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14 Giugno 2026

Imis 2026 a Trento: come il Comune ha portato 60.000 contribuenti nella nuova esperienza digitale

Il Comune di Trento ha lanciato il 18 maggio una campagna full digital per l’Imis 2026, rendendo disponibili i prospetti e i modelli F24 nell’area personale per circa 60.000 cittadini e oltre 3.000 persone giuridiche e notificando oltre 30.000 utenti via App IO.

Imis 2026 a Trento: come il Comune ha portato 60.000 contribuenti nella nuova esperienza digitale

La transizione verso servizi pubblici più cittadino-centrici è al centro dell’iniziativa lanciata dal Comune di Trento. Il 18 maggio il Comune ha attivato una procedura full digital per rendere disponibili i prospetti di calcolo dell’Imis 2026 e i relativi modelli F24 direttamente nella sezione Documenti dell’Area personale del sito istituzionale, accessibile con identità digitale.

Distribuzione e numeri della campagna digitale

La strategia di consegna ha coinvolto una platea ampia: circa 60.000 soggetti potenziali e oltre 3.000 persone giuridiche sono state incluse nel processo di pubblicazione massiva dei prospetti. In particolare, la comunicazione è arrivata a oltre 59.000 contribuenti tramite l’Area Personale e circa 30.000 di questi risultano effettivamente tenuti al pagamento dell’imposta; nondimeno il Comune ha reso disponibili i documenti a tutta la platea coinvolta per maggiore trasparenza.

La notifica via App IO è stata il canale principale: quasi 30.000 persone, cioè oltre il 51% del totale, hanno ricevuto l’avviso con link diretto al prospetto. In parallelo, più di 8.000 contribuenti titolari di domicilio digitale hanno acquisito la comunicazione tramite Ini-Pec o sistemi equivalenti.

Architettura tecnologica e integrazione dei sistemi

Dietro la pubblicazione c’è un impianto tecnologico pensato per connettere il gestionale tributi dell’ente a servizi nazionali e componenti interni: il flusso prevede il calcolo dell’imposta, la generazione di prospetti e F24 precompilati e la protocollazione automatica dei documenti tramite il sistema PI-Tre. Il Comune ha sfruttato l’interrogazione degli indici nazionali, in particolare Inad per le persone fisiche e Ini-Pec per le persone giuridiche, per recuperare i domicili digitali e assicurare la validità delle notifiche.

L’architettura non si è limitata alla mera produzione di PDF: un middleware interno ha orchestrato l’interoperabilità tra software legacy e layer nazionali, mentre l’accesso ai documenti avviene mediante autenticazione digitale coerente con il Modello dei Comuni e le linee guida di design dei servizi della PA.

Monitoraggio e single sign-on

Il Comune ha attivato un sistema di monitoraggio che raccoglie dati di visualizzazione dei prospetti e consente l’analisi aggregata delle interazioni. L’integrazione con il Single Sign-On ha reso il percorso più fluido: ricevere una notifica su App IO e cliccare il link porta l’utente direttamente alla propria Area Personale, riducendo le frizioni e migliorando l’esperienza d’uso.

Inclusione digitale: deleghe e sportelli per chi ha bisogno di supporto

Consapevole del rischio di esclusione, il Comune ha affiancato alla soluzione digitale due misure di tutela: un sistema di delega digitale per consentire a una persona di fiducia di accedere ai prospetti e uno sportello fisico potenziato per l’assistenza. La procedura di delega, attivata online, permette al delegato con SPID o CIE di consultare i documenti del delegante una volta completata l’istruttoria.

Sul fronte dell’assistenza in presenza, l’Ufficio relazioni con il pubblico ha ampliato il presidio per supportare cittadini senza strumenti digitali o senza identità digitale, erogando servizi di stampa dei prospetti e accompagnamento all’attivazione di SPID o CIE. Questo doppio approccio dimostra come innovazione e inclusione possano essere implementate congiuntamente.

Risultati preliminari e impatti attesi

Al momento i dati disponibili sono parziali, ma la campagna, avviata il 18 maggio, e la scadenza per il versamento dell’acconto fissata al 16 giugno 2026 sono elementi concreti che consentiranno di valutare i risultati definitivi dopo la chiusura della finestra di pagamento. L’esperienza trentina mira a ridurre i costi legati alla gestione cartacea, contenere l’impatto ambientale e migliorare la relazione tra amministrazione e cittadino con servizi più rapidi e trasparenti.

Il modello adottato da Trento evidenzia come la combinazione di piattaforme nazionalimiddleware interoperabile e punti di facilitazione sul territorio possa costituire un percorso replicabile per altre amministrazioni locali interessate a una transizione digitale sostenibile e centrata sulle esigenze dell’utente.

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.