Il 18 ottobre Anthropic ha annunciato una mossa senza precedenti: 5% delle proprie azioni saranno trasferite a un nuovo Anthropic Public Benefit Fund costituendo una LLC interamente controllata dal consiglio dell’azienda. L’obiettivo è duplice, da grandi donazioni a enti non profit a distribuzioni dirette a fasce di popolazione vulnerabili.
Meccanismo di aumento del capitale del fondo
Il valore iniziale del fondo è stimato in 48 miliardi di dollari. La struttura prevede che, per ogni crescita del 50% del valore di Anthropic rispetto a una soglia di riferimento, vengano aggiunti ulteriori 2% di azioni. Se l’IPO prevista per novembre dovesse portare la valutazione a $2 000 miliardi, la quota destinata al fondo potrebbe salire in modo significativo, rafforzando la capacità di intervento dell’azienda.
Elon Musk risponde con una proposta ancora più audace
Lo stesso giorno, su X, Elon Musk ha suggerito di “dare le azioni direttamente al pubblico” e ha promesso di assegnare una quota di SpaceX a ciascun minore americano nel prossimo anno. Valutando la quota a $146 per azione, il regalo per 72 milioni di bambini raggiunge circa $10 miliardi ovvero poco più dell’1% del suo patrimonio netto di $904 miliardi. L’offerta si inserisce nel contesto del programma “Trump Accounts”, che prevede un conto di investimento da $1 000 per i nati dal 2025 al 2028.
La logistica del versamento negli Stati Uniti
Gwynne Shotwell, presidente di SpaceX, e suo marito hanno già destinato una quota di azioni a circa 2 milioni di bambini iscritti al programma federale. Il meccanismo è, quindi, già “pronto all’uso” negli USA, ma la stessa operazione risulta più complessa a livello globale, dove i neonati non hanno accesso a conti similari né a titoli quotati negli Stati Uniti.
Le difficoltà della filantropia su scala globale
Trasferire l’intero stock a tutti i 2,3 miliardi di minori del pianeta costerebbe circa $350 miliardi pari al 39% della ricchezza di Musk. Un target più contenuto, limitato ai bambini nati tra il 2026 e il 2028 (circa 400 milioni secondo le Nazioni Unite), richiederebbe $58 miliardi ovvero il 6% del suo patrimonio. La riduzione del voto su SpaceX scenderebbe da circa 82% a 72% mantenendo comunque il controllo aziendale.
Il ruolo di GiveDirectly e i limiti operativi
La ONG GiveDirectly ha previsto di distribuire $90 milioni di trasferimenti una tantum nel 2025 e dichiara di poter assorbire ulteriori $250 milioni all’anno, con un obiettivo a lungo termine di $5 miliardi entro il 2035. Per coprire i $3,2 miliardi annuali necessari a sostenere i 400 milioni di bambini, la capacità attuale sarebbe superata di un fattore dieci, richiedendo più di 170 anni di operatività al ritmo attuale.
Il Musk Foundation e le normative fiscali
Il Musk Foundation ha violato il requisito IRS del 5% di distribuzione minima negli anni 2021-2023, mancando di $421 milioni nel 2023. Un impegno di $58 miliardi forzerebbe il rispetto dell’obbligo, richiedendo donazioni annuali di circa $2,9 miliardi sei volte la media del 2024. La legge richiederebbe inoltre la vendita delle azioni donate entro cinque anni, un compito gestibile dalla liquidità del mercato, ma impegnativo per il piccolo consiglio di volontari che gestisce la fondazione.
Nonostante le difficoltà, GiveDirectly segnala che i programmi di trasferimento di denaro in gravidanza e prima infanzia hanno ridotto la mortalità infantile della metà in alcuni studi, indicando che la buona volontà di Musk potrebbe tradursi in benefici tangibili se la “pipeline” di pagamento fosse adeguatamente costruita. L’unica sfida rimane la capacità di creare un’infrastruttura globale capace di assorbire capitali di tale entità, senza dipendere esclusivamente da canali già “shredded” come USAID.



