In un’epoca in cui l’adozione dell’intelligenza artificiale sembra essere una corsa senza fine, Coop Alleanza 3.0 ha scelto una strada diversa. La più grande cooperativa di consumatori italiana, con oltre 2 milioni di soci e 16.000 dipendenti ha deciso di rallentare per costruire una solida architettura di governance dell’AI.
Questa scelta è stata illustrata da Francesca Grillo Responsabile Customer Experience Management, durante il convegno degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano l’8 settembre 2026.
La sfida dell’adozione dell’AI in un’organizzazione complessa
L’ingresso dell’automazione avanzata in un’organizzazione complessa come Coop Alleanza 3.0 ha portato a una frizione tra le spinte dal basso e le esigenze di tenuta centrale. La prima fase ha visto un’accelerazione tecnologica con proposte frammentate provenienti da molteplici funzioni aziendali.
Grillo ha spiegato: “Abbiamo valutato i rischi di procedere con sperimentazioni estemporanee che avrebbero risposto a esigenze contingenti ma con il rischio di scarsa scalabilità organizzativa e disallineamento rispetto agli obiettivi del piano strategico.”
La scelta di una governance etica
Di fronte alla prospettiva di un ecosistema dispersivo, Coop Alleanza 3.0 ha compreso che una vera AI governance non può limitarsi all’accumulo disordinato di progetti pilota. La cooperativa ha scelto di allineare preventivamente innovazione e traiettoria industriale.
La decisione di frenare l’avanzamento dei singoli test ha rappresentato un cambio di paradigma rispetto alla retorica dominante dell’innovazione aggressiva. La cooperativa ha scelto di considerare la riflessione preliminare come una misura di salvaguardia per consolidare il consenso interno prima della messa a terra dei progetti.
I pilastri della trasformazione
Per edificare un modello duraturo, Coop Alleanza 3.0 ha ancorato il perimetro d’azione ai propri valori distintivi. Nelle realtà cooperative, i consumatori rappresentano al contempo i proprietari dell’impresa, il che impone un vincolo di responsabilità supplementare nell’allocazione delle risorse e nella gestione dei sistemi informativi.
Grillo ha rimarcato questo passaggio definendo la portata della trasformazione: “Un percorso di trasformazione a 360° come l’AI ci impone di valutare gli impatti sociali: garantire il rispetto, la dignità e i diritti dei lavoratori, e generare valore per l’organizzazione e per i soci consumatori (proprietari della cooperativa), andando oltre la pura efficienza estrattiva.”
La creazione di un presidio strutturato
La cooperativa ha istituito un Tavolo Interdisciplinare e Interfunzionale incaricato di definire la roadmap aziendale legata all’automazione avanzata. L’organismo fa interagire regolarmente professionisti delle infrastrutture tecnologiche, esperti legali, specialisti della compliance normativa, responsabili dell’organizzazione e manager di business.
L’elemento di maggiore discontinuità gestionale risiede nell’integrazione permanente del Responsabile Etico interno all’interno del comitato di coordinamento. Questo garantisce che ciascuna iniziativa rispetti i principi cooperativi fin dalla fase ideativa.
Le prime azioni concrete
Tra le prime azioni concrete condotte dal tavolo interfunzionale figura l’intervento contro il fenomeno del cosiddetto Shadow IT. La cooperativa ha proceduto alla formalizzazione di rigorosi regolamenti e policy operative interne che vietano l’utilizzo autonomo e non certificato di strumenti di intelligenza artificiale.
La cooperativa ha impostato un vasto piano formativo partendo dall’alto della gerarchia aziendale. Il programma ha coinvolto in prima istanza i membri del Board e il gruppo dirigente, concentrandosi sull’analisi delle opportunità di business, sulla sostenibilità degli investimenti e sui profili di sicurezza informatica legati ai nuovi strumenti computazionali.
Le soluzioni proprietarie
Il perimetro metodologico definito dal comitato interno ha costituito la matrice su cui sono state ingegnerizzate le prime soluzioni proprietarie. Coop Alleanza 3.0 ha così concretizzato i propri principi di trasparenza e sicurezza attraverso il rilascio di due specifici agenti intelligenti: Elide dedicato alla gestione della relazione con la clientela, e Vera concepito come strumento di consultazione e supporto informativo a beneficio della popolazione aziendale.
Elide è stato sviluppato a supporto del team Voice of Customer per sostenere l’obiettivo strategico 2026 mirato a incrementare il livello di soddisfazione dei soci. Vera, invece, è un agente trasversale configurato come assistente bibliotecario evoluto per l’intera organizzazione.
Interpellata circa la possibilità di esportare questo schema organizzativo, la risposta di Grillo non ha lasciato spazio a esitazioni: “Rispondo con una provocazione: sarebbe assolutamente opportuno. Crediamo che faccia la differenza nel lungo periodo per garantire coerenza, rispetto delle normative, tutela dei lavoratori e capacità di innovare senza generare blocchi interni.”


