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18 Luglio 2026

Marche: imprese digitali e biologiche guidano la crescita economica regionale

Le Marche si distinguono per la crescita delle imprese digitali e del biologico, con un impatto significativo sull'economia regionale.

Marche: imprese digitali e biologiche guidano la crescita economica regionale

Le Marche stanno vivendo un periodo di trasformazione economica senza precedenti, grazie alla crescita esponenziale delle imprese digitali e alla diffusione del biologico. Questi due settori stanno ridefinendo il panorama imprenditoriale regionale, offrendo nuove opportunità di sviluppo e innovazione.

Il boom delle imprese digitali nelle Marche

Secondo le ultime elaborazioni, nelle Marche sono attive 2.611 imprese digitali di cui 538 artigiane pari al 20,6% del totale. Negli ultimi cinque anni, il comparto ha registrato una crescita del 14,4% dando lavoro a 12.038 addetti.

L’intelligenza artificiale è particolarmente diffusa in settori chiave come l’informatica e i servizi di informazione, dove la quota di imprese utilizzatrici raggiunge il 53%. Anche le attività di produzione cinematografica, video e contenuti audiovisivi (49,5%) e le telecomunicazioni (37,3%) stanno beneficiando di questa rivoluzione tecnologica.

Le principali aree aziendali interessate dall’adozione dell’intelligenza artificiale sono il marketing e le vendite (33,1%), l’organizzazione dei processi amministrativi (25,7%) e la ricerca, sviluppo e innovazione (20%).

Il Distretto Biologico delle Marche: un modello di sostenibilità

Il Distretto Biologico delle Marche riconosciuto dalla Regione nel 2026, è una società cooperativa nata dall’iniziativa delle imprese agricole biologiche e delle organizzazioni professionali agricole. Più di 2.000 imprese agricole biologiche hanno aderito al Distretto, rappresentando il 75% della superficie agricola utilizzabile regionale.

Il Distretto si pone come un modello di riferimento a livello nazionale e europeo, con l’obiettivo di valorizzare la produzione biologica regionale e rafforzare l’identità del marchio biologico nel territorio. Un progetto finanziato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, avviato nel 2026, si concluderà nell’ultimo trimestre di quest’anno.

Il Distretto collabora con enti di ricerca e locali, imprese agricole e agroalimentari, nonché con altre realtà del settore agricolo. Le attività sono rivolte ad aziende agricole biologiche aderenti e non aderenti al Distretto e a quelle interessate alla conversione al biologico, con un approccio territoriale volto ad affrontare la sostenibilità a 360°.

Promozione e consulenza per le imprese agricole biologiche

Il Distretto offre consulenza per le imprese agricole biologiche marchigiane, con il supporto del Consorzio Marche Biologiche. Vengono attivati percorsi di consulenza mirata per gruppi selezionati di aziende, con l’obiettivo di sviluppare modelli sostenibili e innovativi.

Tra gli obiettivi ci sono il rafforzamento delle filiere corte biologiche, la creazione di gruppi di operatori per le ‘certificazioni di gruppo’, il supporto nell’applicazione della normativa sulla certificazione biologica e lo sviluppo dei processi di trasformazione e commercializzazione.

Campagna di comunicazione per il biologico

‘Marche, il gusto del biologico – Costruiamo insieme un mondo sostenibile’ è la campagna di comunicazione che punta a comunicare i valori del biologico e diffondere informazioni scientifiche sul metodo di produzione. Lo scopo è incentivare il consumo di prodotti sostenibili e favorire l’adesione di nuove aziende agricole al Distretto.

Tra le iniziative sono previste l’organizzazione degli Stati Generali dell’Agricoltura Biologica e la partecipazione ad eventi regionali e nazionali. Per maggiori informazioni, visita il sito .

Transizione green: l’iperammortamento da perfezionare

Il recente iperammortamento introdotto dall’art.1 commi 427-436 della l.199/2026 rappresenta uno strumento di facile spendibilità per le imprese, collocandosi nella scia dell’esperienza Piano Transizione 5.0. Tuttavia, la misura presenta alcuni oneri comunicativi al GSE a pena di decadenza.

L’efficacia dell’iperammortamento è garantita attraverso un apprezzamento dell’effettivo impiego dei beni oggetto di investimento nella fiscalità del piano di ammortamento. La combinazione di elementi tecnici ed effetti sulla riduzione della base imponibile giustifica un concorso di poteri di controllo e un necessario coordinamento fra diverse entità pubbliche.

La domanda che si pone è se l’iperammortamento nella sua attuale veste e durata triennale possa realmente rappresentare un valido sostegno alla transizione ecologica, i cui costi sono notoriamente elevati e non sostenibili dalla maggior parte delle medio-piccole imprese.

Il settore degli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo occupa uno spazio prevalente, ma resta oggettivamente generico e bisognoso di dettagli. Occorre rendere certa e controllabile la modalità di aggregazione, di produzione e l’output dell’impianto, nonché comprendervi tutti quei costi iscrivibili tra le immobilizzazioni.

Andrebbe disciplinata l’attrazione nell’iperammortamento dei costi accessori a quelli principali, nonché di quelle prestazioni per loro natura strumentali. Pare necessaria una semplificazione e unicità della regola di imputazione reddituale ex art.109 del Tuir per evitare una frammentazione formale dei valori iperammortizzabili.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.