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11 Luglio 2026

Dipendenza da social: Commissione europea contesta Meta per Facebook e Instagram

La Commissione europea ha accusato Meta di progettare Facebook e Instagram in modo da creare dipendenza, violando il Digital Services Act. Scopri i dettagli dell'indagine e le possibili conseguenze.

Dipendenza da social: Commissione europea contesta Meta per Facebook e Instagram

La Commissione europea ha emesso un duro giudizio contro Meta, accusando il colosso tecnologico di aver progettato Facebook e Instagram in modo da creare dipendenza negli utenti. Secondo l’esecutivo UE, le funzionalità delle due piattaforme violano il Digital Services Act (DSA) mettendo a rischio il benessere fisico e mentale degli utenti, in particolare dei minori e degli adulti vulnerabili.

Le funzionalità contestate e i rischi per gli utenti

Al centro dell’indagine ci sono funzionalità come lo scrolling infinito la riproduzione automatica dei video, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati. La Commissione sostiene che queste caratteristiche spingono gli utenti in una modalità di pilota automatico favorendo abitudini malsane e un uso compulsivo delle piattaforme.

La vicepresidente esecutiva responsabile per la sovranità tecnologica Henna Virkkunen, ha ribadito che la tutela della salute fisica e mentale dei cittadini europei deve essere una priorità per le piattaforme dei social media. L’indagine ha rivelato che Meta avrebbe ignorato le informazioni disponibili sul tempo che i minori trascorrono su Instagram o Facebook di notte e su come l’ottimizzazione dei formati come Reel e Stories abbia favorito un utilizzo eccessivo o compulsivo dei suoi servizi.

I controlli parentali e gli strumenti di gestione del tempo

La Commissione ha anche criticato gli strumenti di gestione del tempo di Instagram e Facebook, compresi quelli attivati di default per gli adolescenti. Questi strumenti possono essere facilmente disattivati e non spronano a un’effettiva riduzione del tempo d’utilizzo. Inoltre, i controlli parentali previsti dalle app sono efficaci solo se i genitori e/o tutori possiedono adeguate competenze tecniche e dedicano tempo e impegno per comprenderli appieno.

Anche i suggerimenti e i link a risorse per la salute mentale disponibili tramite una pagina separata dedicata al centro sicurezza dell’app non riescono nel loro intento. Nonostante siano stati disegnati per mitigare le dinamiche tossiche di Facebook e Instagram, non riescono a contrastare efficacemente i rischi derivanti dal design delle piattaforme.

La Commissione europea ha proposto diverse soluzioni per modificare il design delle app di Meta. Tra queste, la disabilitazione per impostazione predefinita delle principali funzionalità che creano dipendenza, come la riproduzione automatica e lo scrolling infinito. Inoltre, si suggerisce di introdurre pause dallo schermo efficaci e un sistema di raccomandazione per ridurre il coinvolgimento.

Meta avrà ora la possibilità di rispondere a queste accuse, esercitando il proprio diritto di difesa. Potrà esaminare i documenti contenuti nei fascicoli dell’indagine della Commissione e rispondere per iscritto alle sue conclusioni preliminari. Parallelamente, verrà consultato il Comitato europeo per i servizi digitali (EBD) un gruppo consultivo indipendente creato dal DSA per assicurare che le grandi piattaforme online rispettino le regole in modo uniforme in tutta l’Unione Europea.

Qualora le conclusioni della Commissione venissero confermate definitivamente, l’esecutivo europeo potrà emettere una decisione di non conformità, che può comportare l’applicazione di una sanzione pecuniaria proporzionata alla natura, alla gravità, alla recidiva e alla durata dell’infrazione, con un limite massimo pari al 6 per cento del fatturato annuo globale del fornitore.

Le conclusioni odierne rientrano nel quadro più ampio del procedimento formale avviato il 16 per indagare sulla conformità di Meta al DSA. Si basano su un’indagine approfondita che ha incluso un’analisi delle relazioni di valutazione del rischio dell’azienda, dei dati e dei documenti interni e delle risposte a numerose richieste di informazioni fornite da Meta stessa. A ciò si aggiunge anche una revisione dell’ampia ricerca scientifica sull’argomento e interviste con esperti in diversi settori, in particolare coloro che studiano le dipendenze comportamentali.

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.