Negli ambienti d’impresa la parola “innovazione” è diventata pratica quotidiana, ma trasformarla in capacità gestionale richiede qualcosa di più di strumenti tecnologici: servono persone formate ad affrontare complessità e incertezza. Formazione e metodo diventano così elementi centrali per passare da slogan a risultati concreti.
Maria Letizia Giorgetti, docente dell’Università degli Studi di Milano e direttrice del Master in Business Innovation guida un progetto che enfatizza approcci interdisciplinari e l’acquisizione di abilità trasversali. Il Master, nato in collaborazione con partner come Mediolanum e Codacons vuole formare manager in grado di interpretare opportunità emergenti e governare processi di cambiamento organizzativo.
Il Master in Business Innovation dell’Università degli Studi di Milano
Il percorso formativo descritto da Maria Letizia Giorgetti mette al centro la sinergia tra saperi diversi e l’esperienza pratica. L’obiettivo è costruire profili professionali che sappiano integrare competenze tecnico-digitali con capacità di analisi critica e gestione delle persone. Nel programma si valorizzano attività collaborative fra studenti, docenti e i partner coinvolti, creando un ambiente in cui le conoscenze teoriche sono immediatamente confrontate con casi reali portati dalle imprese.
Questo approccio promuove il concetto di apprendimento continuo inteso come un’attitudine a rinnovare le competenze nel tempo, e la multidisciplinarietà ossia la capacità di combinare elementi economici, tecnologici, giuridici, comunicativi e psicologici per progettare soluzioni di valore. L’interazione con realtà aziendali e associative permette agli studenti di esercitare il ruolo di leader in contesti non gerarchici, dove il contributo di ognuno è valutato per esperienza e utilità pratica.
Competenze chiave: multidisciplinarietà, pensiero critico e apprendimento
Tre sono le competenze ritenute fondamentali dal Master: apprendimento continuotrasversalità dei saperi e pensiero critico. Il pensiero critico viene inteso come la capacità di mettere in discussione modelli consolidati, valutare alternative e decidere in contesti con informazioni incomplete. Questo tipo di competenza diventa cruciale quando le organizzazioni adottano nuove tecnologie: non basta conoscere uno strumento, occorre saperlo collocare in una strategia coerente con gli obiettivi aziendali e con le competenze del team.
L’apprendimento continuo risponde all’idea che molte conoscenze diventano obsolete in tempi rapidi: il Master introduce temi nuovi ogni anno per mantenere l’offerta formativa aggiornata e pertinente rispetto alle evoluzioni del mercato. La trasversalità invece, prepara i partecipanti a dialogare con profili professionali differenti e a integrare prospettive eterogenee nella progettazione di prodotti, servizi e processi.
Imparare a governare la tecnologia e a mettere al centro le persone
Un punto cruciale del percorso è la distinzione tra tecnologia come mezzo e innovazione come processo guidato dalle persone. Nel Master si lavora sul valore strategico dei dati e degli strumenti digitali, ma con l’attenzione costante a come questi siano governati dalle competenze umane. Non è necessario che tutti diventino sviluppatori, ma è fondamentale che tutti comprendano il ruolo che Intelligenza artificialedati e piattaforme digitali possono avere nelle decisioni aziendali.
Parallelamente, il programma integra moduli su comunicazione, leadership e gestione dei talenti, riconoscendo che un Innovation Manager deve saper coinvolgere, motivare e valorizzare le persone all’interno dell’organizzazione.
Partnership e impatto formativo
La collaborazione con enti come Mediolanum e Codacons consente di portare in aula casi concreti e prospettive diverse, consolidando il legame tra mondo accademico e pratiche aziendali. Il progetto punta a creare una rete di scambio in cui istituzioni, imprese e studenti contribuiscono reciprocamente all’apprendimento.
Questo modello favorisce l’emergere di figure professionali che non solo comprendono le tecnologie emergenti ma sanno anche valutarne gli impatti sociali e organizzativi. In un contesto economico e tecnologico sempre più complesso, formare manager capaci di coniugare visione strategica e concretezza operativa è considerato essenziale per sostenere la competitività delle imprese.
L’orientamento del Master è quindi chiaro: sviluppare skill pratiche e attitudini mentali che permettano ai partecipanti di trasformare conoscenze in azioni efficaci, mettendo al centro l’integrazione di competenze, il pensiero critico e l’attenzione all’essere umano nelle scelte di innovazione.



