Salta al contenuto
15 Agosto 2026

CPI e PPI di luglio: cosa aspettarsi dalle decisioni della Federal Reserve

I dati sull'inflazione di luglio negli Stati Uniti potrebbero determinare le scelte della Federal Reserve per settembre. Scopri le previsioni e le implicazioni per i mercati.

CPI e PPI di luglio: cosa aspettarsi dalle decisioni della Federal Reserve

Mentre i mercati globali si preparano a un periodo di alta volatilità, l’attenzione si concentra sui prossimi dati macroeconomici provenienti dagli Stati Uniti. In particolare, i numeri relativi all’inflazione di luglio e all’indice dei prezzi alla produzione (PPI) potrebbero fornire indicazioni cruciali sulle future mosse della Federal Reserve (Fed).

Con la riunione di settembre della Fed all’orizzonte, gli investitori e gli analisti sono in attesa di segnali chiari sulla direzione della politica monetaria. Dopo il rapporto sull’occupazione di luglio, che ha mostrato una perdita di oltre 20mila posti di lavoro, le aspettative di un rialzo dei tassi sono state ridimensionate, ma non del tutto escluse.

Il dibattito sulla politica monetaria della Fed

All’interno della Fed, il dibattito è acceso. Da un lato, i sostenitori di una linea rigorosa ritengono che la banca centrale debba ribadire il proprio impegno per la stabilità dei prezzi con un aumento dei tassi a settembre. Questo, secondo loro, sarebbe necessario per recuperare parte della credibilità del presidente Kevin Warsh nella lotta all’inflazione.

Dall’altra parte, lo schieramento più dovish evidenzia come la crescita dei prezzi stia gradualmente rallentando, giustificando la scelta di mantenere i tassi sui livelli attuali. Gli economisti di Bloomberg sottolineano che i dati sui prezzi potrebbero spingere la Fed verso una nuova pausa.

I dati chiave della settimana: CPI e PPI

I prossimi dati macroeconomici, in particolare il CPI di mercoledì e il PPI di giovedì, saranno fondamentali per orientare le decisioni della Fed. Secondo le previsioni, l’indice core del CPI potrebbe scendere al livello più basso su base annua da marzo 2026, mettendo in discussione l’argomentazione dei falchi del FOMC secondo cui l’inflazione è al di sopra dell’obiettivo da cinque anni.

Il consensus di Bloomberg indica che il CPI è visto rallentare al 3,4% su base annua rispetto al precedente 3,5%, mentre la versione core, al netto delle componenti più volatili come energia e alimentari, è attesa al 2,5% dal 2,6% di giugno. La probabilità di un rialzo al prossimo FOMC è calata al 44%, dal 57% pre-dato e dal 72% ad inizio agosto.

Le previsioni di ING sul dollaro

Mentre si attendono i nuovi dati chiave, gli analisti di ING guardano anche alle prospettive del dollaro. Secondo lo strategist Francesco Pesole la previsione di una Fed accomodante si sta rafforzando, così come la propensione ribassista sul dollaro. Pesole prevede un CPI complessivo dello 0,1% su base mensile, contro lo 0,2% previsto dal consensus, e un CPI core dello 0,2%, in linea con il consensus.

La prima prova è arrivata venerdì con il rapporto sull’occupazione, che è stato chiaramente dovish e negativo per il dollaro. La pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) di luglio di mercoledì è attesa inviare un messaggio simile, seppur meno drammatico.

Le borse europee e le performance dei titoli italiani

Nel frattempo, le borse europee hanno chiuso la giornata con risultati misti. L’indice Euro Stoxx 50 ha chiuso in aumento dello 0,14%, mentre l’indice Ftse Mib ha chiuso a 53.765 punti. Tra i titoli italiani, Saipem e Nexi hanno registrato performance positive, mentre Unipol ha subito vendite.

Sull’obbligazionario europeo, lo spread Btp/Bund è sceso a 78 punti base, con il rendimento del decennale italiano a quota 3,92%. Sul forex, il cambio euro/dollaro è rimasto pressoché stabile a 1,1532, mentre il dollaro/yen ha toccato 159,34. Tra le materie prime, il petrolio Brent è sceso a 88,11 dollari al barile, e l’oro ha raggiunto 4.421,80 dollari all’oncia. Il Bitcoin ha viaggiato in area 63.660,5 dollari.

Gli investitori attendono con ansia i numeri di luglio per avere un quadro più chiaro delle future mosse della banca centrale americana.

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.