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9 Luglio 2026

Fiere e digitale: dall’investimento in tecnologia al programma Aefi for Africa

Le rassegne italiane stanno rimodellando il proprio ruolo: più tecnologia, più internazionalizzazione e progetti specifici per i mercati africani, mentre il mercato digitale registra tassi di crescita nettamente superiori al PIL e l'idea del Buono Digitale guadagna spazio nel dibattito politico

Fiere e digitale: dall'investimento in tecnologia al programma Aefi for Africa

Il mondo delle fiere italiane sta vivendo una fase di trasformazione strutturale: oltre a recuperare volumi di pubblico e ricavi dopo lo stop pandemico, il settore concentra risorse su digitalizzazione nuovi format e internazionalizzazione. A questo si affianca un quadro macroeconomico in cui il mercato digitale cresce molto più del PIL, spinto da tecnologie come il cloud e l’intelligenza artificiale mentre emergono proposte di policy come il Buono Digitale per sostenere le micro e piccole imprese nella transizione.

Investimenti fieristici: numeri e priorità degli operatori

Un’indagine su un campione rappresentativo di quartieri fieristici e organizzatori mette in luce che quasi due terzi degli operatori hanno allocato risorse su almeno due ambiti d’intervento nell’ultimo anno. In testa alla lista c’è la digitalizzazione indicata dal 63% del campione, un salto rispetto al 15% dell’anno precedente, a testimonianza di una scelta strategica che include tecnologie per la gestione degli eventi, piattaforme di match-making e strumenti di analisi dei dati. Seguono lo sviluppo di nuovi prodotti fieristici (49%) e le attività mirate all’internazionalizzazione degli eventi, con promozione all’estero e incoming segnalati dal 46% degli operatori. Sul fronte della responsabilità sociale, il 43% ha investito in iniziative di sostenibilità ambientale mentre il 20% ha dedicato risorse a migliorare l’accessibilità degli spazi espositivi.

Dichiarazioni e visione strategica

La guida associativa del settore interpreta questi dati come la conferma di un percorso di innovazione necessario per sostenere la competitività internazionale delle manifestazioni italiane. In questo contesto si inserisce l’attenzione verso l’Africa, vista come mercato a elevato potenziale per la crescita del sistema fieristico e per le imprese italiane che cercano nuovi sbocchi commerciali e relazioni industriali.

Il programma «Aefi for Africa» e il raccordo istituzionale

Per tradurre questa attenzione in azione è nato il progetto dedicato ai mercati africani, concepito nell’ambito della Commissione internazionalizzazione e aperto agli operatori del comparto. Il programma si colloca in connessione con il quadro delle politiche estere e industriali nazionali, in raccordo con il ministero degli Affari esteri e con il ministero delle Imprese, e si ispira agli obiettivi di relazioni economiche delineati dal Piano Mattei. L’iniziativa mira a creare un hub di sistema che faciliti la partecipazione italiana nei contesti africani, sostenendo attività di incoming, promozione e co-organizzazione di manifestazioni.

Ruoli e governance

Il progetto è guidato dalla commissione presieduta da figure chiave del settore e prevede la collaborazione con operatori di fiera, istituzioni e soggetti pubblici interessati all’internazionalizzazione. L’obiettivo è mettere a sistema competenze, format e strumenti digitali per ridurre la frammentazione dell’offerta e valorizzare il ruolo delle imprese italiane sui mercati emergenti.

Il contesto digitale italiano: crescita, numeri e opportunità per le PMI

Parallelamente all’evoluzione del settore fieristico, il mercato digitale nazionale mostra dinamiche robuste: nel 2026 il settore è cresciuto del 3,4%, ben al di sopra del PIL che ha segnato un +0,5%, raggiungendo un valore prossimo agli 84,4 miliardi di euro. Dentro questi numeri, i servizi ICT hanno segnato un +8,1%, mentre l’intelligenza artificiale ha registrato un’impennata del 47%. Questi trend indicano che tecnologie come cloudcybersecurity piattaforme dati e software non sono più spese discrezionali, ma elementi essenziali per la competitività delle imprese.

Effetto moltiplicatore dell’AI

L’ascesa dell’AI generativa ha accelerato l’adozione di progetti applicativi in ambiti concreti: assistenza clienti, automazione documentale, manutenzione predittiva, ottimizzazione della supply chain e supporto alle decisioni. Questo fenomeno genera domanda anche per infrastrutture, dati e competenze, creando un effetto moltiplicatore che sostiene la crescita complessiva del mercato digitale.

In questo scenario le imprese di tutte le dimensioni continuano a investire in tecnologia nonostante un contesto economico prudente: la digitalizzazione è diventata una leva operativa per aumentare produttività, sicurezza e conformità normativa. Per le startup e gli operatori dell’ecosistema innovazione, la nuova domanda apre spazi di mercato se si riesce a proporre soluzioni concrete e comprensibili soprattutto per le piccole e medie imprese.

Infine, nel dibattito politico e tecnico si sta affermando l’idea del Buono Digitale una misura pensata per favorire investimenti immateriali delle micro, piccole e medie imprese, studi professionali ed enti del terzo settore. La proposta mira a superare una fragilità strutturale del tessuto produttivo: la difficoltà a integrare software, servizi digitali e competenze interne. Se adottato, questo strumento potrebbe accelerare la capacità delle realtà più piccole di intercettare la domanda di innovazione generata dalla trasformazione digitale del paese.

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.