Il sistema predisposto da Invitalia per le startup si basa su due elementi complementari: un ampio network di partner e misure agevolative dedicate come Smart&Start Italia. La rete di adhersioni è stata pensata per mettere in relazione imprenditori, investitori e strutture di supporto, mentre lo strumento finanziario punta a sostenere progetti ad alto contenuto tecnologico. Il coinvolgimento di incubatori, acceleratori, business angel e fondi di investimento amplia le possibilità di crescita delle neoimprese, ma ciascuna categoria di soggetto deve soddisfare specifici requisiti per poter essere ammessa al sistema.
Requisiti e profili dei partner ammessi nel network di Invitalia
Il network comprende una varietà di soggetti: incubatori e acceleratori (certificati e non), associazioni di business angelfondi di investimento e SGR centri di trasferimento tecnologico, competence center, parchi tecnologici, corporate e agenzie pubbliche di sviluppo. Per essere ammessi, i soggetti devono rispettare condizioni precise: ad esempio, incubatori non certificati devono avere almeno dieci startup innovative in portafoglio e un impegno finanziario diretto o pubblico di almeno 300.000 euro; associazioni di business angel devono contare almeno 35 associati e aver completato almeno venti operazioni negli ultimi tre anni; i fondi devono avere alle spalle almeno quindici investimenti in startup negli ultimi tre anni per un valore complessivo superiore a 10 milioni di euro. Queste soglie sono concepite per garantire che i partner abbiano esperienza operativa e capacità di accompagnamento.
Ruolo operativo e valutazione delle corporate e delle agenzie pubbliche
Le corporate vengono valutate con una griglia articolata in sette criteri, con un punteggio minimo necessario per l’ammissione, mentre le agenzie e le finanziarie di sviluppo pubbliche devono dimostrare programmi, risorse e risultati concreti in ricerca, innovazione o supporto finanziario. I centri di trasferimento tecnologico e i parchi devono collaborare stabilmente con università o centri di ricerca e disporre di strutture dedicate alle tecnologie innovative. L’obiettivo è creare un ecosistema che offra non solo capitale ma anche competenze e infrastrutture per la crescita delle startup.
Caratteristiche principali di Smart&Start Italia e destinatari
La misura Smart&Start Italia è pensata per favorire nuove imprese ad alto contenuto tecnologico su tutto il territorio nazionale. Il D.M. del MIMIT del 13 luglio 2026, pubblicato il 2 settembre 2026, ha aggiornato le disposizioni per allinearle alla nuova definizione di startup innovativa introdotta dalla legge n. 193/2024, semplificando inoltre le procedure di valutazione e specificando le regole per la conversione parziale del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto in presenza di investimenti esterni. Possono presentare domanda startup iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, persone fisiche intenzionate a costituire una startup (purché la società venga costituita entro 30 giorni dall’ammissione) e imprese straniere che si impegnino ad aprire una sede operativa in Italia.
Tipologie di progetti ammissibili e spese finanziabili
Sono ammissibili piani d’impresa con significativo contenuto tecnologico o che riguardino economia digitale, intelligenza artificialeblockchain e Internet of Things nonché iniziative che valorizzino i risultati della ricerca pubblica e privata, inclusi spin-off. I piani finanziabili vanno da 100.000 a 1,5 milioni di euro e coprono spese per impianti, macchinari, attrezzature, immobilizzazioni immateriali (come brevetti e licenze), servizi specialistici (marketing, consulenze tecnologiche), e costi per personale e collaboratori. È ammesso fino al 20% delle spese per il capitale circolante e i progetti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e completati entro 24 mesi dalla stipula del contratto.
Condizioni economiche, conversione in contributo e servizi aggiuntivi
L’agevolazione principale consiste in un finanziamento agevolato senza interessi pari all’80% delle spese ammissibili, con possibili incrementi fino al 90% per startup interamente costituite da donne o giovani under 35, o per quelle con la presenza di un esperto con dottorato rientrato dall’estero. La durata massima del finanziamento è di 10 anni. Per le startup localizzate nelle otto regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) è prevista una forma di parziale non restituzione: il finanziamento per le spese del piano è restituito nella misura del 70%. Startup costituite da non più di 36 mesi possono beneficiare inoltre di servizi di tutoraggio tecnico-gestionale del valore di 10.000 euro. Quando intervengono investitori esterni nel capitale di rischio, è prevista la possibilità di convertire fino al 50% delle somme apportate in contributo a fondo perduto, entro il limite massimo del 50% delle agevolazioni concesse complessivamente.
La gestione operativa delle domande, della valutazione, della concessione e dell’erogazione delle agevolazioni è affidata a Invitalia S.p.A. che svolge anche monitoraggio, ispezione e controllo. Le domande devono essere presentate esclusivamente per via telematica tramite la piattaforma dedicata e l’erogazione avviene generalmente per stati di avanzamento lavori, con rendicontazione basata su fatture e costi standard per il personale. I piani sono valutati sulla base delle competenze del team, del livello di innovazione, della sostenibilità economico-finanziaria e della fattibilità tecnologica, con premialità per collaborazioni con organismi di ricerca, incubatori, acceleratori e Digital Innovation Hub.



