltanto abilitare l’innovazione tecnologica: significa rafforzare la capacità del sistema Paese di governare la trasformazione digitale, attrarre investimenti e generare valore economico e sociale nel lungo periodo. Serve una visione strategica, servono decisioni rapide e serve, soprattutto, un’azione coordinata tra tutti gli attori dell’ecosistema.

