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22 Maggio 2026

Frattasi lascia l’Acn: Andrea Quacivi indicato come successore

Un avvicendamento che mette a confronto esperienza prefettizia e competenze tecnologiche: la nomina di Andrea Quacivi segnala un nuovo orientamento per la strategia nazionale di cybersicurezza

Frattasi lascia l'Acn: Andrea Quacivi indicato come successore

Il direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha rassegnato le dimissioni: Bruno Frattasi ha inviato a Palazzo Chigi una lettera motivando l’addio con ‘motivi personali’. Secondo fonti di governo, al suo posto è stato indicato il manager Andrea Quacivi, la cui nomina dovrà essere formalmente approvata dal Consiglio dei ministri. Questo avvicendamento segna un cambiamento di profilo alla guida dell’ente che coordina la cybersicurezza nazionale.

La scelta, oltre al valore simbolico, porta con sé attese operative: l’Agenzia è chiamata a rispondere a criticità emerse recentemente in vari sistemi istituzionali e di settore. Tra le questioni sul tavolo figurano la resilienza delle infrastrutture digitali, la governance delle emergenze informatiche e la gestione delle risorse umane all’interno dell’ente. In questo contesto, il passaggio da un profilo prefettizio a uno proveniente dal mondo tech e della pubblica amministrazione digitale viene letto come un tentativo di rafforzare l’approccio tecnico-manageriale.

Il percorso di Bruno Frattasi e il contesto delle dimissioni

Bruno Frattasi era alla guida dell’Acn dal 9 marzo 2026, nominato direttore generale su proposta della Presidenza del Consiglio. Prefetto di lunga esperienza, è entrato in amministrazione nel 1981 e ha ricoperto incarichi di rilievo come prefetto di Latina, capo del Dipartimento dei Vigili del fuoco e prefetto di Roma. La sua figura è stata spesso associata a competenze amministrative e di sicurezza pubblica più che a esperienze tecniche nel settore informatico.

Motivazioni e tensioni interne

La lettera ufficiale parla di ‘motivi personali’, ma alcune ricostruzioni giornalistiche riportano anche tensioni con livelli istituzionali e perdite di fiducia nell’ambiente politico. L’Acn è stata chiamata a gestire episodi di criticità informatica che hanno suscitato attenzione pubblica, tra cui attacchi ai sistemi di grandi aziende e pubbliche amministrazioni. Le fonti menzionano inoltre contrasti interni riguardo a piani di riorganizzazione e questioni concorsuali che avrebbero aggravato il clima dentro l’agenzia.

Chi è Andrea Quacivi: il profilo indicato come successore

Andrea Quacivi è un manager con un lungo percorso nel campo dell’informatica per la pubblica amministrazione e nei servizi digitali. Laureato in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma, ha iniziato la carriera come consulente e poi ha svolto ruoli di responsabilità in aziende come Wind e nella società informatica pubblica Sogei. La sua esperienza spazia dalla pianificazione aziendale alla gestione del rischio e dei processi, con una forte componente tecnologica legata a big data e servizi centralizzati per lo Stato.

Esperienze e ruoli recenti

Quacivi è stato amministratore delegato di Sogei a partire dal 2017; alcune fonti indicano la conclusione del suo mandato nel 2026, altre fino al 2026. Ha inoltre ricoperto la carica di ad di Geoweb dal luglio 2026 e partecipa al consiglio della Fondazione ICSC, legata al Centro nazionale di ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing del Tecnopolo di Bologna. Questo bagaglio rende il suo profilo più orientato alla gestione tecnologica e all’Innovazione digitale rispetto al modello prefettizio.

Implicazioni per la strategia nazionale di cyberdifesa

Se confermata, la nomina di Quacivi sposterebbe l’attenzione dell’Acn verso un approccio più tecnico-manageriale, con possibile rilancio di progetti legati a resilienza, gestione del rischio e integrazione dei servizi IT della pubblica amministrazione. Negli ultimi mesi l’attenzione pubblica si è concentrata su attacchi informatici che hanno interessato musei, fornitori di servizi e infrastrutture critiche: episodi citati includono intrusioni agli Uffizi e un attacco del novembre 2026 che ha coinvolto Almaviva e dati relativi a Ferrovie dello Stato.

Sfide e priorità immediate

Tra le priorità dell’agenzia rimangono il rafforzamento dei controlli sulle piattaforme pubbliche, la protezione dei dati sensibili e il coordinamento con le imprese strategiche. La transizione introdurrà probabilmente un’attenzione maggiore agli strumenti di monitoraggio, alla pianificazione del rischio informatico e alle collaborazioni pubblico-privato, oltre a un possibile turnover nella struttura direttiva dell’ente per rispondere alle esigenze operative.

Ora la palla passa al Consiglio dei ministri, che dovrà formalizzare la nomina; fino ad allora il quadro rimane in divenire. Qualunque sia l’esito, il cambio al vertice dell’Acn riapre il dibattito su quale mix di competenze — istituzionali, amministrative e tecniche — sia più efficace per proteggere le infrastrutture digitali del Paese.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.