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Il dibattito sui social network e la loro influenza sui giovani è tornato al centro dell’attenzione pubblica, in particolare dopo la decisione della Francia di limitare l’accesso ai social media per i minori di 15 anni. Pietro Labriola, amministratore delegato di TIM, ha colto l’occasione per riflettere sull’importanza di un’educazione digitale responsabile e consapevole.
Labriola, in un post su LinkedIn, ha sottolineato come il web e i social possano essere strumenti preziosi per ampliare le prospettive, ma avverte che esiste il rischio che diventino “una mappa” controllata da altri, dove ciò che è visibile e ciò che è invisibile è deciso da algoritmi e interessi esterni.
Il confine tra utilizzo e dipendenza
Labriola parla come padre e come leader nel settore digitale, evidenziando una realtà preoccupante: i giovani utilizzano i social in modo intenso e continuo. Questo porta a un offuscamento del confine tra l’uso consapevole degli strumenti e la loro manipolazione. La consapevolezza di questo problema porta a una necessità urgente di discutere non solo delle regole, ma anche di come educare i più giovani a un uso responsabile delle tecnologie.
Il progetto RompiLaBolla
In risposta a queste sfide, TIM ha lanciato il progetto RompiLaBolla, un’iniziativa educativa che si propone di portare l’educazione digitale direttamente nelle scuole. Labriola spiega che l’obiettivo è quello di informare e supportare i giovani affinché non si sentano soli nell’affrontare le insidie del mondo digitale. Questa iniziativa rappresenta un impegno verso una maggiore responsabilità nei confronti delle nuove generazioni e della qualità dello spazio digitale che abitano.
L’importanza della formazione
Accanto alle normative, è essenziale sviluppare un percorso educativo che formi i giovani. Il progetto RompiLaBolla non mira a demonizzare il digitale, ma a promuovere un uso più consapevole delle piattaforme. L’iniziativa invita i ragazzi a riflettere su ciò che incontrano online e a considerare ciò che rimane nascosto nei loro feed. L’idea è di riscoprire il valore del dubbio, del confronto e della scoperta, strumenti fondamentali per evitare di restare imprigionati in bolle algoritmiche.
Comunicazione e partecipazione
La campagna di comunicazione associata al progetto coinvolge attivamente i giovani, invitandoli a condividere brevi video su cosa significhi per loro prendere il controllo del proprio rapporto con i social. Utilizzando un semplice gesto simbolico e un hashtag, i ragazzi possono esprimere il loro punto di vista, contribuendo a un dialogo continuo su temi già affrontati in altre iniziative nelle scuole, come “Doubt and Debate” e “Mind The Web”.
Una chiamata all’azione
Il messaggio di Labriola è chiaro: la tecnologia, pur essendo un ponte verso il futuro, richiede una guida consapevole. È fondamentale che la società nel suo insieme, comprese istituzioni e aziende, si impegni a tradurre le sue dichiarazioni e le sue buone intenzioni in azioni concrete. L’educazione digitale non può essere trascurata, perché come sottolinea il CEO di TIM, “l’inazione non è un’opzione”. Solo con una formazione adeguata si può sperare di costruire un futuro in cui i giovani possano navigare nel web in modo sicuro e informato.
