Le piccole e medie imprese (PMI) rappresentano il cuore pulsante dell’economia italiana, contribuendo a oltre il 65% del valore aggiunto nazionale. Tuttavia, queste imprese spesso faticano a tenere il passo con la trasformazione digitale, a causa di risorse limitate e barriere sistemiche.
Di fronte a questa sfida, un gruppo di ricerca del Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Roma Tre ha sviluppato un framework innovativo per valutare la maturità digitale delle PMI, tenendo conto delle loro caratteristiche peculiari.
Il framework di maturità digitale per le PMI
Il concetto di maturità digitale (Digital Maturity, DM) non ha una definizione univoca in letteratura. Alcuni studiosi lo considerano un percorso strutturato e misurabile, mentre altri ne contestano la solidità metodologica. Questo framework, sviluppato specificamente per le PMI italiane, si basa su un’idea semplice: la maturità digitale non è un numero, ma il risultato dell’interazione tra più dimensioni.
Le tre dimensioni della maturità digitale
Il framework proposto si compone di tre dimensioni chiave:
Infrastruttura digitale ed efficienza operativa
Questa dimensione analizza hardware, software, connettività e automazione dei processi adottati dalle PMI. Rappresenta la base abilitante su cui si costruisce ogni ulteriore sviluppo digitale. È una condizione necessaria sia per il data-driven decision making sia per la scalabilità del business.
Competenze e leadership digitale
Nel mondo della trasformazione digitale, la tecnologia da sola non basta. Servono persone in grado di utilizzarla e una leadership capace di guidare il cambiamento organizzativo. Questa dimensione sposta l’attenzione dagli strumenti alle capacità, alle competenze diffuse in azienda e alla cultura manageriale che ne determina l’effettivo utilizzo.
Sicurezza e collaborazione digitale
La terza dimensione riguarda la protezione degli asset digitali e la capacità di costruire relazioni di fiducia, sia internamente sia con fornitori, clienti e partner. Una postura aziendale in grado di garantire sicurezza digitale è ciò che rende possibile la collaborazione digitale, elemento sempre più decisivo per la continuità operativa e la crescita.
L’interdipendenza delle dimensioni della maturità digitale
Il dato più interessante emerso dall’analisi riguarda l’interdipendenza delle tre dimensioni della maturità digitale. Attraverso l’analisi di un ampio set di variabili raccolte dai questionari alle imprese Istat, il modello individua tre dimensioni costitutive della DM che, pur distinte concettualmente, si sono rivelate fortemente correlate tra loro.
Un’impresa che investe solo in infrastruttura tecnologica senza sviluppare competenze, o che innova senza presidiare la sicurezza, difficilmente raggiunge una maturità digitale reale e duratura. Questo ha implicazioni dirette per chi deve decidere dove indirizzare gli investimenti: la trasformazione digitale non ammette una ‘mentalità a silos’.
La situazione delle PMI italiane
Applicato ai dati Istat 2022, il framework restituisce una fotografia a tre velocità del territorio italiano. Le regioni italiane possono essere suddivise in tre macro gruppi, caratterizzati da tre diversi livelli di digitalizzazione.
Un primo gruppo, che comprende gran parte del Centro-Sud e alcune regioni del Nord-Est, si colloca sotto la media nazionale su tutte e tre le dimensioni, con investimenti limitati in tecnologia e formazione. Un secondo gruppo include Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania, con livelli di digitalizzazione superiori alla media nazionale.



