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Recenti dati forniti da The Economist rivelano un incremento significativo delle candidature per posti di lavoro, che ha raggiunto un 239% nell’ultimo anno. Questo dato non è solo una mera statistica, ma rappresenta un indicatore cruciale per comprendere il panorama della produttività a livello globale.
Tradizionalmente, l’analisi di tali numeri attraverso la lente delle risorse umane potrebbe suggerire un aumento di rumore e un sovraccarico di curriculum per i recruiter. Tuttavia, se si considerano queste informazioni da una prospettiva strategica, emergono segnali allarmanti: ci si trova di fronte a uno shock di produttività asimmetrica.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella produttività
L’adozione diffusa di strumenti di Generative AI ha rivoluzionato il modo di lavorare dei professionisti. Applicazioni come LazyApply e i modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) hanno ridotto drasticamente il costo dell’input umano. I professionisti ora possono amplificare le proprie capacità senza dover necessariamente dipendere dalle strutture aziendali tradizionali.
La competenza ombra e le sue implicazioni
Tuttavia, questa situazione ha dato origine a quello che si definisce “Shadow Competence”, un fenomeno in cui i lavoratori del sapere possiedono strumenti tecnologici privati di gran lunga più avanzati rispetto a quelli forniti dalla loro azienda. Il tempo necessario per un professionista per attivare un nuovo software è quasi istantaneo, mentre le aziende si trovano a dover affrontare una viscosità organizzativa che rallenta l’adozione di tali tecnologie.
Questo porta a un paradosso di efficienza: i talenti, dotati di strumenti avanzati al di fuori dell’ufficio, sono costretti a retrocedere a tecnologie obsolete una volta entrati nel contesto aziendale. Il risultato è che quel 239% di crescita esterna non si traduce in un aumento del valore economico interno, generando un capitale umano non sfruttato.
Dinamiche di mercato e cicli avversari di produttività
Con l’accelerazione dell’IA, emergono quelli che in ambito strategico si chiamano “Cicli di Produttività Avversari”. Non si tratta più solo di un miglioramento della sinergia uomo-macchina, ma di una competizione in cui sistemi opposti si confrontano. Questo è evidente in settori chiave come:
Acquisizione di talenti
Da un lato, gli agenti di intelligenza artificiale utilizzati dai candidati saturano i canali di assunzione con domande di lavoro perfette; dall’altro, le aziende devono implementare sistemi di screening basati su AI per filtrare le candidature e mantenere l’efficienza.
Vendite e operazioni
Anche nel campo delle vendite, i sistemi automatizzati di outreach si scontrano con i gatekeeper delle inbox dei clienti, che sono addestrati a bloccare comunicazioni irrilevanti. In questo contesto, il vantaggio competitivo è temporaneo e si ottiene da chi riesce per primo a colmare il divario tecnologico.
Verso una nuova era di modelli contrattuali interni
Se si considerano come si stanno evolvendo queste dinamiche, ci si trova di fronte a un futuro che potrebbe affascinare anche economisti come Ronald Coase. Le aziende storicamente esistono per ridurre i costi di transazione, e l’IA sta rendendo questi costi quasi nulli.
Immaginando un contesto in cui ogni professionista ha a disposizione un Agente di Carriera personale, sempre attivo nel monitorare il mercato del lavoro, il mercato diventa iper-liquido e senza attriti, rendendo obsoleti i modelli di retention tradizionali basati sull’inerzia.
Tradizionalmente, l’analisi di tali numeri attraverso la lente delle risorse umane potrebbe suggerire un aumento di rumore e un sovraccarico di curriculum per i recruiter. Tuttavia, se si considerano queste informazioni da una prospettiva strategica, emergono segnali allarmanti: ci si trova di fronte a uno shock di produttività asimmetrica.0
Strategie operative per affrontare la sfida
Tradizionalmente, l’analisi di tali numeri attraverso la lente delle risorse umane potrebbe suggerire un aumento di rumore e un sovraccarico di curriculum per i recruiter. Tuttavia, se si considerano queste informazioni da una prospettiva strategica, emergono segnali allarmanti: ci si trova di fronte a uno shock di produttività asimmetrica.1
- Istituzionalizzare la Shadow AI:Anziché vietare strumenti come ChatGPT, le aziende dovrebbero creare istanze sicure per i team.
- Creare “Innovation Sandbox”:Sperimentare nuove tecnologie in ambienti controllati per superare la rigidità dei processi aziendali tradizionali.
- Ridisegnare i KPI:Passare dalla misurazione dell’output all’outcome, valutando l’impatto strategico delle azioni intraprese.
Tradizionalmente, l’analisi di tali numeri attraverso la lente delle risorse umane potrebbe suggerire un aumento di rumore e un sovraccarico di curriculum per i recruiter. Tuttavia, se si considerano queste informazioni da una prospettiva strategica, emergono segnali allarmanti: ci si trova di fronte a uno shock di produttività asimmetrica.2

