Il Festival dell’Economia Circolare delle Competenze ha chiuso la sua seconda edizione a Milano con un chiaro obiettivo operativo: non limitarsi a raccontare buone pratiche, ma costruire strumenti che le rendano trasferibili. L’appuntamento si è svolto in due blocchi, venerdì 5 giugno nel tardo pomeriggio e sabato 6 giugno nella mattinata del 6 giugno 2026, e si è tenuto al Parco Center di Milano, in via Ambrogio Binda 30. Alle 13:20 del 6 giugno è stato fotografato lo stato dell’iniziativa al termine della finestra pubblica.
La novità dell’edizione è stata l’integrazione tra una ricerca qualitativa sviluppata insieme all’Università Cattolica di Milano, la presentazione dell’Accademia della Circolarità delle Competenze e l’attivazione del portale pensato come casa digitale e mappa delle pratiche.
Ricerca qualitativa e definizione dell’organizzazione circolare
Il lavoro con l’Università Cattolica di Milano ha posto al centro l’idea che la circolarità delle competenze non sia solo metafora ma una proprietà organizzativa misurabile. La ricerca qualitativa si è concentrata su come le aziende e le realtà del terzo settore trasformano il sapere individuale in patrimonio condiviso: processi di affiancamento, documentazione del trasferimento e integrazione dei nuovi saperi nei flussi decisionali. Questo approccio privilegia la rilettura dei racconti operativi e delle pratiche interne rispetto a semplici indicatori numerici, per cogliere aspetti come la trasmissione della conoscenza tacita e la capacità dei giovani di restituire valore attraverso competenze digitali.
Obiettivi concreti della ricerca
La ricerca intende identificare le condizioni che rendono un’organizzazione realmente circolarestrutture che riconoscono tempi e ruoli, procedure per l’ingresso dei giovani e percorsi che favoriscano il ritorno del valore professionale nell’impresa. Il focus è sulla replicabilità delle pratiche: una procedura descritta e confrontata può diventare metodo, quindi elemento economico.
Accademia e sito come infrastrutture di continuità
La presentazione dell’Accademia della Circolarità delle Competenze ha segnato il passaggio dall’evento alla costruzione di un percorso formativo stabile. L’Accademia è pensata per organizzare contenuti, formare risorse e raccogliere casi aziendali, creando continuità dopo le giornate di festival. Parallelamente, assume il ruolo di repository: una mappa digitale dove catalogare pratiche, criteri di valutazione e strumenti, con l’obiettivo di permettere alle imprese di confrontare modelli e capire quali esperienze siano trasferibili.
La casa digitale può funzionare come archivio vivo solo se alimentata costantemente: la sua utilità industriale dipenderà dalla capacità di distinguere tra sperimentazioni e pratiche mature e di tenere aggiornata la raccolta.
Programma e partecipazioni significative
Il programma ha affiancato interventi aziendali e analisi sociali. Hanno partecipato realtà come IBMBrunswick e Save the Childreninsieme ad altre imprese e soggetti di settore, a testimonianza della varietà dei contesti in cui la circolarità delle competenze viene sperimentata. Il percorso formativo ha incluso un MOOC collegato a istituzioni accademiche e piattaforme didattiche, con particolare attenzione alla formazione sull’Intelligenza artificiale nelle piccole e micro imprese, per sostenere la capacità di adattamento tecnologico.
Nel programma è stata affrontata anche la dimensione demografica tramite analisi sul tema della perdita di giovani qualificati: la circolarità viene infatti proposta come risposta sistemica a una fragilità che riduce il capitale umano disponibile per le organizzazioni.
Logistica e formato dell’evento
La scelta del Parco Center a Milano, nella zona Barona, è coerente con la necessità di uno spazio capace di ospitare community e favorire il confronto. L’impostazione dell’evento in due blocchi — venerdì 5 giugno dalle 17:00 alle 20:00 e sabato 6 giugno dalle 9:30 alle 13:00 — ha privilegiato un formato intensivo, più simile a un laboratorio che a una rassegna estesa.
Per le imprese la posta in gioco resta pratica e immediata: evitare che competenze critiche restino chiuse nelle persone e creare condizioni per trasformarle in procedure verificabili. In questo senso, il Festival ha messo in campo strumenti concreti per spingere verso la progettazione della circolarità come processo organizzativo.



