L’ultimo report dell’Autorità evidenzia come il mercato delle telecomunicazioni italiano abbia continuato a evolvere tra infrastrutture e abitudini di consumo. Il numero totale degli accessi fissi si attesta a 20,53 milioni, mentre la composizione tecnologica mostra un progressivo spostamento verso soluzioni in fibra. Questi cambiamenti non sono solo tecnici: riflettono una domanda crescente di connettività e performance, con conseguenze sulle strategie commerciali degli operatori e sulle scelte delle imprese che dipendono dalla banda larga per servizi digitali avanzati.
Lo stato delle reti fisse e la transizione tecnologica
Nel confronto tra tecnologie, la riduzione delle linee in rame è significativa: circa 3,2 milioni di accessi in meno rispetto a dicembre 2026. Le soluzioni FTTC continuano a rappresentare una parte rilevante della base clienti (il 40,5%), pur mostrando una lieve flessione annua, mentre la crescita delle linee FTTH è robusta: a dicembre 2026 le connessioni in fibra pura costituiscono il 34,1% degli accessi, con un aumento annuo di oltre un milione di linee. Parallelamente, le soluzioni di Fixed Wireless Access sono in aumento, raggiungendo circa 2,68 milioni di accessi.
Composizione e dinamiche dei servizi broadband
Le linee broadband e ultrabroadband complessive sono stimate in circa 19,38 milioni, con una crescita trimestrale netta. Le connessioni DSL continuano a diminuire, mentre le offerte basate su altre tecnologie crescono, arrivando a circa 18,3 milioni linee in totale. Questo riequilibrio tecnologico ha un impatto diretto sulle prestazioni commercializzate: la quota di linee con velocità ≥ 100 Mbit/s è salita dal 61,7% di dicembre 2026 all’83,9% di dicembre 2026, e quelle con capacità ≥ 1 GB/s sono passate dal 12,6% al 35,9%.
Consumi: crescita del traffico e impatto per linea
I dati di traffico segnalano un’accelerazione significativa: il traffico medio giornaliero nel primo semestre del 2026 è cresciuto dell’11,8% rispetto al 2026 e del 55,2% rispetto al 2026. Sul piano unitario, il consumo medio giornaliero per linea broadband è passato da 6,88 GB nel 2026 a 10,34 GB nel 2026, un aumento del 50,3%. Queste cifre traducono una pressione crescente sulle reti e motivano investimenti in capacità e in tecnologie a più alta larghezza di banda.
Implicazioni per aziende e fornitori
Per le imprese, un aumento del traffico dati significa rivedere piani di provisioning, sicurezza e SLA. L’adozione di servizi cloud, videoconferenze ad alta definizione e backup remoto richiede linee stabili e a bassa latenza; la diffusione della FTTH e delle connessioni ≥ 1 GB/s supporta queste esigenze, ma impone anche scelte consapevoli in termini di ridondanza e governance dei dati.
Concorrenza tra operatori e scenario mobile
Sul fronte commerciale, a fine dicembre 2026 TIM rimane il primo operatore nel segmento broadband con il 32,7% degli accessi, seguito da Fastweb+Vodafone al 29,6% e Wind Tre al 14,6%. Nel segmento FTTH emerge invece Fastweb+Vodafone come leader con il 29,5%, mentre TIM si colloca al 27,2%; rilevante è anche la crescita di operatori minori che arrivano a rappresentare quasi il 9,8% del mercato.
Rete mobile e consumi per sim
La rete mobile conta oltre 110 milioni di sim attive (tra Human e M2M). Le sim Human (quelle usate dalle persone) hanno prodotto traffico dati su circa 61,2 milioni di utenze, con un consumo medio giornaliero stimato a circa 1,02 GB a fine 2026 (+17,1% annuo). Sul mercato delle sim complessive Fastweb+Vodafone guida con il 29,8%, seguita da TIM e Wind Tre; nel segmento Human, Fastweb+Vodafone mantiene una posizione di rilievo con il 25,4%.
Comportamento degli utenti online e piattaforme
L’analisi d’uso segnala quasi 44 milioni di utenti unici che, a dicembre 2026, hanno trascorso in media circa 69 ore e 6 minuti online. I grandi player internazionali continuano a dominare le audience, mentre nel comparto e-commerce Amazon si conferma in prima posizione con oltre 36,6 milioni di visitatori unici a dicembre 2026, seguita da Temu eBay. I servizi di video on demand a pagamento raggiungono quasi 15,8 milioni di utenti unici e le piattaforme principali (Netflix, Prime Video, Disney+) registrano variazioni positive con un aumento complessivo delle ore di fruizione: quasi 46 milioni di ore di streaming a dicembre 2026.
In sintesi, l’Osservatorio evidenzia una doppia dinamica: da un lato l’avanzamento infrastrutturale verso la fibra e le alte velocità; dall’altro, una crescita sostenuta dei consumi che ridefinisce priorità per operatori, aziende e policy maker. Per chi opera nel digitale questo scenario implica investimenti mirati in connettività, capacità di rete e modelli di servizio orientati all’affidabilità.

